«CALL ME IRRESPONSIBLE - Michael Bublé» la recensione di Rockol

Michael Bublé - CALL ME IRRESPONSIBLE - la recensione

Recensione del 20 apr 2007 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Squadra che vince non si cambia: Michael Bublé ha fatto fortuna con un misto di tradizione e attualità, swing e pop, in chiave contemporaneamente retrò e ironica. Squadra che vince non si cambia, perché questo suo terzo album (live, DVD e dischi “giovanili” esclusi) ripete la formula consolidata con l’eponimo debutto del 2004, e (leggermente) aggiornata con “It’s time” dell’anno successivo. Ovvero canzoni prese dall’ “american songbook” frequentato dai cantanti pre-rock ‘n’ roll, e rivisitate con classe, ma (volutamente) senza troppa modernità; e poi qualche brano pop-rock riletto nella stessa chiave, e infine qualche inedito co-firmato dallo stesso cantante italo-canadese.
Basta dare un’occhiata alla tracklist, e il gioco è presto svelato. E’ un gioco, però, che Bublé sa fare molto bene, e questo lo salva dall’effetto ripetizione. Certo, quando canta brani come “The best is yet to come” o “I've got the world on a string” sembra di sentire il fantasma di Sinatra uscire dale casse dello stereo, sia per la filologia degli arrangiamenti, ma anche per lo stile vocale cristallino. Il meglio Bublé lo dà rendendo “old style” brani più recenti: si senta la ballatona di Eric Clapton “Wonderful tonight”, trasformata in una bossanova, cantata con il brasiliano Ivan Lins, ma che sembra uscita da un disco di Getz/Gilberto che rileggono Jobim. Piacevole anche l’omaggio all’Italia di “It had better be tonight (Meglio stasera)”, canzone scritta nel 1969 da Henry Mancini per "La pantera rosa", con il testo italiano di Franco Migliacci e inglese di Johnny Mercer.
Dov’è la novità? Le note stampa dicono che l’album è stato registrato in larga parte dal vivo in studio (forse cercando di fare come Sinatra, che incideva insieme all’orchestra, quasi dirigendola …), e un po’ si sente. Infatti i brani che convincono di meno sono i due originali (, il singolo “Everything” e “Lost”), che sono ballate pop piacevoli ma nulla più, e che soprattutto suonano un po’ troppo prodotte, quasi fuori contesto.
Insomma, il problema di Bublé è che su CD perde la carica ironica e da intrattenitore e da vero “crooner” che ha sul palco. Non a caso in questi giorni Bublé parteciperà a diversi spettacoli, compreso una puntata speciale di VivaRadio2 di Fiorello trasmessa questa sera, 20 aprile, su RaiSatExtra (in tour tornerà invece per sette date dal 20 di ottobre). Come tutti i dischi di Bublé, “Call me irresponsabile” è un buon lavoro, anche se rischia di essere un po’ troppo perfettino, ma comunque perfetto sia per chi cerca musica retrò, ma anche per chi vuole un pop di qualità.

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