«I'M NOT DEAD - Pink» la recensione di Rockol

Pink - I'M NOT DEAD - la recensione

Recensione del 04 mag 2006 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Ma Pink ci fa o ci è? E’ un prodotto musicale costruito a tavolino, o un’artista vera? Il dubbio è legittimo, se si pensa che Pink è emersa con un pezzo pop che più pop non si può, quel “Get the party started” che tutti ancora si ricordano, e che poi ha piazzato al capitolo successivo un disco rock in controtendenza, “Try this!”. Attentissima all’immagine, Pink gioca sulla sua non-bellezza e sulla sua aggressività e sul suo anti conformismo in maniera così esplicita che sembra una strategia comunicativa assai meditata. Nulla di male, per carità: basta scegliere da che parte stare.
Non scioglie il dubbio questo album: “I’m not dead” si apre con il singolo “Stupid girls” che è quanto di più paraculo – anche qua nel senso buono del termine - Pink potesse produrre: una canzone pop, musicalmente un po’ iperprodotta, con la quale prendere per i fondelli lo star system americano che ti manipola e ti stritola (si veda il video). Ma non è lo stesso sistema che lei sta usando? Poi, qualche traccia dopo, ti piazza un 1-2 da grande campione: la ballata “Nobody knows” e l’invettiva acustica “Dr. Mr President”, dove con l’aiuto delle Indigo Girls tira fuori le sue unghie politiche.
“I’m not dead” è tutto così: un bell’alternarsi di canzoni divertenti, aggressive e tra loro anche diverse, che quasi sempre hanno fin troppe idee al loro interno, passando dal rock alla dance all’elettronica al pop puro.
Forse, alla fine, l’identità di Pink è la sua versatilità: sceglie volutamente di non stare da nessuna parte, stando musicalmente un po’ ovunque. Il rischio è quello di accontentare tutti e nessuno: a voi la scelta in quale gruppo stare.

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