«ON THE OUTSIDE - Starsailor» la recensione di Rockol

Starsailor - ON THE OUTSIDE - la recensione

Recensione del 25 nov 2005 a cura di Ercole Gentile

La recensione

Nel 2001 gli Starsailor uscirono con un disco folgorante. “Love is here”, il loro album di debutto, conteneva brani incredibili come “Alcoholic”, “Lullaby” e “Good souls”, un folk-rock malinconico tipicamente inglese che riuscì a far sognare il senso uditivo di molte persone. Le melodie ed i testi di James Walsh e soci fecero accapponare la pelle di pubblico e critica, unanimemente concordi nel trovarsi di fronte ad un grande disco.
E a quel punto? Beh, a quel punto ripresentarsi con un lavoro dello stesso spessore era cosa piuttosto complicata. Così gli Starsailor aspettarono due anni e diedero alle stampe “Silence is easy”. Questo segnò un’evoluzione nel suono del gruppo che si arricchì di archi, cori e di ritmiche leggermente più veloci rispetto all’esordio. Pur non raggiungendo i livelli di “Love is here”, il secondo album si segnalò come un ottimo disco e come un riuscito tentativo della band di evolversi senza soffermarsi troppo sullo stesso suono.
Quindi due dischi, uno ottimo ed uno buono. Ora c’è la terza prova, “On the outside”. Registrato a Los Angeles con Rob Schnapf (Beck, Elliott Smith), l’album si apre con il primo singolo “In the crossfire”, un ottimo brano basato su potenti chitarre e su un testo molto introspettivo che già dalla frase d’apertura lascia trasparire il suo tema (“I don’t see myself when I look in the mirror/I see who I should be”: Non vedo me stesso guardandomi allo specchio/Vedo chi dovrei essere).
Una delle prime cose che si può notare ascoltando il nuovo lavoro degli Starsailor è la massiccia presenza di chitarre elettriche ed una forte riduzione di quelle acustiche: insomma il suono si fa ancora più duro rispetto a “Silence is easy”. Ad esempio “Counterfeit love” è un episodio che probabilmente agli inizi della carriera il gruppo avrebbe affidato ad un piano e chitarre acustiche e che qui si presenta invece in una veste ricca di elettricità e organo che rende il brano molto più potente. Questo forse aiuta anche il tema sociale a colpire con più rabbia il cuore dell’ascoltatore e frasi come “A war for a corporate glory, re-told as a fairy story” (Una guerra per la gloria di un’azienda, raccontata come una storia fatata) suonano ancora più incisive. “Faith, hope, love” condensa in 2 minuti e 48 sonorità tipicamente brit-rock e parole che esprimono un sentimento molto comune tra i giovani di oggi come la stanchezza del moderno modo di vivere e la speranza in un mondo migliore. Un altro episodio degno di nota è “Keep us together”, che si segnala come uno dei brani simbolo del disco per potenza chitarristica ed aggressività.
Probabilmente sono questi gli episodi più significativi ed interessanti del disco. Meglio chiarire: i rimanenti brano proseguono, più o meno, sulla scia di quelli sopra presentati e sono tutti molto godibili ma, a differenza di questi, non decollano, non riescono insomma a far traballare il vaso delle emozioni presente nel nostro corpo.
In conclusione, “On the outside” spinge gli Starsailor ancora più in avanti nella scia evolutiva del loro sound: l’elettricità ed un suono ancora più rock la fanno sempre più da padroni, rendendo il lavoro di buon livello e molto godibile. Quindi un punto a favore di James Walsh e compagni per la ricerca del continuo progresso sonoro. Alcuni potrebbero preferire questa versione più ruvida degli Starsailor ma altri invece, come il sottoscritto, pur apprezzandoli ritengono che “Love is here” fosse un album di un altro pianeta rispetto a questo, un pianeta forse raggiungibile una sola volta anche se si è navigatori delle stelle.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.