«LOST AND FOUND - Will Smith» la recensione di Rockol

Will Smith - LOST AND FOUND - la recensione

Recensione del 13 mag 2005 a cura di Lisa Molinari

La recensione

I più giovani sono cresciuti in compagnia del personaggio televisivo da lui interpretato nella sitcom “The Fresh Prince of Bel Air”, ma i fan di vecchia data collegano il nome di Will Smith al duo rap californiano Jazzy Jeff & The Fresh Prince. A questa doppia carriera, di rapper e attore, fa riferimento il titolo del suo ultimo album “Lost and found” come spiega l’artista stesso: “La musica è il mio primo grande amore e a questa rimango fedele. Diciamo che vado in prestito al cinema ogni tanto, ma la musica resta la parte più creativa di me, che sono sempre al lavoro”.
Ben consapevole del fatto che la massa continuerà a considerarlo semplicemente un divo di Hollywood e non un gangster, Willie si inserisce nel panorama Hip Hop odierno con tutta la tranquillità e l’ironia che sono propri del suo modo di essere e in “Mr Niceguy” rappa sicuro di sé: “Sopravissuto, sposato, padre; offeso da Eminem senza scomporsi-questa sì che è classe” con ovvi riferimenti alla propria persona. Riprendendo la questione in “I wish I made that”, dove esprime tutto il suo rispetto a Dr. Dre, Jay-Z e Notoriuos BIG ma allo stesso tempo scherza provocatoriamente sull’opportunità di avvicinarsi a un modello di rapper più ruvido per aumentare la propria credibilità di strada.
Pop al punto giusto, accattivante per un pubblico che non ama il genere gangsta a tutti i costi, la musica di Will Smith sembra fatta apposta per piacere a tutta quella parte di pubblico virtualmente esclusa dal bollino Explicit Lyrics che portano tanti dischi Hip Hop. Ed è così che l’attore con il pallino del rap torna infallibilmente a far ballare con l’orecchiabile singolo “Switch” e con la traccia prodotta dal suo vecchio compagno Jazzy Jeff, “Here he comes”. Snoop Dogg fa la sua comparsa in “Pump ya breaks”, in omaggio alla vecchia scuola della Costa West, mentre Mary J Blige arricchisce con la sua inimitabile voce “Tell me why”, un brano insolitamente riflessivo (rispetto al resto della produzione di Mr. Smith, NdA) sui pericoli e sulle angosce della società odierna.
Ospiti a parte, è sempre la personalità effervescente di Will a tenere banco e, nonostante il suo flusso di rime non abbia conosciuto grandi innovazioni nel corso degli anni, l’attore non esce sconfitto dalla concorrenza del momento. Quasi a ricordare che il rap da intrattenimento, non necessariamente legato ai più drammatici temi di strada, è sempre esistito e proprio con l’artista in questione ha puntualmente conosciuto uno dei maggiori indici di gradimento. Senza parlare nemmeno una volta di sesso, denaro e gioielli miliardari (onnipresenti nei testi dei colleghi): quelli, Will Smith, li ha già.

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