«ACROSS A WIRE - LIVE IN NEW YORK - Counting Crows» la recensione di Rockol

Counting Crows - ACROSS A WIRE - LIVE IN NEW YORK - la recensione

Recensione del 17 ago 1998

La recensione

Chiunque abbia visto i Counting Crows dal vivo sa cosa significa un loro concerto. Si tratta, nel bene e nel male (giacché non tutte le serate possono essere allo stesso modo ispirate) di emozionalità che scorre allo stato puro, di versioni allungate e contratte di quanto era già stato registrato su disco, di canzoni prolungate all’infinito prima di decollare in un ritornello o nell’entrata della ritmica, di parole scandite, cantate, urlate e accarezzate da Adam Duritz e sottolineate dagli strumenti degli altri musicisti. Due soli album all’attivo, lo splendido "August and everything after" e il leggermente pretenzioso "Recovering the satellites" e adesso, a completare l’opera -si potrebbe dire - di immodestia, arriva questo doppio album dal vivo, che invece, proprio per quanto dicevamo prima, finisce per essere il loro disco più irrinunciabile. Due performances diverse sono al centro di "Across a wire": una, splendidamente acustica, è contenuta sul primo cd ed è tratta dal programma tv di VH1"Storytellers": nove brani, tra cui spiccano le versioni indimenticabili di "Round here", "Angels of the silences", "Mr.Jones", "Rain King" e "Anna begins", stravolte rispetto agli arrangiamenti originali e cariche di un’emozione e di un’intimità veramente toccanti. Completamente diverso lo scenario che si presenta sul secondo CD, contenente 12 brani registrati per il programma di MTV "Live from the 10 spot" in versione elettrica e graffiante: anche qui si fanno notare le versioni ultratirate di diversi brani, tra cui un’altra versione di "Angels of the silences", "Have you seen me lately", "Sullivan street", "A murder of one". E’ nel differente tipo di approccio messo in mostra dai due cd che si concreta tutta la grandezza dei Counting Crows come live band, la loro capacità di considerare le canzoni come qualcosa da far vivere di vita propria concerto dopo concerto, arricchendole con i loro stati d’animo del momento. Un disco da brivido, che in diversi momenti vi colpirà profondamente, esempio felice di un rock fortemente ‘umano’, in grado cioè di toccare corde profondamente intime senza alcun mezzo retorico, con la sola bellezza della musica.

Track list:

CD1:

  • Round here
  • Have you seen me lately?
  • Angels of the silences
  • Catapult
  • Mr. Jones
  • Rain king
  • Mercury
  • Ghost train
  • Anna begins

CD2:

  • Recovering the satellites
  • Angels of the silences
  • Rain king
  • Sullivan street
  • Children in bloom
  • Have you seen me lately
  • Raining in Baltimore
  • Round here
  • I’m not sleeping
  • A murder of one
  • A long december
  • Walkaways
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