«THE COMPLETE U2 - U2» la recensione di Rockol

U2 - THE COMPLETE U2 - la recensione

Recensione del 19 dic 2004 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Non c’è che dire: l’accordo U2-Apple è uno dei migliori esempi (forse IL miglior esempio) di marketing musicale.
Badate bene, lo si dice senza disprezzo (la parola “marketing” spesso suona come un insulto in campo musicale), anzi con somma ammirazione. Gli U2 si sono legati ad uno dei marchi più “cool” del momento, quello che ha davvero spinto la rivoluzione digitale della musica con l’iPod e con iTunes. La Apple, a sua volta, si è guadagnata contenuti musicali esclusivi di uno dei gruppi rock per eccellenza. Non solo ha prodotto una versione U2 del suo iPod,ma ha soprattutto messo in rete questo box, “The complete U2”: ovvero 446 canzoni in formato digitale, praticamente ogni uscita del gruppo irlandese (album, singoli, EP). Per la cronaca 48 canzoni sono ripetute tra album, singoli e “best”, e nel complesso c’è qualche lacuna; ma è un’inezia di fronte alla quantità di inediti e rarità (outtakes, dischi dal vivo mai pubblicati ufficialmente) presenti in lista. Completa il tutto un libretto scritto dal giornalista Bill Flanagan, con alcune note di The Edge. Insomma una manna per i fan, una vera esclusiva per l’iTunes Music Store, che è l’unico posto dove è possibile acquistare il box (al prezzo di 150€).
Un’operazione inedita anche in termini industriali: nessuno – ai tempi del vinile e del cd, della musica come oggetto – aveva mai pensato di ri-pubblicare tutta la propria produzione in un colpo solo. Semplicemente perché non si poteva fare: quanti CD ci vorrebbero per contenere 446 canzoni? Qua dentro ci sono 67 dischi diversi, tra album, singoli, EP etc.; il mio contatore sull’iTunes dice che la durata complessiva è di circa 36 ore. Insomma, se l’idea del box è trita e ritrita, soprattutto sotto Natale (in questi giorni ne stiamo recensendo parecchi, come qualcuno avrà notato), questa forma è del tutto nuova.
Ecco una guidata ragionata a “The complete U2”, con alcune riflessioni su ciò che è presente (e cio che non lo è).

Dove trovarlo e come comprarlo: iTunes Music Store
Questo è un box digitale. Ovvero, nessun cd, ma 446 canzoni in formato AAC (Advanced Audio Coding, una sorta di MP3 evoluto), il formato di compressione utilizzato da Apple per il suo iTunes Music Store. E’ lì che trovate il box, al prezzo di 150€ (non pochi, ma neanche troppi: circa 33centesimi per canzone, quando una singola ne costa normalmente 99; se avete comprato l’iPod U2 avete un ulteriore buono sconto di 50 €).
Da poco disponibile anche in Italia (vedi news), iTunes Music Store è parte di un sistema integrato che ha fatto la fortuna della rivoluzione digitale in musica formato Apple. Ovvero un “player”, un programma che legge i CD, ve li codifica in formato compresso (AAC, ma anche MP3 ed altri), legge stream radiofonici e audiovisivi in rete, naviga come un browser “leggero” e gestisce il lettore iPod (trasferendo i file, organizzandone il contenuto, etc.). iTunes funziona come un gestore di database musicale davvero agile, tra le cui funzioni c’è appunto un negozio di musica digitale. Insomma, se volete scaricare questo box, dovete scaricare iTunes (che è ovviamente gratis: lo trovate all’indirizzo http://www.apple.com/it/itunes/), e crearvi un acconto nel Music Store.
Va detto che la fortuna di iTunes sta proprio nella sua semplicità d’uso: comprare musica è estremamente facile, anche se la versione italiana è in buona parte in inglese.
E’ qui che trovate il box degli U2, pubblicato in contemporanea al nuovo disco “How to dismantle an atomic bomb” lo scorso 23 novembre. Ah, quando lo scaricate, armatevi di pazienza: 446 canzoni, per quanto compresse, pesano circa 2 gigabyte. Al sottoscritto, con una buona connessione ADSL, ci sono volute 10 ore buone.
Una volta scaricate le canzoni sul computer vi trovate 446 brani in formato .m4p, ovvero l’AAC di cui si parlava prima, ma in versione “protetta”. Tradotto: i file sono codificati per poter essere letti da un massimo di 5 computer (ogni volta che li spostate su un altro PC o Mac dovete autorizzarli in rete con il vostro account del music store). Potete trasferirli su quanti iPod volete. Potete masterizzarli di fatto all’infinito: basta comporre una playlist, che può essere masterizzata fino a 7 volte; ma basta cambiare l’ordine anche un solo di un brano, e potete rimasterizzarla per altre 7 volte, e così via. iTunes vi permette di stampare in automatico anche le copertine dei dischi contenuti nel box, con relative tracklist (componete una playlist e andate all’opzione “Stampa”).

Dischi ufficiali
Il box contiene tutti i dischi ufficiali della band irlandese, compresi i due “best” (ma non i bonus disc delle edizioni limitate contenenti i lati B) e il disco inciso con Brian Eno sotto lo pseudonimo Passengers. Inutile, in questa sede, ritornare sulla discografia della band. Lo fa benissimo, nel booklet, il giornalista Bill Flanagan, storica firma della critica americana e da sempre attento osservatore delle mosse degli irlandesi. Le sue schede sono sintetiche, ma leggono benissimo gli eventi e il mood alla base di ogni disco, senza neanche troppe smancerie: dal rock secco, diretto ed epico degli anni ’80, alle sperimentazioni degli anni ’90 al ritorno a casa degli ultimi anni, quella degli U2 è una bella storia da leggere attraverso i loro dischi e attraverso le parole di Flanagan.


EP, singoli e lati B
Questa è una delle vere manne di questo box, che contiene praticamente tutti i singoli pubblicati dalla band dal 1980 al 2004, con relativi lati B. Assolutamente impedibili sono i primissimi 45 giri (al tempo vennero pubblicati così) come “U2 three” o “Another day”, da tempo introvabili, così come “Celebration”, uscito nell’intermezzo tra “Boy” e “October”: quest’ultimo è un piccolo gioiello di rock, poi disconosciuto dalla band (non venne pubblicato nei due dischi citati, né ripubblicato in seguito, a differenza del retro “Party girl” suonata dal vivo – è presente su “Under a blood red sky” - e recuperata nelle b-side del best del 1998). Altre vere gemme sono i retri del periodo “Joshua tree” (al tempo la band pubblicava 2/3 inediti a singolo, e tutti di altissimo livello, tanto che uno di questi, “Sweetest thing” venne poi ripreso e inciso come singolo apripista per il best del 1998).
Mancano alcuni retri di singoli (presenti su alcune versioni di “All I want is you”, “Please”, “Who’s gonna ride your wild horses”) che contenevano cover come “Dancing barefoot” di Patti Smith, “Unchained melody”, “Fortunate son” (Creedence Clearwater Revival), ma la quantità di materiale che gli U2 hanno sparso in questi formati – tra inediti, brani dal vivo e cover - è enorme ed ottimamente rappresentata in “The Complete U2”.

Remix
Questa è forse la categoria più delicata. “The complete U2” contiene ben 88 canzoni “remixate”. A partire da “Melon”, raro album di remix regalato agli iscritti al Fanclub ai tempi di “Zooropa”, per proseguire con le versioni rimescolate sparse sui cd singoli, etc. Alcune canzoni, come “Mofo” o “Elevation” sono presenti in 6 o 7 versioni diverse. Segno di un’attenzione, quasi di un’ossessione, della band per le rielaborazioni in chiave elettronica della propria musica. D’altra parte la fascinazione degli U2 per la dance è stata evidente soprattutto negli anni ’90, ma nasce prima, dagli anni ’80 (il primo remix è “Two hearts beat as one”, periodo “War”). Un’attenzione che ha dimostrato la vena sperimentale degli U2, ma che ha prodotto anche tanta fuffa. Alcuni di questi remix sono davvero belli, altri sono semplicemente inutili.

Dischi dal vivo
La parte più interessante del box. Tre dischi dal vivo, tre concerti ben conosciuti dai fan, ma che non erano mai stati pubblicati ufficialmente o su larga scala. Il primo è un concerto di Boston del 1981, al periodo degli esordi: The Edge lo definisce come “un punto di svolta per la band”. Un gran documento, piacevole ed istruttivo, un suono ancora grezzo e acerbo, ma con già una carica incredibile.
Grandioso è invece il secondo disco, registrato a Dublino nella notte di S.Silvestro che segnò il passaggio dagli anni ’80 e ’90. Un concerto storico, che venne trasmesso alla radio (chi ha attorno ai 30 anni se lo ricorda bene, magari perché - come il sottoscritto - costrinse gli amici ad ascoltarlo durante la festa di fine anno…). Un concerto registrato nel breve tour che seguì a “Ratte & hum”, uno dei momenti di massimo splendore del gruppo, con versioni da brivido di canzoni come “Bad” o “Running to stand still”.
Il terzo concerto è l’unico già circolato, ancora una volta come regalo al fan club: “Hasta la vista, baby!”, registrato nel dicembre del ’97 a Città del Messico. E’ il meno bello della terzina, ma perché registrato nel tour più controverso, quello mastodontico che seguì a “Pop”: un grande spettacolo, ma musicalmente meno brillante degli altri.

Inediti
“The complete U2” contiene un album dal titolo “Unreleased & Rare” che presenta alcune canzoni mai pubblicate prima: inediti e outtakes provenienti principalmente dagli ultimi dischi. Ci sono delle vere e proprie gemme, come il gospel rock di “Jesus Christ”, proveniente dalle session di “Ratte & hum”, alcuni bozzetti di canzone come “Flower child” (outtake da “All that you can’t leave behind”) o versioni alternative di canzoni, come i cinque “demo” dell’ultimo “How to dismantle an atomic bomb” (“Sometimes you can’t make it on your own”, “Yahweh”, “All because of you”, “Native son” e “Xanax and wine”; queste ultime due diventate poi rispettivamente “Vertigo” e “Fast cars”). Quest’ultima categoria racconta bene il processo di produzione di un disco e lo sviluppo di idee e suoni che porta il gruppo fare certe scelte piuttosto che altre. Nessun capolavoro assoluto, ma una manciata di canzoni belle e interessanti.
La vera chicca di questa sezione sono però i tre “Early demos”: “Shadows and tall trees”, “The fool” e “Street missions”, tre canzoni incise come provini prima dell’esordio, un documento grezzo e interessantissimo, fino ad oggi inedito.

Cosa manca nel box
Questo box si intitola “The complete U2”. Volendo cercare il pelo nell’uovo, un po’ di cose mancano; ma, parlando di una band come gli U2, che ha 25 anni di carriera alle spalle ed una quantità di materiale prodotto enorme, è inevitabile. E’ comprensibile (per motivi di contratti discografici) che manchino le comparsate di Bono & Co in dischi di altri artisti. E’ un peccato invece che non ci siano alcuni già citati retri di singoli, così come qualche bella canzone sparsa su compilation e colonne sonore. Dispiace, per esempio, che la bellissima versione di “Night and day” di Cole Porter (originariamente incisa per la compilation “Red hot & blue”) sia presente solo in due versioni remixate. Altre esempi: le versioni alternative pubblicate nelle varie colonne sonore dell’amico regista Wim Wenders (è presente solo la pur bellissima “I’m not your baby” cantata con Sinead O’Connor per “The end of violence”, ma in un remix pubblicato come retro di “Please”, nel quale manca la parte vocale). Una buona lista di queste comparsate la trovate su http://www.u2wanderer.org

Concludendo…
150€ per 446 canzoni: un buon affare, decisamente. Per chi? Non per i fan più accaniti, che già avranno in una forma o nell’altra il 90% di questo materiale. Anzi, qualcuno appartenente a questa categoria si potrebbe anche incavolare, perché i pezzi totalmente inediti non sono acquistabili separatamente dal box. Per gli altri, per i fan o per gli amanti degli U2 che negli anni si sono distratti ed hanno perso qualche pezzo per strada, è l’occasione per portarsi a casa in un colpo solo il repertorio di una delle band più importanti degli ultimi 20 anni, con una quantità di bonus davvero incredibile. I tre concerti dal vivo (soprattutto quello del 31 dicembre 1989 a Dublino, bello ed emozionante, pure a distanza di 15 anni), i rari lati B e gli inediti sono l’ennesima dimostrazione della grandezza di questa band, anche in situazioni meno “convenzionali” dei dischi tradizionalmente messi in commercio.
Difficile non essere enfatici, quando si parla degli U2. Se fanno le cose, le fanno in grande: “The complete U2” ne è la dimostrazione.

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