«3 - Alex Britti» la recensione di Rockol

Alex Britti - 3 - la recensione

Recensione del 31 mar 2003

La recensione

Dice che voleva dare a quest’album un titolo neutro, perché la gente non partisse con un preconcetto. Dice che all’epoca del disco precedente, “La vasca”, la gente ha pensato subito: “Questo è un disco da ridere”, per via del titolo buffo e della copertina gialla. Dice che invece la copertina di 3 – che è poi, naturalmente, il suo terzo album – è più seria, bianca rossa e blu, con la foto sua che è venuta bene, molto bene, anche se quelli della casa discografica l’hanno sgridato perché non aveva stirato la maglietta e si vede. Dice che gli è piaciuto molto fare questo disco, che ci ha pensato su a lungo, che però tre anni tra un album e l’altro non sono troppi se in mezzo ci piazzi tournéé e viaggi e riflessioni esistenziali. Dice che alla fine è felice di come è venuto.
Questo è quello che dice lui.
Per noi che ascoltiamo: “3” è un disco interessante e a tratti anche molto bello. Se ti piace Alex Britti non puoi non avercelo, quest’album: è il terzo, quello della conferma. Quello che ti fa capire che quando hai sentito “Solo una volta (o tutta la vita)” e hai commentato “forte questo tizio” in fondo non ti sbagliavi. La canzone di Sanremo, “7000 caffè”, è carina, molto carina, più nella strofa che nel ritornello. Gli altri dieci brani stanno in buon equilibrio. Alcune scelte sono coraggiose, tipo piazzare nell’album anche il brano strumentale “00.00 Am”, che Britti di solito suona con la jazz band dei suoi amici. Non è male anche “Le donne”: essenziale ma significativa, Alex ne va molto fiero. Per i nostalgici del blues è perfetta “Un salto nella fossa”; “Tutta gente strana” invece è un gioco in cui si mescolano un sacco di riferimenti incrociati, e se state bene attenti sul finale scoprite anche Jimi Hendrix, ma c’è anche qualcosa di più serio come la preghiera laica “La vita sognata”. I temi portanti del disco sono l’amore (a distanza e non), il significato della libertà, dell’indipendenza, della possibilità di compiere scelte autonome, la generica ma intensa speranza di un futuro migliore per il mondo e per gli uomini: riflessioni semiserie di un ex ragazzo che deve arrendersi al fatto che sta crescendo. E che però non ha nessuna intenzione di rinunciare alla leggerezza svagata (diversa dalla superficialità) che lo accompagna da sempre. Tutto sommato è come se lui dicesse: qualunque cosa accada, lasciatemi la mia chitarra e andrà bene. Si accontenta di poco, potrebbe pensare qualcuno. Tutt’altro. Almeno nei confronti della musica, Britti è uno che ha un amore autentico. E non lo tradirà mai. Conoscete molta gente così?

(Paola Maraone)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.