«FORZA FRANCESCO! - Francesco Baccini» la recensione di Rockol

Francesco Baccini - FORZA FRANCESCO! - la recensione

Recensione del 14 nov 2001

La recensione

Francesco Baccini ha fatto dell’ironico slogan di Edoardo Bennato “sono solo canzonette” il suo più grande pregio e al tempo stesso il suo più serio limite. Da sempre con le sue canzoni Baccini ha cercato di conciliare la verve cabarettistica che gli appartiene, bonariamente ironica, con l’aspirazione ad un cantautorato “alto” se non altro per scelta di temi, seppur lavorato alla sua maniera. Fare questo gli è costato, nel corso della sua carriera, un grosso sforzo, se è vero che il biglietto di presentazione fornito da album come “Cartoons” e “Il pianoforte non è il mio forte” si è sbiadito abbastanza in fretta. Il motivo è presto detto: Baccini, il più grande degli intrattenitori da pianobar, sa scrivere un solo tipo di canzone, sia pure in mille varianti. “Le donne di Modena” può essere considerata la mamma di buona parte delle sue composizioni, che si muovono più o meno sempre su quel giro d’accordi. Che poi il cantautore genovese abbia flirtato con altri generi musicali, in special modo con lo swing e il rock’n’roll targato anni ’60, è soltanto parte integrante della sua formazione. Fatto sta che il gioco presto si è scoperto, e Baccini, per camuffare i limiti prettamente musicali della sua ricetta, ha dovuto ricorrere a una sorta di sensazionalismo esasperato nella scelta dei temi e nella loro promozione, puntando diverse volte sull’idea di vendersi come personaggio “scomodo”. Idea perdente, perché Baccini - e qui sta anche il suo bello - è uno alla buona, uno da bar sport, che parla più volentieri di calcio e di donne piuttosto che di politica, e quando lo fa non va molto lontano dai luoghi comuni dell’italiano medio. Così il suo disco “Nomi e cognomi” , propagandato quasi dieci anni fa come un album di ritratti caustici di personaggi in vista (Andreotti, Venditti, Celentano...) nei risultati dimostrò di essere un disco quasi comico per quanto inoffensivo. Diverse da allora le svolte artistiche di Baccini, dall’autoritratto di cantautore (“Nudo”) alla voglia di sixties (“Baccini a colori”), fino al ritorno ad una formula ‘laica’ con “Nostra signora degli autogrill”, album sicuramente più ricercato dal punto di vista della composizione di questo nuovo “Forza Francesco!”. Anche qui c’è il caso creato per far parlare i giornali(sti): la canzone “Devo diventare come”, che in origine doveva intitolarsi “Devo diventare come Berlusconi”, titolo modificato, si mormora, per non suscitare l’ostracismo delle radio e, sembra, l’ira del miliardario di Arcore. Bufala colossale, viene da pensare, anzitutto perché le canzone di Baccini come al solito è talmente ambigua da non essere nemmeno offensiva. Secondo poi perché Berlusconi in tutti questi anni si è beccato sulle sue stesse reti televisive molte più mazzate (Gialappa’s, Le iene, ecc...) di quante possa dargliene Baccini con questa sua simpatica marcetta. “Forza Francesco!” è un album che affronta temi semiseri - la marijuana, il figlio che soltanto di recente Baccini ha scoperto di avere, la morte, la satira politica - con la consueta superficiale brillantezza, nel perfetto stile di intrattenimento da pianobar che caratterizza Baccini, eccezion fatta per un paio di ottimi episodi, “Quelli che come me”, tipica canzone nel suo stile, e “L’orso”, una composizione di Paolo Frola decisamente surreale nel testo e originale nella musica. Per il resto vale la pena di citare soltanto la cover che chiude l’album, “La ballata dell’amore cieco” di Fabrizio De André, grande amico del nostro. Forse è sbagliato chiedere a Baccini qualcosa di più di quello che sa fare, ma spesso è lui a dare l’impressione di voler fare di più di quello che sa.


(Luca Bernini)

TRACKLIST

03. Quelli che come me
05. L’orso
06. L’unica droga che ho
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