«CIELI DI TOSCANA - Andrea Bocelli» la recensione di Rockol

Andrea Bocelli - CIELI DI TOSCANA - la recensione

Recensione del 05 nov 2001

La recensione

Ci sono cose che ciascuno di noi si porta dentro, invisibili, per anni, prima che si decidano di venire fuori. Ci vuole tempo, spesso, ma prima o poi succede. Come quando una mattina ti svegli e scopri di assomigliare a tuo padre. E’ come quando una sera metti su il CD di “Cieli di Toscana” e ti senti così “italiano”. Le canzoni come arie d’opera, l’orchestra che tutti gli anni ritrovi a Sanremo anche sotto il pezzo dei Subsonica, testi romantici e roboanti, adatti ad essere cantati “frontali”, come si addice a un tenore. Quanta nostra musica è così, sospesa ancora oggi tra canzone napoletana e melodramma, con giusto qualche abbellimento, qualche ritocco estetico che la renda moderna. E allora capisci Bocelli, la sua fede in questa musica che ha un che di eterno e un che di trasversale, in grado di fargli vendere oltre 40 milioni di copie in tutto il mondo. Per questo che è il suo nuovo album “pop”, dopo i trionfi di “Arie sacre” e “Verdi”, il tenore toscano ha messo in piedi una squadra di produttori che affianca all’etereo Celso Valli il più “urban” Mauro Malavasi (già produttore di “Sogno” e “Romanza”) e un produttore di richiamo internazionale, Brian Rawling (Enrique Iglesias, Cher, Ricky Martin). Nello staff degli autori si riconfermano Francesco Sartori & Lucio Quarantotto (premiata ditta autrice di “Con te partirò”), compare Alessio Bonomo (altra rivelazione di casa Sugar) accanto a Fausto Mesolella degli Avion Travel, e per gli amanti della spaghetti connection ecco affiorare Tony Renis, in compagnia del fido Alberto Testa, tra le firme di “Se la gente usasse il cuore”, brano utilizzato anche come tema portante della nuova versione televisiva del libro di De Amicis “Cuore”. Ma c’è tanto altro da scoprire: una debuttante assoluta, Helena (voce in “L’abitudine” e futuro contratto discografico per la Sugar), i rimandi a Lucio Battisti che allieteranno gli appassionati (diverse parti dell’album sono state registrate agli Air Studios di Londra, una sorta di seconda casa per Battisti: sull’album di Bocelli ci sono Gavyn Wright - già su “L’apparenza” - alla direzione d’orchestra e addirittura Robin Smith - al pianoforte nel battistiano “Don Giovanni” - autore dell’unico brano in inglese, “Someone like you”), così come quelli a Mascagni - nel brano a lui dedicato è contenuta una porzione della “Cavalleria rusticana” - faranno quella dei melomani. Dulcis in fundo, la partecipazione di Bono, che recita in inglese l’intro della bonus track intitolato “L’incontro”, brano dedicato alla paternità e al senso di passaggio che questa comporta, e che assume ancora più valore se si ricorda la perdita del padre subita di recente da Bocelli. Dal punto di vista artistico, “Cieli di Toscana” è un album consapevole, adulto, anche se non tutto felicemente riuscito: “E mi manchi tu”, “Il diavolo e l’angelo” - brano dall’arrangiamento quasi dance - e “L’ultimo re” sembrano concedere qualcosa a una stanca generale che il disco prende verso la fine. Eccellente invece, fatta eccezione per “Chiara”, fin troppo roboante, la prima parte dell’album, con brani come “Melodramma”, “Mille lune mille onde”, “Mascagni”, “Il mistero dell’amore” che coniugano felicemente tradizione melodica, aperture orchestrali e bel canto. Mascagni, Leoncavallo, Puccini, Rossini, Verdi... l’ombra della grande lirica italiana affiora anche dietro i paesaggi di questi cieli di Toscana, semplici omaggi a una tradizione e a una musica fuori dal tempo.

(Luca Bernini)

TRACKLIST

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.