«ESSENCE - Lucinda Williams» la recensione di Rockol

Lucinda Williams - ESSENCE - la recensione

Recensione del 25 giu 2001

La recensione

Tre anni dopo quel “Car wheels on a gravel road” che le aveva aperto la strada del successo e che le aveva fruttato anche un Grammy, Lucinda Williams ci sorprende con un album piuttosto distante da quanto fatto finora. Se il succitato album era prodotto da Roy Bittan e Steve Earle a garanzia di un marchio più rock, “Essence” vede alla consolle e alle chitarre Charlie Sexton (e non è la prima volta) nella produzione di un lavoro più pacato e riflessivo. La cantautrice americana avrebbe potuto rifare un disco sullo stile del precedente e raccogliere nuovi consensi dalla critica, già bendisposta nei suoi confronti. Invece riparte da zero con un album sommesso e contenuto, pensato, cantato e suonato in punta di piedi. Forse per la l’avvicinarsi dei cinquant’anni o per la sua natura di donna del Sud o per la recente rottura con il compagno Richard Price, Lucinda snocciola undici composizioni tranquille ed espressive spolverate da un velo di tristezza, come già indicano i titoli: “Lonely girls”, “Out of touch”, “Are you down”, “Reason to cry”. Come sempre Lucinda racconta storie di vita comune, osserva tutto ciò che la circonda e lo riporta nelle sue canzoni, estremamente legate alle radici della musica americana, con grande sensibilità, cogliendone appunto l’”essenza”. Country, folk, blues e rock si fondono per dare vita a paesaggi interiori e orizzonti dalle tinte tenui resi comunque con sonorità elettriche affidate alle sapienti mani di musicisti eccezionali come Bo Ramsey, Charlie Sexton, Reese Wynans, Tony Garnier, Jim Keltner, Ryan Adams e David Mansfield. “Essence” è quindi un disco rilassato ma non noioso, pigro e meditativo nella sua espressione ma vivo e vitale nei suoi contenuti letterari, artistici e umani. Soprattutto si apprezza la sincerità di artiste come questa, che sfruttano le loro indubbie doti in modo costruttivo, senza curarsi delle classifiche ma incidendo dischi con il puro scopo di fare musica e di esprimere lo stato d’animo del momento. E’ “Euesto album è molto liberatorio per me”, afferma l’autrice, “ mi sono lasciata andare sulla musica lasciandomi trasportare dal groove. Sono orgogliosa di queste canzoni dal suono molto maturo”. E noi le ascoltiamo volentieri.

(Diego Ancordi)
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