«NO MORE DRAMA - Mary J. Blige» la recensione di Rockol

Mary J. Blige - NO MORE DRAMA - la recensione

Recensione del 25 set 2001 a cura di Luca Bernini

La recensione

“Popolo dell’hip hop soul, in alto i cuori e fuori la voce... sta per scendere in campo la squadra della Regina”: parafrasando i funambolici annunci della voce ufficiale della Roma - sì, proprio la squadra di calcio - Carlo Zampa, potrebbe essere questo un buon esordio per descrivere lo strapotere dei mezzi messi in campo da Mary J per quello che deve essere il disco della consacrazione definitiva: Jimmy Jam, Terry Lewis, Missy Elliot, Dr. Dre, Kenny Flav, Eve, Neptunes, Hakeem e Lenny Kravitz sono tutti schierati in formazione tipo, pronti a vendere cara la pelle per amore della loro signora e padrona, Mary J, oggi più che mai intenzionata a prendersi ciò che le spetta. Anni di squallore trascorsi in un ghetto di New York, prima dell’arrivo, quasi fortuito, alla musica, al primo contratto discografico e a un protettore/produttore di stile come Puff Daddy. Mancavano i soldi, però, anche perché quasi tutto quello che guadagnava Mary J se lo tirava in cocaina, acquistata per sé e la sua cricca, fino a capire che continuando così non sarebbe andata molto lontano. Se l’album precedente, “Mary”, metteva in mostra sin dalla foto di copertina le cicatrici sul suo volto, “No more drama” è un album positivo, che saluta i brutti tempi andati ormai da lontano: adesso Mary è completamente pulita, non beve più e fuma giusto una sigaretta ogni tanto; in più prega e parla con Dio praticamente ogni giorno (a dire il vero è Dio che parla con lei, come ha dichiarato lei stessa al periodico “Q”). Scritto in gran parte dalla stessa Mary con i collaboratori sopra citati, il nuovo lavoro mescola sensualità, sesso, introspezione, romanticismo e un pizzico di filosofia esistenziale, oltre naturalmente alla voglia di continuare a regnare nel dancefloor come evidenziato dal primo estratto, “Family affair”. C’è la canzone dedicata al nuovo amore (“Never been”), ci sono i propositi di riscossa (“No more drama” e la bella poesia “Forever no more”), c’è la cantante confidenziale che parla alle sue sorelle (“Steal away”) e la regina delle ballad (“PMS”). “No more drama” è un album che farà felici i suoi fans e gli amanti del genere, anche se forse in alcuni momenti sembra semplicemente troppo lungo e un po’ diluito dal punto di vista dell’intensità. Sul fronte dei suoni, però, questo è per molti versi il suo migliore lavoro, e questo bilancia gli inevitabili cali di tensione. Benvenuta tra le donne in controllo, Miss Blige: speriamo che riesca anche a te di mantenere un po’ della sana selvatichezza degli esordi....

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