«GET READY - New Order» la recensione di Rockol

New Order - GET READY - la recensione

Recensione del 05 set 2001

La recensione

Otto anni: tanto è passato da “Republic” ultimo disco del “Nuovo Ordine” della musica. Bernard Sumner e Peter Hook sono stati intanto impegnati il primo con gli Electronic (insieme a Johnny Marr) l’altro con i Monaco. Il ’98 è stato l’anno di qualche concerto (tra cui il festival di Reading) e della promessa di un nuovo album caduta nel vuoto. Poi, finalmente, la conferma ad inizio 2001 dell’uscita di questo “Get ready”.
E’ valsa la pena aspettare così tanto? Decisamente sì. Qualcuno forse non se li ricorderà o non li avrà mai conosciuti, ma i New Order sono stati tra i gruppi più importanti degli anni ’80 inglesi; tra i primi a sperimentare in modo “colto” con l’elettronica, evitando le derive del cattivo gusto di buona parte dell’elettro-pop di allora. Ed avevano una matrice rock, mai dimenticata: nascevano pur sempre dalle ceneri dei Joy Division.
“Get ready”è il miglior modo per ricordare tutto questo: in splendida forma, i New Order presentano quanto di meglio hanno fatto da 12 anni. Non hanno prodotto molto, per la verità, ma “Get ready” è decisamente superiore a “Republic”, disco realizzato tra mille difficoltà personali e finanziarie; è anche paragonabile a “Technique” (1989), che fu il picco della sperimentazione elettronica del gruppo. “Get ready” è infatti un disco rock, in cui il computer è presente, ma in secondo piano. E’ un disco paragonabile, metaforicamente, alle ultime opere di R.E.M. e U2: un recupero ed un aggiornamento della propria identità. Riff, basso melodico, voce e cori si inseguono dall’apertura di “Crystal” per arrivare alla ballata finale, senza sostanziali cadute di tono, richiamando anche i tempi della divisione della gioia.
Non convince solo “Rock the shack”, in cui si sente troppo la presenza di Bobbie Gillespie dei Primal Scream. La stessa cosa succede in “Turn my way”: grazie a Billy Corgan, sembra quasi un brano degli Smashing Pumpkins. Ma in questo caso il gioco regge, gli stili dei due gruppi sono più vicini e quindi si integrano meglio.
Insomma, i New Order sanno ancora il fatto loro. “Get ready” non è un disco per nostalgici degli anni ’80. Non stiamo parlando di un gruppo fuori moda o superato, ma di uno che continua a stupire. Speriamo non ci vogliano altro 8 anni per il prossimo disco.

(Gianni Sibilla)
Tracklist:
“Crystal”
“60 miles an hour”
“Turn my way”
“Vicious streak”
“Primitive notion”
“Slow jam”
“Rock the shack”
“Someone like you”
“Close range”
“Run wild ”
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