«MINDFIELDS - Toto» la recensione di Rockol

Toto - MINDFIELDS - la recensione

Recensione del 08 mar 1999

La recensione

I Toto ritornano con Bobby Kimball - il loro cantante storico - e per molti versi la magia di album come "Toto IV" rivive: si tratta, è chiaro, di una musica che ha ormai fatto il suo tempo, nel senso che non sono i Toto il gruppo da ascoltare per chi è alla sfrenata ricerca del rock di domani, ma pure ben suonato e arrangiato da un gruppo di professionisti che messi insieme non hanno rivali sulle scene USA. Oltre a Kimball questa line up dei Toto affianca Steve Lukater, David Paich, Mike Porcaro e Simon Phillips, dando vita ad un quintetto capace di scrivere musica con grande gusto ed esperienza. "Mindfields" è un album che si muove sul consueto territorio dell’FM rock, quel genere tipicamente americano - ed esportato poi con successo in tutto il mondo - che ha nei Toto una perfetta incarnazione: riff di chitarra e ritmi anche sostenuti non contrastano mai con l’utilizzo dei cori, dei fiati e la scelta di melodie ‘catchy’, capaci di colpire nel segno sin dal primo ascolto. Se "After you’re gone" gioca con citazioni zeppeliniane, "After you’re gone" si muove su territori più congeniali agli Aerosmith, pur senza mai fare il torto a Porcaro e soci di negarne l’originalità. Questo, per molti versi, è il vero rock per adulti americani, quello che si ascolta nei film d’azione quando le macchine sfrecciano sugli enormi svincoli di Los Angeles a notte fonda. Ma i Toto sanno anche giocare con i generi musicali, come mettono in mostra il groove reggae di "Mindgames" e "Caught in the balance" oppure il bluesone alla Coverdale di "High price of hate" e ancora lo Winwood prima maniera di "No love". Ad un siffatto album non poteva mancare la componente romantica, e allora ecco il blues innamorato di "Last love", vagamente Bolton e altrettanto vagamente Boyz II Men, e quello che sarà sicuramente un hit, "Melanie", ennesima canzone intitolata a una donna che evidentemente ispira il gruppo come poche cose al mondo (la donna in generale, non Melanie). In definitiva un album onesto, non privo di momenti interessanti anche se forse un po’ troppo impegnato a guardarsi dietro. Questa è la musica che i Toto sanno fare meglio, è vero, e in pochi sanno farla meglio di loro: però nel 1999, ascoltando "Mindfields", sembra di ritornare ai tempi di "Africa", "Rosanna" e compagnia bella, tempi in cui imperavano miti dell’FM (Foreigner, Boston, Journey, Chicago ultima versione) e ‘re per una notte’, (Mr. Mister). Se è il genere di atmosfera che non vi preoccupa, accomodatevi...

TRACKLIST

01. After you’re gone
02. Mysterious ways
03. Mindfields
04. High price of hate
05. Selfish
06. No love
07. Caught in the balance
08. Last love
09. Bad about our love
10. One road
11. Melanie
12. Cruel
13. Better world
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