«CLICK HERE - Federico Stragà» la recensione di Rockol

Federico Stragà - CLICK HERE - la recensione

Recensione del 27 apr 2001

La recensione

Bisogna andare piano con gli aggettivi, ma il fatto è che questo è un gran bel disco, a tratti irresistibile. Leggero in modo divertito e divertente, e quindi non banale, l’album cammina perfettamente sul confine tra la qualità e il commerciale, anzi ci balla su quel confine, ci fa le capriole.
Elemento fondamentale del lavoro è la voce di Stragà, che canta come Dio comanda, con un’intonazione suadente, modulata e precisa, degna del miglior Celentano.
Dopo varie vicissitudini discografiche (è stato anche fatto fuori dall’ultimo Sanremo) Stragà è riemerso mesi fa con “L’astronauta”. Chi avesse pensato a quel pezzo come a una canzoncina facile-facile si ravveda (e magari si ascolti il pezzo fino all’ultima nota, anzi fino all’ultima parola, che nella fattispecie è troncata e dà il senso a tutto il brano).
Oltre a “L’astronauta” il nuovo album “Click here” è zeppo di altri pezzi che restano impressi ma senza dar luogo a crisi di rigetto. “In tram in tre”, “Dimenticata”, “La farfalla di seta”, il nuovo singolo “Cigno macigno” sono solo i più immediati. Quando poi, in “Rita”, Stragà si infila nell’unica canzone lenta, intima, i risultati sono da brividi. Ma in tutto il disco non c’è un brano venuto male o messo lì tanto per riempire.
Stragà è credibile per cantare qualunque cosa. Certo magari ci vorrebbe ancora un po’ più di profondità e obliquità nei testi, comunque non vuoti, e un po’ più di attenzione nell’uso delle basi elettroniche, che in qualche raro caso paiono giustapposte in modo un po’ forzato (ad esempio “Maledetta benedetta”).
I pezzi non sono suoi, tranne un paio co-firmati. Fa piacere trovare qualcuno che di questi tempi non si senta in dovere di scrivere per forza (ormai lo fanno tutti) e preferisca invece affidarsi ad altri. Gli autori sono diversi: quelli che appaiono maggiormente sono Antonio Fabiane (suo cugino) e Marco Franzoso, da citare perché anche il loro lavoro ha portato ad un risultato finale davvero pregevole qualitativamente.
Ma il disco ha anche tutte le potenzialità per arrivare al primo posto in classifica. Anzi se lo meriterebbe, fresco e intenso com’è. Non è tutto letame quel che luccica, insomma.

(Francesco Casale)
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