«PLAY MODE - Randy Crawford» la recensione di Rockol

Randy Crawford - PLAY MODE - la recensione

Recensione del 06 mar 2001

La recensione

Perché provarci ancora, e ancora, e ancora? Randy Crawford, per chi se ne fosse dimenticato, è la signora che nel 1979 arrivò al successo internazionale grazie alla hit "Street life". E che, dopo di allora, scivolò in una sorta di oblio da cui non è, ahilei, più riuscita a uscire. Cionostante, rieccola. Impossibile tenerla a freno, questa voce nera da pianobar d'alto livello si è messa in mente di poter fare un (altro) disco. Ma la colpa naturalmente non è sua: bisognerebbe piuttosto biasimare chi, al suo posto, ha messo soldi e tempo in questa discutibile operazione. Per la quale, udite udite, è stato scomodato persino Burt Bacarach (che del resto non è un puro, e conosce bene il significato della parola mercimonio): la Crawford ricanta qui una sua vecchissima canzone ("Alfie", 1966) e interpreta anche un suo nuovo brano, "Tell it to your heart". Poi c'è una hit di Stevie Wonder, "All I do"; e questi tre brani rappresentano probabilmente il meglio dell'album. Il resto? Il resto è un'infilata di canzoni che non stonerebbero a un pranzo nuziale americano, di quelli in cui un cantante per matrimoni qualunque prende in mano il microfono e funesta i presenti senza vergognarsi nemmeno un po'. Forse questo è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno, forse non dovremmo osare un lamento: forse questa musica vecchia e fredda ce la meritiamo. Se c'è chi continua a comprarla...

(Paola Maraone)
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