«TALE' TALE' - Nuklearte» la recensione di Rockol

Nuklearte - TALE' TALE' - la recensione

Recensione del 31 gen 2001

La recensione

Il Sud d’Italia continua ad avere posto e rispetto nell’atlante della world music così come immaginato e ricostruito all’estero. Basti pensare al lavoro fatto dalla Real World/Womad di Peter Gabriel e Thomas Brooman: due album di artisti sardi (Tenores di Bitti e Gesuino Daiana), uno di artisti campani (il recente Spaccanapoli) e adesso una produzione artistica per questo primo lavoro di una band siciliana, che Brooman aveva già provveduto ad invitare al Womad Festival nel 1998. Il presente CD, esordio dei palermitani Nuclearte, segna anche il debutto di una nuova collana discografica, tutta italiana, edita da Ricordi e intitolata suggestivamente “Confini e oltre”, attenta a realtà di frontiera e a esperimenti di folk-world music nostrana. Segno di tempi che cambiano? Forse, più realisticamente, segno di una voglia di trasferirsi, da parte di alcune case discografiche, su un segmento di mercato in Italia ancora poco esplorato eppure seguito da un pubblico di appassionati. “Talè talè” è un album di moderna world music, che mette subito in evidenza il timbro, forte e deciso, a tratti quasi maschile, della voce di Rossana Filippone, a tutti gli effetti leader del gruppo (a lei sono lasciate le note introduttive del CD, dedicate – a dire il vero con qualche generalizzazione di troppo – alla esternazione di speranze ambientaliste e etiche per il mondo che verrà): le composizioni sono firmate in gran parte proprio dalla vocalist della band insieme al bassista Maurizio Cucuzza, e esplorano un universo musicale legato in gran parte al patrimonio culturale siciliano, e in quanto tale pieno di riferimenti al Mediterraneo e al vicino mondo arabo e – soprattutto – africano. Non a caso, accanto all’idioma siciliano, le canzoni presentano il ricorso alla lingua Djula (Costa D’Avorio) e Lingala (Repubblica Democratica del Congo). I brani presenti nel CD non sembrano dei capolavori di originalità compositiva, ma sprigionano in alcuni momenti una discreta intensità espressiva e anche qualche felice soluzione: è il caso dell’iniziale “Ayena”, di “Chianu chianu”, della versione acustica di “Cu ‘ttia”, di “Sciddica e susiti”, e di un altro brano dalle grandi aperture armoniche, “Tina kati ya motema na yo”. Belli i testi, che sembrano legati profondamente alla tradizione orale siciliana così come africana, e in alcuni momenti (“Torna nni mia”) evocano la grazia della poesia mediorientale. Prodotto esecutivamente da Fabio Lannino e Thomas Brooman, “Talè talè” è un album interlocutorio, fatto di e con grande energia, ma alla fine sicuramente meno efficace di quanto meriterebbe. C’è tutto il tempo per migliorarsi, comunque.

(Luca Bernini)
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