«TP-2.COM - R Kelly» la recensione di Rockol

R Kelly - TP-2.COM - la recensione

Recensione del 28 nov 2000

La recensione

Un decennio di musica per R.Kelly, con cinque album all’attivo, collaborazioni e produzioni per e con altri artisti che sarebbero davvero troppe da citare.
Il suo stile nel corso degli anni è stato spesso imitato, fatto che ha confermato il grande carisma di questo artista di Chicago. R.Kelly con “TP2.com” è a un punto di svolta: ricreare il suo sound senza tuttavia perdere la sua identità. E’ forse per questo che l’album si intitola “TP2.com”, dove il “.com” rappresenta il segno dei tempi scandito dalle connessioni al web e dove TP2 sta per “twelve play 2000”, ovvero la celebrazione di quel suo album del ’93 (“12 Play”, appunto) cui deve la sua fama e l’affermazione dello ”R.Kelly pensiero”. Un passo in avanti verso il nuovo millennio e uno indietro verso la sua storia; uno sguardo al suo stile musicale così inconfondibile, qui affinato e aggiornato, e una attenzione particolare alla produzione che, con “TP2.com”, torna ad essere una sua esclusiva. Nel precedente album “R.” infatti, R.Kelly si era circondato di molti special guest tra cantanti, rappers e produttori (in misura minore è avvenuto anche nell’album “R.Kelly” del ’95). “TP2.com”, presenta quindi un R.Kelly a 360°, proprio come ai tempi di “12 Play” (ma anche di “Born into the 90’s”, il suo primo album del 1991), ma è più maturo, le sue canzoni risultano più omogenee e lui è perfettamente consapevole di quali siano le armi migliori da sfoderare. Sensualità e grande capacità di confezionare struggenti ballate, queste sono le sue peculiarità e “TP2.com” ne offre in abbondanza, presentandosi come un album che simboleggia la chiusura di un ciclo. A rappresentare al meglio questo ciclo è proprio il brano di apertura “TP2”, che racchiude non a caso alcune frasi prese qua e là da sue precedenti produzioni. Passo successivo è la sexy “Strip for you”, forse il più chiaro riferimento alle atmosfere di alcune canzoni di “12 play”, ma è “R&b thug” che definisce meglio il suo aprirsi a uno stile meno suo, che qui si fa più sincopato o addirittura diventa ispirazione latina in “Fiesta” (unica canzone prodotta dal team dei Trackmasters).
Da segnalare sono anche altri titoli più “classici”, più in linea con se stesso e con i suoi fans: “I don’t mean it”, “Just like that”, “Don’t you say no”, “I wish – remix”, “I decided”, “On me” e “A woman’s threat”.
Una svolta, si diceva, ma senza vere rivoluzioni; semmai la rivoluzione più evidente è la sua nuova acconciatura o la sua nuova fisicità. R.Kelly con “TP2.com” conferma tutto il talento dimostrato durante gli anni passati, ribadisce che il suo sound è tuttora inconfondibile e che i suoi valori sono sempre saldi nonostante tutto il suo successo: la musica, la famiglia, gli amici di sempre, la fede.
Un decennio di musica si chiude per R.Kelly, il nuovo millennio è ancora tutto da scoprire.

(Alessandra Zacchino)
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