«TOO - Kingdom Come» la recensione di Rockol

Kingdom Come - TOO - la recensione

Recensione del 27 nov 2000

La recensione

Lenny Wolf, tedesco naturalizzato americano, si getta ancora in mezzo alla mischia per proporre un ennesimo capitolo del suo rock AOR siglato Kingdom Come. Sono lontani i fasti dell'omonimo esordio del gruppo ma Lenny, incurante di tutto, è di nuovo tra noi, sperando di godere ancora un po' di quella popolarità ottenuta in Germania e nel sottobosco discografico americano.
Il disco che segna l'esordio dei Kingdome Come su Spitfire Records contiene undici canzoni, tra cui tre vecchi brani appartenenti al repertorio degli Stone Fury: "Too late", "Tease" e "Should have told you" sono infatti vecchie produzioni registrate ex-novo. Anche altre quattro canzoni sono già state sentite: "Free your mind", "Mighty old man", "Tell me what I've done" e "Joe english" sono adattamenti in inglese di brani apparsi sull'omonimo album tedesco di Wolf uscito nel 1999.
Di là da tutto quello che si può elencare di questo disco, la calma piatta è il fattore che domina tutta l'opera di Wolf e dei Kingdome Come. Neanche i quattro brani inediti riescono a salvarsi da questo pesante giudizio. I Kingdom Come appaiono oramai come dei melanconici menestrelli del rock, la cui carica si è esaurita inevitabilmente con il passare del tempo. Adatto a chi soffre d'insonnia, "Too" possiede rari episodi che riescono veramente a spiccare il volo. Quando Lenny tenta di spingere il pedale ed osare aumentando il ritmo, riesce a farlo male e solamente su alcuni brani ("Too late", "Tell me what I've done" e la finale "Joe English"). Nonostante l'evidente disastro, c'è però un pezzo che sembra veramente toccare le corde dell’appassionato, la struggente "Waiting". Il resto è da evitare. Povero Lenny: una volta avevano paragonato i suoi Kingdom Come ai Led Zeppelin, ma ora il raffronto sembra proprio fuori luogo ed inopportuno.

(Andrea Paoli)
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