« SMILE - Jayhawks» la recensione di Rockol

Jayhawks - SMILE - la recensione

Recensione del 12 ago 2000

La recensione

Il nome di Bob Ezrin fa sempre tremare i polsi all’appassionato di rock. L’uomo di “The wall”, delle cose migliori di Alice Cooper, di “Berlin” di Lou Reed, per citare in una riga l’importanza di questo signore negli anni ’70. Ultimamente, Ezrin saltabecca da un gruppo all’altro con un certo eclettismo (a memoria: Kula Shaker, Catherine Wheel, di nuovo Alice Cooper per il notevole “Brutal planet”). Ma il suo incontro con i Jayhawks costituisce forse l’estrema rottura con il suo passato di produttore dal tocco drammatico e solenne. “Smile” si rivela un disco di country-rock solare, in cui la band del Minnesota cerca di proporsi come la versione moderna dei gruppi easy listening americani di due decenni fa. Armonie vocali a piene mani, chitarre in punta di piedi, ritornelli accattivanti, in “Mr. Wilson” si fischietta persino. Siamo tra gli America e i Fleetwood Mac in salsa hillbilly-rock, con uno spruzzo del Tom Petty più “facile” in “Life floats by” o “Somewhere in Ohio”. E la cosa sorprendente è che l’un tempo cupo Ezrin entra persino nella composizione dei brani, firmando tre ballate da autoradio ad alto volume sulla freeway. Forse Ezrin ha avuto un improvviso accesso di rimpianto per non aver cavalcato una delle grandi stagioni della musica a stelle e strisce, chi lo sa: sta di fatto che “Smile”, fin dalla leccatissima (e difficilmente resistibile) title-track alla zuccherosa “Broken harpoon”, sembra un disco costruito per fare il botto, per piazzarsi tra gli evergreen di un genere che non c’è più, che vive in un’aura di leggenda proiettata da totem come “Harvest” e “Hotel California”. Rimasto leader del quintetto dopo l’abbandono di Mark Olson, Gary Louris sfodera una capacità di songwriter melodico, con una lontana parentela beatlesiana, che nel 1976 lo avrebbe probabilmente reso una star. Nel 2000 non sapremmo dire: se vi piacciono tutti i nomi succitati, i Jayhawks sono (o forse sarebbe meglio dire: sono diventati) il vostro gruppo. Ma il timore è che il tentativo di innescare un revival di questa musica sia destinato a cadere nel vuoto, nella feroce America di Kid Rock e Britney Spears.

Tracklist:

“Smile”
“I'm gonna make you love me”
“What led me to this town”
“Somewhere in Ohio”
“A break in the clouds”
“Queen of the world”
“Life floats by”
“Broken harpoon”
“Pretty thing”
“Mr. Wilson”
“(In my) Wildest dreams”
“Better days”
“Baby, baby, baby”
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.