«SOMEBODY TRIED TO SELL ME A BRIDGE - Van Morrison» la recensione di Rockol

L'anima blues di Van Morrison

In "Somebody tried to sell me a bridge" Van the Man rivisita a suo modo la musica del diavolo

Recensione del 26 gen 2026 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

Lo scorso agosto Van Morrison - è inevitabile rimarcarlo - ha compiuto 80 anni ma, osservando la sua incessante produzione discografica del suo ultimo periodo non si direbbe. Da un decennio a questa parte, ogni anno il ragazzo di Belfast pubblica un album che sia di inediti - come accaduto con "Remembering now" nel 2025 - oppure principalmente di cover come i due usciti nel 2023, "Moving on skiffle" e "Accentuate the positive", che omaggiavano lo skiffle e il primo rock'n'roll: la musica con cui il giovane Van è cresciuto negli anni Cinquanta. Il nuovo album "Somebody tried to sell me a bridge" si può considerare una via di mezzo tra le due strade: presenta in larga parte cover di blues (B.B. King, Buddy Guy, John Lee Hooker, Willie Dixon, Fats Domino e Lead Belly per citare solo i più noti tra i bluesman rivisitati), e quattro inediti che si inseriscono in scaletta senza dare segni di discontinuità. Per costruzione il disco è simile a "Roll with the Punches", suo album del 2017 che miscelava cover della musica del diavolo a una manciata di nuovi brani. Anche in "Somebody tried to sell me a bridge", quindi, il punto di riferimento musicale è il blues, ma non mancano naturalmente sfumature R&B e soul, generi in cui Morrison è assoluto maestro.

Nel nome del blues

Trattandosi di blues per "Somebody tried to sell me a bridge" il musicista nordirlandese ha voluto fare le cose per bene chiamando a sé ospiti con quattro quarti di nobiltà quali Elvin Bishop, Taj Mahal e Buddy Guy (tutti più anziani di lui, tutti americani), ma si è anche circondato di turnisti di altissimo livello che rispondono al nome di David Hayes al basso, Larry Vann e Bobby Ruggiero alla batteria, Anthony Paule alla chitarra elettrica, Mitch Woods al pianoforte e John Allair all'Hammond, per non dire dei coristi. Una squadra perfetta che si è posta al servizio della voce di Morrison, vera protagonista del disco. Una voce che col passare del tempo ha forse perso qualche decimo di potenza ed estensione, ma che rimane per timbro e colore quanto di meglio si può chiedere a un essere umano. Con le sue molte canzoni – ben venti per una durata più vicina all'ora e mezza che all'ora – l'album poteva correre il rischio di proporre dei passaggi a vuoto, delle possibili noiose ripetizioni, ma la qualità con cui sono interpretati i brani riduce vicino allo zero il possibile azzardo.

Van the Man passeggia nei giardini della leggenda

Niente di nuovo sotto il cielo. Van Morrison è ormai sulla breccia con successo da oltre 60 anni - prima con i Them e poi, dal 1967, da solista – ma non mostra alcun segno di cedimento e ad ogni album rilancia la sua sfida all'inevitabile scorrere del tempo. Il burbero e scontroso Van non deve dimostrare nulla, deve solo rendere conto a se stesso e per questo, forse, essere all'altezza della sua leggenda. Alla fine dei conti, "Somebody tried to sell me a bridge" è semplicemente un'altra ottima prova di un gigante.

Tracklist

01. Kidney Stew Blues (03:45)
02. King For A Day Blues (03:46)
03. Snatch It Back And Hold It (03:58)
04. Deep Blue Sea (04:18)
05. Ain’t That A Shame (03:27)
06. Madame Butterfly Blues (05:46)
07. Can’t Help Myself (03:42)
08. Betty And Dupree (04:59)
09. Delia’s Gone (03:20)
10. On A Monday (03:21)
11. Monte Carlo Blues (02:54)
12. When It’s Love Time (02:58)
13. Loving Memories (04:31)
14. Play The Honky Tonks (03:50)
15. (Go To The) High Place In Your Mind (03:53)
16. Social Climbing Scene (03:43)
17. Somebody Tried To Sell Me A Bridge (04:01)
18. You’re The One (04:25)
19. I'm Ready (03:29)
20. Rock Me Baby (05:32)
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