«GRAN GALA PUNKETTONE - CCCP Fedeli alla linea» la recensione di Rockol

Produci consuma crepa e rinasci: i CCCP e il Gran Gala Punkettone

La terza uscita discografica e un successo di cui era difficile immaginarsi le proporzioni

Recensione del 27 mar 2025 a cura di Gianni Sibilla

Voto 7/10

La recensione

Il terzo album dei CCCP in un anno e mezzo. Nessuno ne avrebbe immaginato il ritorno e nessuno avrebbe immaginato che la reunion avrebbe assunto queste proporzioni. Inizialmente doveva essere “Felicitazioni”, la mostra celebrativa del 2023 a Reggio Emilia, poi è arrivato il ritorno sul palco: prima con un evento teatrale, poi dei concerti a Berlino con un vero e proprio tour lo scorso anno. Quest’estate si replica, con sette date, dal Circo Massimo al Teatro Antico di Taormina. In mezzo una compilation a complemento della mostra, poi un album dal vivo - con tre brani inediti - registrato nel 1983, prima ancora dell’uscita delle prime canzoni. Ora si arriva alla pubblicazione discografica e video del primo concerto della reunion, quello del “Gran Gala Punkettone” dell’ottobre 2023 al Teatro Valli di Reggio Emilia.

Tra coerenza artistica e successo commerciale

I CCCP sono stati riscoperti e gli si rende il giusto merito: una band che ha cambiato la storia della musica italiana. E sono un brand che funziona eccome, anche commercialmente, ed è giusto così. Anche se i CCCP sono quelli che cantavano “Produci consuma crepa”, in “Morire”.
“L’economia ti può risucchiare, ma a me sembra che siamo riusciti a trattenerla e a trattenerci. Abbiamo pensato di chiudere la liturgia con questi sette concerti e basta. E questo è contrario a tutte le regole del buon vivere quotidiano in questo mondo dove non si vive bene. È un valore prendere questa scelta”, mi ha spiegato Zamboni, quando ho fatto notare questa apparente contraddizione. “Credimi, questo è l’unico problema che non ci siamo mai posti. Mentre mi pongo molto il problema della chiusura come cerimonia, non mi pongo assolutamente il problema della economicità”, spiega Ferretti.

Il valore musicale del Gran Gala Punkettone

Perché al di là della dimensione industriale rimane la musica: e questa è di quella che vale la pena ascoltare. Il Gran Gala Punkettone è un bel disco dal vivo.
I CCCP ci hanno raccontato che questa reunion è nata per caso, un pezzo alla volta: e anche questo evento non venne presentato come un concerto, ma come una serata legata alla mostra. Però poi la band si presentò sul palco cantando “Annarella”, la canzone dell’addio: una versione acustica e più dolce di quella che chiudeva l’ultimo disco di studio, registrato quasi 30 anni prima.
In mezzo c’è Annarella che declama, c'è il ritorno della voce salmodiante di Ferretti, delle chitarre elettriche grattugiate di Zamboni in lunghe e psichedeliche versioni di “Emilia paranoica” e di “Radio Kabul” (con Ferretti che aggiunge una nuova strofa: “All’erta sto come un russo nel Donbass come un armeno del Nagorno-Karabakh” - ma qua parliamo di musica e non entriamo sulla politica…). Per poi chiudere quasi inevitabilmente con i CCCP che si riappropriano di quella che è diventata la loro canzone più nota “Amandoti”, partita dal gruppo e arrivata fino ai Maneskin: “Amandoti è una figlia - un figlio - scappata di mano”, veniva definita nella mostra, dove decine di versioni sono state montate assieme come se fossero diventate un'unica canzone popolare.

La fine dei CCCP

I CCCP hanno raccontato che davvero finirà tutto con i concerti di questa estate, che non hanno scritto e non hanno intenzione di incidere musica nuova. Si può essere ragionevolmente certi che qualche altra cosa uscirà prima o poi: è così che funziona il "produci consuma crepa", no? si produce anche dopo la fine - indoviniamo: un concerto “regolare” del tour, magari l’ultimo, quello di Taormina o quello del Circo Massimo? Intanto il Gran Gala Punkettone ha un valore musicale e simbolico unico, ed è bello riascoltarli anche in questa veste, dove prevale la saggezza e gli abiti da sera del galà prevalgono sull’indole punkettona.

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