«DIRTY HARRIET - Rah Digga» la recensione di Rockol

Rah Digga - DIRTY HARRIET - la recensione

Recensione del 14 ago 2000

La recensione

Perché essere un MC al femminile deve essere così complicato? Forse perché nell’hip hop il livello di testosterone è talmente alto, da non permettere alle signorine di farne parte pienamente. Queen Latifah, MC Lyte, DaBrat, Foxy Brown, Lil Kim, Lauryn Hill, Eve sono state tra le poche a farsi valere e a questa lista va ora aggiunta la “First Lady” della crew di Busta Rhymes, troppo incisiva per essere solo parte di un gruppo e con gli attributi giusti per diventare una star. Rah Digga, infatti, più che rispondere a una sua esigenza personale di esprimersi come rapper, è venuta incontro a una specie di volontà popolare che l’aveva incoronata come la nuova ‘ghetto queen’ già ai tempi di “Lyricist lounge”. Così ecco il suo album d’esordio “Dirty Harriet”, titolo spiegato in “Harriet Thugman” (che poi è il nome della persona che lo ha ispirato). Libertà di essere ciò che si è, questa l’esigenza primaria per Rah, senza ricorrere ad ammiccamenti come alcune sue colleghe, per mettersi in mostra: la sua voce così dura di certo si fa notare da sola. “Dirty Harriet” è il disco che la definisce stilisticamente, una piccola ribellione, se vogliamo, verso la naturale dipendenza dal suo “maestro” Busta Rhymes, qui relegato al ruolo di produttore esecutivo e come guest e produttore in un paio di pezzi. Il resto è opera di Pete Rock (“What they call me”), DJ Premier (“Lessons of today”), ma, soprattutto di Nottz, Shock dei Ruff Ryders e Rockwilder. C’è spazio per ricordare i suoi trascorsi in “The last word” con gli Outsidaz, opportunità di fare pubblicità occulta alla Tommy Hilfinger (di cui è testimonial) nel ritornello di “What’s up wit that”, duettare con la sua “rivale” Eve (featuring Sonja Blade”) in “Do the ladies run this…”, ricordare che rimane sempre e comunque una Flipmode Squad (“Just for you”) e fornire una buona dose di soul con la complicità di Carl Thomas in “So cool”. Aggressiva, incisiva, Rah Digga ha mantenuto le sue promesse.
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