«ODIO LA SAD - La Sad» la recensione di Rockol

Un secondo album per provare a inquadrare La Sad

Dopo la partecipazione a Sanremo, il trio ha pubblicato l'album “Odio La Sad”

Recensione del 06 mag 2024 a cura di Elena Palmieri

Voto 6.5/10

La recensione

Lo scorso febbraio Theø, Plant e Fiks hanno fatto conoscere anche al pubblico nazionalpopolare  La Sad  partecipando alla settantaquattresima edizione di Sanremo. Il trio, che ha dato il via al proprio progetto nel 2020, ha presentato all'Ariston il brano Autodistruttivo” e si è portato con sé al Festival non poche polemiche sorte attorno al proprio immaginario. In risposta alle contestazioni per la loro partecipazione alla kermesse, e - come spiegato in un'intervista - con il desiderio di “trasformare dolore e odio in arte”, i tre hanno quindi pubblicato il secondo album de La Sad, intitolato in modo ironico ed evocativo “Odio La Sad”.

Il nuovo disco arriva a due anni di distanza dal primo lavoro in studio del gruppo, “Sto nella Sad”, ripubblicato l’anno successivo in una versione deluxe con sei nuovi brani. Con l'album è stato confermato il timbro de La Sad, un progetto nato nel 2020 che fin dalle proprie radici ha fatto leva sulle esperienze musicali differenti delle sue tre menti, ovvero tre ragazzi proveniente da regioni diverse e dalle varie personalità. Dall’incontro dei rispettivi percorsi artistici, Theø, Plant e Fiks hanno plasmato un suono in cui si ritrovano la sfrontatezza e la frenesia ispirate al pop punk degli Anni Duemila, ma unite a influenze di altri generi, dal rap alla trap, fino al pop, con atmosfere rubate all’immaginario emo di un paio di decenni fa. Con il suo secondo album il trio cerca di far capire le proprie intenzioni, portando il pubblico a provare a inquadrare La Sad.

Nonostante il loro aspetto “fuori dalla righe”, con i capelli colorati e un look che cerca di attualizzare quello di un punk londinese, Theø, Plant e Fiks non danno l’aria di chi è arrivato da qualche parte per caso, ma le loro canzoni non sempre riescono a dare una direzione chiara. Nelle parole del gruppo, “Odio La Sad” vuole essere un "urlo contro tutte le critiche che ci sono contro il diverso in questa Italia" e nasce dalla convinzione di "creare qualcosa di nuovo". In sè, il disco racchiude anche il potenziale di questo progetto, oltre che la consapevolezza delle argomentazioni, e mostra una certa evoluzione maturata tra il primo e il secondo album. Nella sostanza, però, gli undici brani dell'album non riescono a collocare La Sad in una determinata dimensione.

Ci sono tracce come il singolo sanremese "Autodistruttivo", co-firmato con Riccardo Zanotti, che cerca di essere un brano molto forte, ma anche un racconto generazionale del disagio della loro generazione travestito da tormentone: "E vomito anche l'anima per sentirmi vivo dentro 'sto casino /  Affogo in una lacrima perché il mio destino è autodistruttivo", recita un passaggio del pezzo. Ancora più pop sono le varie collaborazioni, dove La Sad si mostra come una creatura camaleontica, sposando lo stile dei Pinguini Tattici Nucleari, ospiti in “Maledetta vita”, o abbracciando il mondo di Rose Villain in “Non lo sai”. Nell’album si trovano inoltre i featuring con gli Articoli 31 su “Goodbye”, realizzata dopo il duetto live con J-Ax e Dj Jad - prossimi a pubblicare il loro nuovo album “Protomaranza” - su “Domani smetto” all’evento milanese della scorsa estate Love Mi, e altri già noti, “Memoria” con i BnkrR44 e “Summersad 4” con Naska.

Tutta la carica pop punk e gli sfoghi emo espressi dall'immagine de La Sad sono ridotti alla prima e ultima canzone, la title track "Odio La Sad" e “Fuck the wrld". All'inizio e alla fine del disco Theø, Plant e Fiks recuperano velocità e sfrontatezza delle chitarre e batterie con ispirazioni di hardcore melodico, ma nella loro costruzione e buona resa perdendo l'anima del genere a cui si riferiscono. Il risultato di “Odio La Sad” è così un album che può far dimenare i fan del trio ai concerti e ai party, un lavoro ben confenzionato e prodotto (forse fin troppo), ma che non traccia una direzione precisa del gruppo: Sanremo da outsider, Pinguini Tattici Nucleari con le borchie o Articoli 31 per tardo adolescenti indecisi? Nel futuro per i tre c'è in ballo "piano di fare qualcosa di più internazionale". Non è ancora ben chiaro cosa ci sarà, ma è un dato di fatto che il revival del pop-punk oltreoceano sembra essersi già concluso con il ritorno di Machine Gun Kelly al rap.

Tracklist

01. ODIO LA SAD (02:32)
02. MALEDETTA VITA (02:55)
03. SADGIRL (03:11)
04. NON LO SAI (02:58)
05. AUTODISTRUTTIVO (03:08)
06. GOODBYE (03:44)
07. MEMORIA (02:35)
08. IL MIO INCUBO PEGGIORE (03:21)
09. SUMMERSAD 4 (02:59)
10. LAMETTE (02:48)
11. FUCK THE WRLD (02:26)
Schede:
Tags:

Prossimi articoli

© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.