«FUTURE IS YOUR PAST - Brian Jonestown Massacre» la recensione di Rockol

Le canzoni buone per ogni tempo dei Brian Jonestown Massacre

Neppure un anno fa la band californiana aveva pubblicato "Fire doesn't grow on trees"

Recensione del 23 feb 2023 a cura di Paolo Panzeri

Voto 8/10

La recensione

I Brian Jonestown Massacre sono sempre stati molto generosi nei confronti dei loro aficionados, molto raramente hanno fatto trascorrere troppo tempo tra un disco e l'altro. Un paio d'anni al massimo e poi, via un album!Per dire, la scorsa estate, quando uscì "Fire doesn't grow on trees" era già stata annunciata l'uscita di "The future is your past" entro la fine dell'anno. La band non è riuscita a mantenere la promessa, ma ha tardato solo di qualche mese, poco cambia.

Anton Newcombe al tempo della pandemia

Da Anton Newcombe siamo abituati ad attenderci di tutto forse è proprio questo il motivo che ce lo fa piacere così tanto e per cui gli perdoniamo eventuali forzature e imperfezioni. La sorpresa di ascoltare delle canzoni che, come sfilate da un jukebox che include brani di ogni epoca e colore musicale legato al rock, hanno quale punto di contatto il piacere e l'urgenza con cui sono state scritte nel periodo del lockdown che – data la condizione - ha ulteriormente scatenato la verve compositiva di Newcombe. Il disco si apre con "Do Rainbows Have Ends" e pare di essere sì a San Francisco, o comunque in California, ma in un'altra epoca, forse nei tardi anni Sessanta. Una tastiera ossessivamente doorsiana si sposa a una chitarra distorta ma non disturbante in "Nothing Can Stop The Sound": più musica che parole. "The light is about to change" è ipnotica quanto basta per provare a fare nostra la lezione sulla mutualità dei rapporti umani impartitaci dalla pandemia che nessuno pare avere imparato. Di tutt'altro tenore musicale è "Fudge", qui fa capolino la psichedelia mentre riflette sul proprio destino che si fa universale. Gradevole è "As The Carousel Swings", qui si viene invitati a tornare a una casa lontana che non esiste più. "The Mother Of All Fuckers" entra in scena come una canzone degli Who imbastardita dai Simple Minds. La psichedelia, che la fa da padrona lungo tutto il disco, si accomoda in un angolo e lascia spazio al furore proprio del rock. Furore che non appartiene a "All the feels", ma va benissimo uguale per introdurre al classico rock'n'roll di "Your Mind Is My Café". A chiudere "Stuck to Yous", ballata psichedelica che augura pace, bene e speranza perchè nessuna notte in fondo è così buia da non permettere al sole di sorgere.

Canzoni per ogni tempo

Ancora una volta il signor Newcombe e i suoi Brian Jonestown Massacre riescono a portare a casa risultato pieno. La band tiene il tempo da oltre trent'anni ma non mostra l'usura del tempo. L'entusiasmo e il talento sono ora assecondati dall'esperienza. La stampa anglosassone che gli è più vicina lo ha promosso a pieni voti spingendosi – in alcuni casi – a etichettarlo come il loro migliore album, o giù di lì. Difficile dirlo, ma è indicativo di come sia stato accolto. Molte delle canzoni di "The future is your past" (e del precedente "Fire doesn't grow on trees") sono state scritte nello studio di Newcombe a Berlino durante la pandemia. Può aiutare ad entrare in contatto con le canzoni leggere come l'ha spiegata lui: "Mi sentivo come se tutto fosse davvero triste e senza speranza. Allora ho deciso di cantare degli inni per darmi forza, per ricordarmi di ricordare, per combattere la bestia finché non muore... queste non erano canzoni per il tempo del covid, per questi tempi di guerra, queste sono canzoni per ogni tempo." Esattamente.

Tracklist

01. Do Rainbows Have Ends (03:23)
02. Nothing Can Stop The Sound (03:29)
03. The Light Is about To Change (04:25)
04. Fudge (04:31)
05. Cross Eyed Gods (03:21)
06. As The Carousel Swings (04:58)
07. The Mother Of All Fuckers (04:49)
08. All The Feels (03:09)
09. Your Mind Is My Cafe (02:26)
10. Stuck To Yous (04:44)

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