«FIRE DOESN'T GROW ON TREES - Brian Jonestown Massacre» la recensione di Rockol

Dopo tre anni riecco i Brian Jonestown Massacre

"Fire doesn't grow on trees" è il nuovo disco della band di Newcombe, a breve ne seguirà un altro

Recensione del 04 lug 2022 a cura di Paolo Panzeri

Voto 6.5/10

La recensione

Incurante, al solito, di ciò che gli accade intorno Anton Newcombe tira dritto per la sua via e torna a pubblicare un nuovo album dei suoi Brian Jonestown Massacre, che sono sulla strada ormai da oltre trenta anni. Era infatti il 1990 quando il gruppo vide la luce a San Francisco. E dove altro poteva nascere una band che in tutti questi anni – seguendo l'istinto, il genio, ma anche le difficoltà personali di Newcombe – ha fatto riferimento principalmente alla psichedelia in ogni sua declinazione. Trenta e più anni contrassegnati da una estrema prolificità che ha portato il gruppo (dicesi gruppo ma è una emanazione di Newcombe) a pubblicare una ventina di album. Per la precisione quest'ultimo "Fire doesn't grow on trees" è il diciannovesimo e pare che sarà seguito tra qualche mese, comunque entro la fine dell'anno, da un nuovo disco che dovrebbe avere quale titolo "The future is your past".

Nessuna nuova, buona nuova

Per rassicurare immediatamente gli estimatori e gli adepti: nessuna nuova, buona nuova. Nulla è cambiato sotto il cielo dei Brian Jonestown Massacre, la penna di Newcombe è un fiume in piena – dopo avere vissuto un periodo, incredibile a dirsi di Anton, di stasi creativa, del resto il precedente "The Brian Jonestown Massacre" risale a ben tre anni fa, un lasso di tempo piuttosto dilatato per i suoi standard - e la sua visione della musica dal suo quartier generale di Berlino non si fa distrarre da questo o quel trend, come bene sanno quanti ne hanno seguito sin qui le prodezze discografiche. "Fire doesn't grow on trees" è un disco non esente da imperfezioni – ma anche questa è una non notizia - e ciò che potrebbe sembrare una pecca risulta essere (vivaddio!) un punto di forza. Le regole le detta la band, queste canzoni vanno ascoltate senza troppi complimenti: prendere o lasciare. Superfluo aggiungere che conviene sempre prendere. E godersela.

Citazioni, perché no?

Come negli altri dischi dei Brian Jonestown Massacre, anche in "Fire doesn't grow on trees" il citazionismo è di casa e il gioco a scovare similitudini ed echi di un enorme numero di band e artisti oltre che di periodi storici musicali differenti tra loro è lì, a portata di orecchio, per quanti si vogliono cimentare in tale esercizio. Psichedelia, rock'n'roll, beat, blues, country, garage e via enumerando. Anton Newcombe è un alchimista fedele a se stesso, produce e pubblica ciò che gli interessa, non bada alla forma e alla pulizia, non conosce altro modo per regalarsi e regalarci piacere. Nell'attesa di prestare attenzione al prossimo "The future is your past" sentitamente ringraziamo.

Tracklist

01. The Real (04:55)
02. Ineffable Mindfuck (03:30)
03. It's About Being Free Really (03:29)
04. Whats In A Name? (04:07)
05. Silenced (03:23)
06. Before And Afterland (04:50)
07. You Think I'm Joking? (03:58)
08. #1 LUCKY KITTY (04:06)
09. Wait A Minute (230 to be exact) (02:38)
10. Don't Let Me Get In Your Way (02:46)

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