«GOODBYE YELLOW BRICK ROAD - Elton John» la recensione di Rockol

La lunga strada di mattoni gialli percorsa da Elton John

I 50 anni di “Goodbye, Yellow Brick Road”

Recensione del 06 ott 2023 a cura di Gianni Sibilla

Voto 8/10

La recensione

Per capire l'importanza e l'ampiezza dell'influenza del 7° album di studio di Elton John basterebbe vedere la lista delle cover incluse nell'edizione deluxe per i suoi 40 anni: artisti di diversissima provenienza come Ed Sheeran e John Grant, Emeli Sandé e la Zac Brown Band, Miguel e Imelda May. O, più semplicemente basterebbe citare tre delle 17 canzoni, "Candle in the Wind", "Bennie and the Jets" e "Saturday Night's Alright for Fighting" - iperclassici di un repertorio tra i più classici della musica pop.

"Goodbye Yellow Brick Road" è l'opera più ambiziosa di una carriera grandiosa, che ha ridefinito il concetto stesso di ambizione nel pop. Sì, un'opera: termine originariamente poco pop e poco rock, che nel nostro campo viene usato per riferirsi ad una musica più "colta", o per definire i concept album.
L'inizio di questo album è pura drammaturgia operistica: una lunga suite di 11 minuti, due brani fusi assieme, "Funeral For A Friend / Love Lies Bleeding", un giro sulle montagne russe per preparare il terreno per il dramma di "Candle in the wind": forse la canzone più nota di Elton John, ma vale la pena ricordare che nella versione originale venne dedicata Marilyn Monroe prima della riscrittura per Lady D di fine anni '90. Segue il piano-pop di "Bennie & the jets", poi la title-track. Una sequenza che da sola vale l'album.

Quando uscì, 50 anni fa esatti, Elton John era già un numero uno: aveva già pubblicato nello stesso anno "Don't Shoot Me I'm Only the Piano Player", il primo disco ad andare in testa alle classifiche sia in Inghilterra che in America. Questo album, 18 canzoni per quasi 80 minuti, fu il suo primo doppio: e la dimensione operistica e ambiziosa si vede anche nella varietà dei generi frequentati: la ballata e il piano rock, certo, ma anche il reggae ("Jamaica Jerk-Off"): il disco venne in parte concepito a Kingston, dove Elton John e Bernie Taupin erano andati sulle orme dei Rolling Stones. E arrangiamenti, che arrangiamenti.

Eppure questa stessa ambizione, unita alla sua lettura del suono americano in un capolavoro come "Tumbleweed connection", gli aveva attirato critiche feroci che tornarono all'uscita del disco. Rolling Stone definì i suoi dischi precedenti "British soft rock visions of the turbulent American Western", e questo album come "una grande torta fruttata che semplicemente non lievita. Oh mio Dio, ma quanto ci prova (...). Un massiccio disco doppio che espone una sfacciata fantasia di miti, sogni bagnati e spettacoli sdolcinati, una serie iper prodotta di ritratti musicali e hard rock & roll che minaccia sempre di naufragare, troppa ciccia per galleggiare, artisticamente condannato dalla pretesa ma riscattato commercialmente dalla presenza di un paio di brani brillanti tra i 18 possibili". 

Una recensone troppo dura? sicuramente. Con il senno di poi "Goodbye yellow brick road" è, se non il capolavoro di Elton John, uno dei suoi dischi più importanti - il culmine di un periodo d'oro che ha visto successi su successi e grandi album su grandi album. Quello che l'ingeneroso "Rolling Stone", troppo legato al manierismo e all'ideologia rock, vedeva come un difetto è il suo grande pregio. Oltre al fatto che, beh, ha venduto diverse decine di milioni di copie... 

Quanto lo stesso Elton John tenga a questo disco è dimostrato appunto dalla mastodontica ristampa del 2014, quella che contiene le cover citate in apertura ma anche un concerto intero, demo, un documentario e un libro di 100 pagine. Insomma, una pietra miliare della musica pop, il climax discografico della carriera di un gigante.

Tracklist

01. Funeral For A Friend / Love Lies Bleeding - Remastered 2014 (11:06)
02. Candle In The Wind - Remastered 2014 (03:48)
03. Bennie And The Jets - Remastered 2014 (05:22)
04. Goodbye Yellow Brick Road - Remastered 2014 (03:12)
05. This Song Has No Title - Remastered 2014 (02:23)
06. Grey Seal - Remastered 2014 (04:00)
07. Jamaica Jerk-Off - Remastered 2014 (03:38)
08. I've Seen That Movie Too - Remastered 2014 (05:57)
09. Sweet Painted Lady - Remastered 2014 (03:54)
10. The Ballad Of Danny Bailey (1909-1934) - Remastered 2014 (04:23)
11. Dirty Little Girl - Remastered 2014 (05:00)
12. All The Girls Love Alice - Remastered 2014 (05:08)
13. Your Sister Can't Twist (But She Can Rock'n' Roll) - Remastered 2014 (02:41)
14. Saturday Night’s Alright (For Fighting) - Remastered 2014 (04:55)
15. Roy Rogers - Remastered 2014 (04:07)
16. Social Disease - Remastered 2014 (03:42)
17. Harmony - Remastered 2014 (02:44)
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