«ONCE TWICE MELODY - Beach House» la recensione di Rockol

“Once Twice Melody”: il maestoso disco dei Beach House

La band di dream pop al suo ottavo disco realizza e si produce un lavoro maturo e consapevole, mantenendo l'impronta sonora pur con molte novità come gli inediti arrangiamenti per orchestra.

Recensione del 16 mar 2022 a cura di Michele Boroni

Voto 8.5/10

La recensione

“Once Twice Melody” è l'ottavo disco del duo di Baltimora formato dalla cantante/autrice e tastierista Victoria Legrand e dal chitarrista/produttore Alex Scally. La band che è in circolazione ha saputo reinterpretare il dream pop. Questo nuovo lavoro che arriva dopo cinque anni da “7” e prodotto interamente dalla band rappresenta uno dei loro lavori più ambiziosi in cui allargano il campo d'azione senza abbandonare il loro suono. 

Impianto dream pop con qualche bella novità 

La grandezza di questo disco (diviso in quattro parti) è quello di saper combinare abilmente la sperimentazione con una serie di melodie contagiose. Ogni canzone pur facendo parte di un paesaggio sonoro comune tipico del dream pop ha una sua specificità basata su suoni e idee nuove. I battiti cardiaci che fanno da ritmica in “Through me”, il synth pop di “Runaway” che ricorda i primi dischi di Tears for Fears e Simple Minds, la chitarra slide di “The Bells”, il pop grintoso di “Masquerade o lo shoegaze di “Only you know”.  Ovunque poi c'è il suono caratteristico del duo fatto di linee caratteristiche di chitarre e synth analogici leggermenti distorti ma che riescono a creare quel gioco tra oscurità e brillantezza, aperture da colonne sonore e sentimentalismo. 

Se vogliamo individuare i principali elementi di novità rispetto ai lavori precedenti dobbiamo andarli a trovare nell'enfasi sulle chitarre acustiche e l'introduzione di una corposa sezioni di archi. Questi ultimi sono utilizzati in modo non banale o decorativo ad esempio in “Pink Funeral” dove fanno da contrappunto inquietante o nello sfondo di “Superstar” la canzone che riesce ad essere al tempo stesso semplice e intensissima e che entra tra le più classiche della band. Le chitarre acustiche si trovano invece nella bellissima title track e nella psichedelia folk di “Sunset”.

Tempo circolare e romanticismo 

I testi di Victoria Legrand giocano molto con l'immaginario galattico e sullo scorrere circolare del tempo. Legrand assume spesso la prospettiva di un narratore, come se stesse parlando a un sé passato o come  descrivesse frettolosamente momenti importanti in un diario. "E in ogni silhouette / Un tempo prima del tempo che ci siamo incontrati / Qui giace Violet che non può dimenticare cosa succede dopo", canta in "Through Me", giocando con le nozioni di passato, presente e futuro come se coesistessero prima di lei. Ma ci sono poi storie di femme fatale inquietanti in “Masquerade” e, romanticismo in tutte le salse con “New romance” e “Hurts to love”.

Solo un rammarico

L'unico lato negativo, se così lo possiamo definire di questo disco è quello di non averlo potuto godere tutto insieme nella sua interezza, ma a pezzi e bocconi nel corso dell'ultimo anno e mezzo Ma non possiamo certo considerarlo un difetto di questo disco magnifico che allargherà il culto dei Beach House: peraltro dal duo di Baltimora ci possiamo aspettare anche altre sorprese, considerando che sono stati visti in studio di registrazione con Kanye West. 

Tracklist

#1
01. Once Twice Melody (04:44)
02. Superstar (06:08)
03. Pink Funeral (04:56)
04. Through Me (05:48)

#2
01. Runaway (04:23)
02. ESP (03:48)
03. New Romance (04:12)
04. Over and Over (07:11)

#3
01. Sunset (03:59)
02. Only You Know (04:49)
03. Another Go Around (03:41)
04. Masquerade (04:42)
05. Illusion of Forever (03:49)
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