Chiara Civello: ‘Il mio è un disco di spazi’

Chiara Civello: ‘Il mio è un disco di spazi’
“The space between” è il titolo del secondo album di Chiara Civello, cantante jazz nata a Roma, e trasferitasi negli Stati Uniti dopo aver vinto una borsa di studio per la Berklee College of Music di Boston. Durante la conferenza stampa di presentazione del disco, negli uffici della Universal Music a Milano, di Chiara si percepiscono immediatamente due cose: il carattere determinato dovuto alla sua esperienza oltreoceano, e la semplicità di una ragazza di trent’anni che deve molto all’Italia e al suo pubblico.

“Ho vinto la borsa di studio a diciotto anni”, ha spiegato la Civello, “Ero a fare un workshop ad Umbria Jazz e da lì è iniziato tutto. Quando mi sono trasferita a Boston ero una ragazzina, ero incosciente ed istintiva: ero eccitata all’idea di quello che avrei trovato davanti, mentre non mi preoccupava quello stavo lasciando alle spalle”.
Chiara è stata a Boston per sei anni, poi si è trasferita a New York dove vive ancora oggi: “In America c’è meno protezionismo per l’arte rispetto all’Italia. Lì se scrivi un brano e ti va di registrarlo, chiami un amico musicista, gli dici che vorresti fare un provino della canzone e un’ora dopo lo stai già registrando. Se sei determinata e sai giocarti bene le tue carte la gente ti ascolta, ti dà retta, mentre qui i grandi musicisti si fanno un sacco di problemi, e il più delle volte si fanno desiderare”.
Alla realizzazione del disco, prodotto da Steve Addabbo, già al lavoro con Suzanne Vega e Shawn Colvin, hanno collaborato il bassista Ben Street, il batterista Tony Mason, il chitarrista Guilherme Monteiro, il percussionista Muaro Refosco, ed il chitarrista Tony Sherr: “Una delle caratteristiche del mio disco”, ha spiegato Chiara, “è la registrazione in presa diretta. Volevo dare un senso di intimità e raccoglimento all’ascoltare rendendo il tutto il più autentico possibile. Come negli anni Settanta quando il suono tipico di un album era il fruscio degli strumenti e dei microfoni che rientravano in spia”.

“Penso che ‘The space between’ sia la cosa più bella che abbia fatto finora”, ha tenuto a precisare la Civello, “Sono stata coinvolta nelle lavorazioni del disco sin dagli inizi, e ho spinto molto per registrarlo in analogico, perché penso che il digitale succhi via la vita ai suoni. Dopo la pubblicazione del mio primo album – 'Last quarter moon', uscito nel 2005 per la Verve e prodotto da Russ Titelman – ho sentito la necessità di denudarmi, ridurre tutto alla voce e allo spazio interiore, puntando sul minimalismo e sulla trasparenza delle cose. Non ho pronunciato tutto nelle mie nuove canzoni”, ha concluso, “ho lasciato dello spazio tra le note e le parole perché il silenzio spesso viene interpretato meglio. Voglio che chi ascolta i miei brani possa chiudere gli occhi e avere la sensazione di avermi lì, di allungare la mano e potermi toccare: è questo il significato di ‘The space between’”
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