E’ successo nel 2006: 7 giugno

E’ successo nel 2006: 7 giugno
Piero Pelù presenta 'In faccia': 'Un disco 'veloce' per apprezzare la lentezza' (7 giugno 2006)

"Se questo disco rappresenta la mia 'terza vita', allora ne ho altre quattro a disposizione": Piero Pelù non rinuncia al suo spirito da toscano purosangue per presentare alla stampa il suo nuovo lavoro, "In faccia", primo frutto del sodalizio tra l'ex frontman dei Litfiba e la Sony-BMG dopo la rottura del legame pluridecennale con la Warner. "A dire il vero non pensavo di essere in grado di realizzare un album così, dopo 13 dischi dati alle stampe", confessa il rocker fiorentino in un albergo sul Naviglio milanese: "E' un lavoro molto essenziale: solo voce, chitarra, basso e batteria. Solo 24 piste sono state occupate sul multitraccia: pochissime, rispetto alle 40 e passa di 'U.D.S.'". Una scelta minimal-radical-chic in linea con la tendenza imperante oggi negli ambienti alt-rock à la page? "No, tutt'altro", ride Piero: "Questo è un disco veloce, nato e registrato nel giro di nove mesi. Alla fine, una volta stabilita la data d'uscita, ci siamo trovati indietro col lavoro. Ma, una volta ascoltate le take già fissate su disco fisso, ci siamo accorti che anche con una veste essenziale le canzoni avrebbero funzionato. E così è stato". Un atteggiamento particolare per chi ammette senza problemi di aver (ri)scoperto la lentezza, come valore e come stile di vita. "Per la verità io, lento, non lo sono mai stato", puntualizza Pelù: "Anzi, sono sempre stato uno abbastanza nevrotico, iperattivo e 'veloce'. Ma poi mi sono accorto che questo è lo stato che il mondo esterno esige da noi, non il nostro stato naturale. Mi piacerebbe vivere più lentamente, e - quindi - più profondamente, soprattutto i rapporti umani: questa intervista, ad esempio, sarebbe più bello farla con calma davanti ad una birra che con l'occhio all'orologio, no?".
Da anni sulla breccia, Pelù non rinuncia all'autocritica, quando il discorso si allarga alla situazione della musica tricolore oggi: "E' pietosa, inutile nasconderlo. La colpa è di tutti, artisti compresi, perché chi fa questo lavoro non è riuscito a compattarsi in una categoria. Per carità, non sto chiedendo di formare un sindacato, ma una piccola lobby, per dire, si potrebbe fare. Ci darebbe più potere, e ci permetterebbe di cambiare le cose". Quali sarebbero le priorità, a questo punto? "Una legge sulla musica, alla quale sto già pensando. Ma avremo modo di riparlarne a tempo debito". Tanto per rimanere in ambito discografico, come vede Pelù l'irresistibile (e devastante, almeno secondo alcuni) ascesa dell'Mp3? "E' come quando dagli album si passò al Cd", riflette Piero: "Questo è il periodo di transizione più duro, forse. La musica in digitale da una parte è comoda ma dall'altra è 'incompleta', perché priva l'ascoltatore di elementi importantissimi come la copertina e il booklet del Cd: una domani credo che si arriverà a trovare compromessi che accontentino occhio e orecchio, ma ad oggi c'è ancora molto da fare. Sono contento, però, perché la Sony-BMG non ha paura di buttarsi in avventure come questa". E' stata questa la ragione del passaggio di scuderia? "Il loro spirito ha rapprensentato per me uno stimolo importante, ma per la verità, dopo 23 anni alla Warner, della quale assolutamente non mi lamento, avevo bisogno di rinnovare la collaborazione. Adesso mi trovo benissimo col mio nuovo team, sotto tutti i punti di vista: un po' di aria nuova mi ha fatto bene...". Ultima ma non meno importante, almeno per i fan di lunga data, la questione Litfiba: qualcosa si muove, dopo il "riavvicinamento" con Ghigo? "Il mio management ha appena acquistato tutti i master dei Litfiba. E' bello avere due armadi carichi di ricordi, con versioni alternative di brani celebri, jam in studio e semplice 'cazzeggio'. Sicuramente ne farò qualcosa...". E Ghigo? "Essere tornato in possesso di ricordi così preziosi mi ha spinto a chiamarlo: dopo sei anni di silenzio, tra noi, è stato bello risentirsi, e affrontare francamente tutte le questioni lasciate in sospeso". Un discorso franco o amichevole? "Tutte e due le cose: dopotutto abbiamo una convivenza musicale di 18 anni alle spalle, certe cose non si cancellano..." E, "off record", durante i saluti finali: "Se pensate a qualcosa di musicale tra noi in futuro, però, siete proprio fuori strada". I fan sono avvertiti...
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