Cash inedito per voce e chitarra: 20 anni prima delle 'American recordings'

Cash inedito per voce e chitarra: 20 anni prima delle 'American recordings'
Arriva nei negozi “Personal file”, doppio CD pubblicato da Legacy/Sony BMG, e si scopre una realtà finora sconosciuta ai più: non è stato il geniale Rick Rubin, ideatore e produttore della tetralogia delle “American recordings” che hanno chiuso la carriera e l’esistenza del Man in Black, a condurre per mano Cash sulla via semplice e folgorante delle registrazioni per sola voce e chitarra acustica. “Mio padre”, ha confermato John Carter Cash in un’intervista a David Fricke pubblicata un paio di mesi fa sul Rolling Stone americano, “mi diceva che aveva fatto un disco simile negli anni Settanta ma che nessuno era stato interessato a pubblicarlo”. Ed eccone i frutti, 49 brani (i “file personali” di cui nel titolo) incisi in perfetta solitudine tra il 1973 (soprattutto) e il 1982 nello studio casalingo presso la “House of Cash” di Hendersonville, nel Tennessee, e conservati su nastro, dentro anonime scatole bianche, negli archivi privati del musicista.
Si scopre così un Cash inedito e colloquiale, rilassato e desideroso di raccontarsi, alle prese con canzone d’autore e tradizione gospel, country & folk, il pop di Tin Pan Alley e John Prine, la Carter Family e Rodney Crowell. “Il repertorio”, spiega il compilatore della raccolta Greg Geller, “spazia da ballate popolari di fine diciannovesimo secolo a successi country della metà del ventesimo, da recitativi a canzoni ispirate a fatti o esperienze recenti – una morte in famiglia, una serata in un club locale…”; con l’aggiunta di qualche brano autografo, “Girl in Saskatoon”, la canzone per bambini “Tiger whitehead” e “It’s all over” (che nel 1976, nella versione incisa per l’album di reunion dei Tennessee Three, divenne un hit da classifica). “Sono i suoi Basement Tapes” aggiunge Steve Berkowitz, direttore dell’ufficio A&R della Legacy; “quanto di più vicino ci possa essere all’ascoltare Johnny che canta sotto il portico di casa”.
E non finirà qui: nei cassetti di “casa Cash”, hanno anticipato Geller e Berkowitz a Rolling Stone, sono stati trovati molti altri piccoli tesori, e tra questi registrazioni audio multitraccia di duetti registrati ai tempi del famoso “The Johnny Cash show” televisivo con gli ospiti più vari (Bill Monroe, Stevie Wonder, Derek and the Dominos). “Personal file”, dunque, è solo la prima tappa di un affascinante viaggio a ritroso nel passato musicale più nascosto dell’uomo in nero.
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