Da Salmo e Sfera a Marracash: il rap alla conquista degli stadi

San Siro, un tempo aperto solo al pop e al rock, ospita sempre più artisti della scena hip hop
Da Salmo e Sfera a Marracash: il rap alla conquista degli stadi
Credits: Arianna Carotta / Concessione in uso a Rockol

Il rap va alla conquista degli stadi. Se un tempo uno spazio simbolo per i grandi concerti come quello di San Siro accoglieva quasi esclusivamente live rock e pop, oggi il vento è cambiato con diversi rapper, per ora solo italiani, che sono andati o stanno per andare alla conquista della Scala del Calcio. Il 25 giugno 2025 cerchio rosso sul calendario per Marracash, che calcherà il palco dello stadio milanese, una data che fa parte di una vera e propria tournée e per questo rappresenta qualche cosa di inedito. In tutto sono sei date e interessano, oltre a Milano, anche Napoli, Torino, Roma, Messina, con data zero a Bibione, il 6 giugno 2025. Marra lo aveva detto con una punchline al termine di una delle prime date al Forum di Milano, nel 2022: “Farò gli stadi quando potrò fare un tour negli stadi. Farne solo uno è come misurarsi il cazzo”. E, stiamone certi, arriverà anche nuova musica, un nuovo album nel 2025. Nel 2023 Marracash mise in piedi il Marrageddon, 140mila biglietti staccati tra Milano e Napoli, ora si prepara alla sua prima tournée negli stadi.

Ed è il primo rapper a potersela permettere, per questo è rilevante. Perché se è vero che Salmo, il primo solista proveniente dal mondo rap a raggiungere questo traguardo(in duo i primi furono J Ax e Fedez nel 2018), ha “inaugurato” San Siro nel 2022 per la scena hip hop, e nomi come Sfera Ebbasta, Club Dogo e Geolier, quest’anno, hanno calcato i palchi degli stadi, il King del rap sarà il primo a mettere in piedi una tournée svelata negli scorsi mesi attraverso una serie di led apparsi nelle principali città italiane e nelle stazioni, e poi confermata con le date effettive previste nel 2025. Sarà il definitivo consolidamento nazionale? C’è un altro nome che scalpita per accendere i riflettori di San Siro: si tratta di Lazza, che dopo aver pubblicato l’ultimo album “Locura” sarà protagonista di un concerto allo stadio il prossimo 9 luglio. Ci sarà anche una data zero, il 5 luglio a Lignano Sabbiadoro allo stadio Teghil. Il live allo stadio giunge dopo aver già riempito undici palazzetti italiani in programma nei primi mesi del 2025. Sarà interessante capire quali differenze ci saranno, se ci saranno, tra lo show nei palazzetti e quello a San Siro. Per il lancio di “Locura”, Lazza ha organizzato un evento live gratuito proprio davanti a San Siro, i cui biglietti prenotabili su Ticketone andarono polverizzati in pochi minuti, accompagnato dall’Orchestra Sinfonica di Milano diretta dal maestro Enzo Campagnoli, oltre che dal suo produttore di fiducia Drillionaire.

Ora che il suo ingresso nello stadio è confermato, in alcune parti del concerto rivedremo un mix suggestivo tra rap e orchestra alla Kanye West di “Late Orchestration”? Un altro nome, su cui in tanti scommettono, che dovrebbe annunciare presto un concerto a San Siro, non si sa nel 2025 o nel 2026, è Tedua, che con 100mila biglietti venduti a Milano e oltre 257mila in totale tra tournée indoor e outdoor, è stato uno dei nomi di punta della stagione live 2023-2024. Analizziamo alcune tappe di questa scalata verso gli stadi. Salmo nell’estate del 2022 a San Siro è stato protagonista di un live di pura energia, capace di lasciare un’impronta storica. Non ha portato solo il rap nella Scala del Calcio, ma il suo mondo, la sua storia, la sua musica fatta di tante anime, non riconducibile a un solo genere, e i suoi amici: vederlo rappare a cappella “La prima volta”, a occhi chiusi davanti a 50mila corpi scossi dall’adrenalina, una canzone scritta nel 2011, è stata la fotografia di un percorso che dai piccoli club lo ha portato a essere un big. Inoltre lo show, dal punto di vista scenografico e musicale, è stato di un ottimo livello. Quello di Sfera Ebbasta a San Siro (ha fatto due date, noi abbiamo recensito la prima quest’estate; il 7 giugno 2025 canterà allo Stadio Maradona di Napoli) non è stato il “suo” stadio e basta, ma la presa della Bastiglia della trap, che ha “profanato” un luogo a lungo interdetto al rap. I sold out al Meazza sono stati due su due per il ragazzo partito dalla periferia di Ciny, Cinisello, di cui uno raggiunto in 24ore.

Per alcuni “farisei”, come li chiamerebbe Manuel Agnelli, anche lui giudice a X Factor, quella di Sfera a San Siro rimane “una profanazione”, perché la trap (ma anche il rap in generale) continua a essere un genere incompreso e in alcuni casi anche odiato da una parte del Paese. La scenografia, progettata da Novembre Studio con i visual prodotti da Galattico Studio, con Laccio che ha ideato e orchestrato le esibizioni, è stata monumentale e ha raccolto le suggestioni urbane che Sfera racconta nei suoi brani. Anche i Club Dogo hanno messo la bandiera su San Siro quest’estate, ma sono stati meno convincenti a livello di show: è stato senz’altro un evento nell’evento capace di segnare il momento più alto, a livello di pubblico, della loro carriera. “Un sogno raggiunto”, come hanno spiegato dal palco. Una festa, meritata. Ma se a livello di performance non si potevano fare appunti, un loro live è davvero una “scuola di rap”, sul fronte show-scenografia-invenzioni creative e narrative, trovandosi proprio sotto i riflettori magici di San Siro (pieno di gente ma non sold out), per un'unica data, era lecito e doveroso aspettarsi di più.

Sempre quest’estate anche Geolier ha messo piede in uno stadio, quello di casa, il Maradona. E non una volta sola, ma ben tre: tre sold-out e 145.000 biglietti staccati. È stato il primo cantante a raggiungere questo traguardo nella storia dell'impianto. Uno show azzeccato sotto più punti di vista e soprattutto capace di creare un vero spirito intergenerazionale. Il rap di Geolier, e la data al Maradona lo ha dimostrato in modo lampante, travalica le età e riesce a realizzare, anche in Italia, quello per cui, oltre cinquant’anni fa, è nata la cultura hip hop: rappresentare in modo profondo una comunità.

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