La passione per il sesso orale di Dave Grohl ispirò "All my life"

Il grande successo del 2002 dei Foo Fighters ha una storia che potrebbe non essere conosciuta
La passione per il sesso orale di Dave Grohl ispirò "All my life"
Credits: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol

"All My Life", primo brano nella scaletta e primo singolo del quarto album dei Foo Fighters “One by one” (leggi qui la recensione), pubblicato dalla band statunitense nell'ottobre 2002, è una delle canzoni più note del gruppo capitanato da Dave Grohl. Potrebbe essere meno nota la sua storia.

Il singolo venne pubblicato da Grohl e soci il 24 settembre 2002 in un momento particolare nella storia della band. Nel 2001 i Foo Fighters dovevano esibirsi a un festival in Gran Bretagna, accadde però che a causa di una overdose di droga il batterista Taylor Hawkins entrò in coma. Messi in pausa i lavori con i Foo Fighters Dave Grohl accettò l'invito a suonare la batteria per i Queens of the Stone Age nel loro album “Songs for the Deaf” (leggi qui la recensione), uscito nell'agosto 2002.

I Foo Fighters tornarono a lavorare sul loro nuovo disco nell'ottobre 2001, ma le sedute in sala di registrazione non ingranavano. Parte del problema era dovuto alla loro sempre crescente popolarità, si può dire che erano diventati schiavi della fama. Il precedente album, “There Is Nothing Left to Lose” (leggi qui la recensione) del 1999, fu un enorme successo favorito da brani orecchiabili come “Learn to Fly” e “Next Year”. Però, di suo, Dave Grohl aveva una indole più rumorosa e aggressiva, così il gruppo si trovò in mezzo a un guado, si ritrovò a dover fare delle scelte: da una parte c'era ciò che volevano effettivamente registrare su disco, mentre dall'altra ciò che pensavano che i fan si aspettassero e volessero sentire.



Nel 2016 nel corso di una intervista con la rivista Spin Dave Grohl spiegò cosa accadde: "Non credo che fossimo ancora davvero pronti. In pratica abbiamo realizzato quelle che Taylor chiamava 'le demo da un milione di dollari'". Il leader della band in quel periodo aveva una vita privata piuttosto movimentata che comprendeva anche la compagnia di occasionali groupie. In un'intervista del 2002 rivelò: “L'accordo era reciproco. Le groupie venivano nel retro. Loro sanno cosa vogliono e sanno cosa vuole la band. Succede e basta. È molto facile. Ogni tanto succede".

Questo genere di relazione fece da tema a "All My Life". Parlando con Kerrang Grohl raccontò: "All'inizio era davvero dissonante e rumorosa. Abbiamo registrato lo strumentale e non avevo idea di come l'avrei cantato". Il brano inizia con una semplice linea di chitarra prima di esplodere in una fragorosa guerra sonora. Nel frattempo, la voce variava dall'alto volume alle urla a tutto campo senza alcuna tregua, creando probabilmente la canzone più pesante di sempre dei Foo Fighters.


Per Grohl, "All My Life" rifletteva alcune delle sue prime influenze musicali. "Ho montagne di riff che ricordano tutto ciò che ascoltavo crescendo, dai Black Sabbath ai Mercyful Fate. Io sono cresciuto con quella roba, ma gli altri ragazzi no e la maggior parte delle volte che prendevo un riff pensavo, 'Questo è fottutamente tosto!' e provavo a trasformarlo in una canzone dei Foo Fighters che non doveva necessariamente funzionare".

Dal punto di vista del testo, Grohl all'inizio si tiene sul vago, descrivendo la ricerca senza fine di un qualcosa che potrebbe anche essere irraggiungibile. Ma poi il ritornello è abbastanza esplicito: “Hey, don't let it go to waste / I love it but I hate the taste”, allude al cunnilingus. E anche altri passaggi come “Over and over, down on my knees” e “If I get any closer / And if you open up wide / And if you let me inside” si riferiscono inequivocabilmente al sesso orale. Il leader dei Foo Fighters non ha certo cercato di nasconderne il significato, in una intervista rilasciata a Q nel 2003 non si tirò indietro quando ci fu da spiegarne la sua ispirazione: “Quella canzone è un pochino sporca. A me piace molto fare sesso orale alle donne. È un'esperienza che dà piacere: regalare a qualcuno qualcosa che verrà ricordato per il resto della sua vita e se lo fai bene sarà sicuramente ricordato".


Nonostante il contenuto a luci rosse (o forse proprio per il suo contenuto), "All My Life" ha riscosso grande successo. La canzone è rimasta per dieci settimane alla posizione numero uno della classifica Alternative Airplay negli Stati Uniti e si guadagnò un Grammy Award nel 2003 per la migliore performance hard rock. "All My Life" è canzone immancabile nelle scalette dal vivo dei Foo Fighters, come riportato dalle statistiche di setlist.fm, il brano è stato infatti eseguito oltre 750 volte in concerto. Per soddisfare la curiosità di chi fosse giunto a leggere sino qui, la canzone più proposta in concerto dalla band statunitense è “Everlong”, prossima alle 1.100 esecuzioni.
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