Addio a Augusto Righetti
Augusto Righetti è stato un chitarrista, tastierista, direttore d’orchestra e bandleader italiano, attivo soprattutto a Milano dagli anni Sessanta in poi. La sua figura è legata sia alla stagione dei complessi beat sia al circuito dei night club e delle orchestre da ballo, con una carriera che attraversa diversi decenni della musica leggera italiana.
Negli anni Sessanta Righetti è stato uno dei musicisti più presenti nel circuito dei locali milanesi.
Una delle sue prime formazioni importanti fu Augusto Righetti e Le Ombre, gruppo nato nell’ambiente dal quale sarebbero poi emersi alcuni dei futuri Camaleonti. Nel 1964 la formazione comprendeva, fra gli altri, Paolo De Ceglie, Gerry Manzoli e Marcello Olmari, noto come Gil Ventura, e Bruno Tubaldi, poi noti discografico (fu lui a firmare per la EMI il contratto con Franco Battiato). Il gruppo si ispirava esplicitamente al suono strumentale degli Shadows e incise l’LP “The New Sound Group”, pubblicato dalla Columbia.
Nello stesso periodo Righetti diventò una presenza stabile del Charly Max, uno dei locali più eleganti della Milano degli anni Sessanta, situato nei pressi del Duomo. In un'intervista successivamente raccolta nel volume di Giordano Casiraghi Che musica a Milano, Righetti ricordava di avere iniziato a suonare nel locale il 1º aprile 1964 e di esservi rimasto, praticamente tutte le sere, fino al 1970.
È proprio attraverso il Charly Max che Righetti entra in uno degli episodi più curiosi della storia italiana dei Beatles. Il 24 giugno 1965, durante la tournée italiana del gruppo inglese, l’orchestra di Righetti suonò come gruppo di apertura ai due concerti del Velodromo Vigorelli di Milano. Bruno Tibaldi ha confermato che il gruppo si esibì sia nello spettacolo pomeridiano sia in quello serale. Dopo il concerto i Beatles raggiunsero il Charly Max, dove suonava abitualmente l’orchestra.
Quell’incontro contribuì anche alla nascita di uno dei dischi più singolari della discografia beat italiana: “Righetti al Charly Max canta i Beatles in italiano”, pubblicato nel 1966. L’album comprendeva quattordici canzoni dei Beatles adattate in italiano e riproposte con arrangiamenti vicini agli originali ma legati al suono dell’orchestra di Righetti. Tra gli adattatori figurava anche Giorgio Calabrese. Il disco è diventato nel tempo un oggetto ricercato dai collezionisti ed è stato successivamente ristampato. Qui sotto lo potete ascoltare per intero.
La carriera di Righetti non rimase però circoscritta al beat. Negli anni Settanta sviluppò maggiormente l’attività di strumentista solista. Nel 1975 la Durium pubblicò “The Guitar Sound of Augusto Righetti”, seguito da un secondo volume: dischi strumentali nei quali emergevano soprattutto la sua formazione chitarristica e la capacità di adattare al proprio stile repertorio pop, standard internazionali e musica leggera.
Sempre nel 1975 Righetti fu tra i fondatori, insieme al chitarrista Gilberto Ziglioli, del gruppo I Vicini di casa. La formazione, completata dalla cantante Marzia Tirelli, firmò con la Dig-It e ottenne il suo maggiore successo nel 1976 con “15 anni”, brano scritto da Claudio Daiano ed Enzo Malepasso, contenente citazioni da “Diana” di Paul Anka, “Oh Carol” di Neil Sedaka, “Forever” di Joe Damiano. La canzone vinse il Discomare e divenne uno dei successi pop italiani di quella stagione. Nei Vicini di Casa Righetti figurava principalmente alle tastiere, mentre Ziglioli si occupava delle chitarre e della voce.
Negli anni Ottanta Righetti proseguì soprattutto come direttore e responsabile di orchestre da spettacolo. La più nota fu I Bravo, formazione professionale attraverso la quale passarono diversi musicisti
Righetti è morto in una RSA milanese; i funerali si terranno lunedì mattina.