Ora Olivia Rodrigo "riabilita" anche Lily Allen
Evidentemente non le è bastato far scoprire ai giovanissimi Billy Joel, che citò nel singolo "Déjà vu" (con un riferimento esplicito alla sua "Uptown girl"), e aver contribuito al rilancio di Avril Lavigne duettando con l'ex stellina del pop-punk dei primi Anni Duemila sulle note di "Complicated". Ora Olivia Rodrigo "riabilita" pure Lily Allen.
In occasione della sua esibizione sul palco del festival di Glastonbury, ieri la 19enne popstar statunitense ha voluto portare con sé sul palco la voce di "Not fair", con la quale ha cantato dal vivo la hit "Fuck you" per mandare a quel paese, senza troppi giri di parole, i membri della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America, nel bel mezzo delle polemiche legate alla decisione di abolire la storica sentenza "Roe v. Wade" con cui nel 1973 la stessa Corte aveva legalizzato l'aborto negli Usa.
Olivia Rodrigo si è unita al coro delle voci del pop e del rock statunitense che nelle ultime ore hanno approfittato della loro posizione privilegiata di star mondiali per esprimere il loro dissenso nei confronti della decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti (tra gli altri, Billie Eilish ha detto che è "un giorno davvero oscuro per le donne", mentre Jack White su Instagram ha puntato il dito contro l'ex presidente Usa Donald Trump per aver influito sulla decisione attraverso la nomina, negli ultimi anni, di ben tre dei nove membri che compongono la Corte). La stellina di "Drivers license" ha detto la sua direttamente dal palco di Glastonbury, reinterpretando con Lily Allen la hit che nel 2009 catapultò quest'ultima in testa alle classifiche mondiali.
"Sono devastata per quello che è successo negli Stati Uniti d'America nelle ultime ore - ha detto alla folla Olivia Rodrigo, cresciuta a Temecula, in California - la sentenza Roe v. Wade assicurava alle donne il diritto all'aborto, che è un diritto fondamentale. Sono terrorizzata dal fatto che molte donne e ragazze potrebbero morire ora che questo diritto non è più garantito. Volevo dedicare questa canzone ai cinque membri della Corte Suprema che hanno mostrato che in fin dei conti non gliene frega un ca**o della libertà. Samuel Alito, Clarence Thomas, Neil Gorsuch, Amy Coney Barret e Brett Kavanaugh... Noi vi odiamo".
A provare a riportare al centro delle scene - ma senza successo - la cantautrice britannica ci provò già nel 2014 Miley Cyrus, che volle al suo fianco Lily Allen per il "Bangerz tour". L'ultimo album di inediti della cantautrice, oggi 37enne, rimane "No shame", datato 2018. In questi quattro anni Lily Allen ha fatto parlare di sé più per vicende extramusicali che strettamente legate alle canzoni o ai dischi. Alla fine del 2018 in un'intervista raccontò di essere "andata a letto con alcune prostitute" mentre era in tour, perché si sentiva "persa e sola". Subito dopo accusò un dirigente dell'industria musicale di averla violentata sessualmente. Nel 2020 la voce di "Not fair" lanciò una linea di sex toys.
"L'ho adorata e ora è qui con me. Fate un po' di casino per Lily Allen - ha urlato Olivia Rodrigo al microfono, annunciando l'ingresso sul palco di Glastonbury della cantautrice - oggi per me è un grande giorno: è la prima volta che mi esibisco a Glastonbury e condividere il palco con Lily Allen è un sogno che si avvera".