Brian Auger, l'uomo che respinse Jimi Hendrix per due volte

Lo racconta lo stesso tastierista londinese in una intervista
Brian Auger, l'uomo che respinse Jimi Hendrix per due volte

Il 18 settembre del 1970 Jimi Hendrix lasciava il mondo dei vivi a soli 27 anni, entrando così a far parte dell'illustre e lugubre club che annovera al suo interno altre leggende della musica morte a quell'età, come Janis Joplin, Brian Jones e Jim Morrison, compagnia raggiunta in tempi più recenti anche dal leader dei Nirvana Kurt Cobain e Amy Winehouse.

Il talentuoso mancino di Seattle a distanza di oltre cinquanta anni dalla sua dipartita viene ancora considerato il chitarrista numero uno mai apparso sul panorama del rock. Genio riconosciuto anche in vita, chiunque avrebbe voluto poter suonare con lui. Chiunque tranne l'oggi 82enne tastierista Brian Auger che in ben due occasioni lasciò perdere una possibile collaborazione con Jimi e oggi, a distanza di anni, non se ne dice dispiaciuto.

Riavvolgiamo il filo del tempo: nel 1966, quando Jimi Hendrix giunse a Londra dagli Stati Uniti, Brian Auger era già un musicista stimato e affermato sulla frizzante e vivace scena musicale londinese dell'epoca. Il manager di Jimi, l'ex bassista degli Animals Chas Chandler, spingeva perché il ragazzo si unisse ai Trinity, la band di Auger che aveva quale cantante Julie Driscoll. In questo modo Auger ha ricostruito come andarono le cose nel corso di una intervista rilasciata al quotidiano britannico The Guardian: "Rifiutai perché ero felice con Julie come cantante e Vic Briggs alla chitarra. Accadde che Chas chiese se il suo ragazzo poteva unirsi alla band, suonavamo molto tardi al Cromwellian, un club molto chic, io dissi che avrei preso una decisione una volta che l'avessi incontrato".

Jimi Hendrix a Auger fece una buona impressione, pareva essere "un bravo ragazzo, piuttosto timido", quindi gli consentì di prendere parte al secondo set che la band aveva in programma quella sera. Racconta ancora il musicista londinese: “Dato che il Cromwellian era uno dei pochi posti dove si poteva bere legalmente fuori orario, era pieno di musicisti. Quando Jimi iniziò a suonare incendiò il club ed Eric Clapton sbiancò in volto.”

Hendrix e Auger negli anni seguenti imboccarono dei percorsi musicali totalmente diversi, ma le loro strade si incrociarono nuovamente nel 1970, negli Stati Uniti. A quel pensiero il tono di Brian si fa triste: "La sua pelle e quella della sua ragazza, erano grigie, aveva un aspetto davvero malsano. Mi chiese di restare ad aiutarlo in un progetto, in quel periodo stava costruendo l'Electric Ladyland, il suo studio di registrazione. Purtroppo ho dovuto rifiutare l'offerta. Avevo programmato molte date che non potevo cancellare. Poi tirò fuori dalla tasca questo foglio di stagnola, lo sniffò e me lo offrì. Io rifiutai, dicendo, 'Non faccio nessuna di queste cose.' Jimi mi rispose: 'Brian, a girarmi intorno dovrei avere più persone come te.'"

Brian Auger, a dispetto della non più verde età è ancora in attività, una attività ora a conduzione familiare insieme al figlio Karma e alla figlia Savannah Grace. "Mio figlio è il batterista e mia figlia è la cantante. È un affare di famiglia, amiamo esibirci e mantenere viva la musica".

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