"Caro Battiato", il commento di Ernesto Assante

Il "docu-concerto" di ieri sera su Rai Tre: Auditel, scaletta e l'anteprima
"Caro Battiato", il commento di Ernesto Assante

Non è facile - il rischio di commettere leggerezze e errori è altissimo - celebrare un artista facendo interpretare le sue canzoni a un nutrito numero di interpreti in una serata dal vivo. Se poi si aggiunge che il personaggio da celebrare è Franco Battiato, e che gli artisti che hanno voluto farlo sono stati una quarantina, è evidente che la possibilità che qualcosa non funzioni è del tutto naturale.

E invece “Caro Battiato”, il programma, o ‘docu-concerto’ come hanno preferito definirlo, realizzato con la conduzione di Pif e andato in onda ieri sera su RaiTre, è stata una bella celebrazione, così come in fondo era stato il concerto stesso, andato in scena alla fine di settembre all’Arena di Verona. Bella perché ogni artista ha voluto dare un contributo d’amore a Battiato, perché la serata non era una semplice passerella di cantanti, perché molti contributi erano superiori alla media e quelli che forse non lo erano hanno superato ugualmente le difficoltà in virtù di un affetto, di una stima, di una passione vere.

Battiato era uno e molti, come ha ampiamente dimostrato nella sua lunga e avvincente avventura musicale, quindi era giusto, corretto, sensato che ognuno degli artisti coinvolti mettesse l’accento su quel Battiato che sentiva più vicino, fosse pop, rock, elettronica, world, avanguardia, seguendo però le indicazioni date dagli organizzatori della serata, Stefano Senardi, Francesco Cattini, Pino Pinaxa Pischetola e Carlo Guaitoli, tutti amici e collaboratori di Battiato e attenti nell’affidare le canzoni a chi era davvero in grado di illuminarle o almeno di provarci con passione.

L’elenco dei partecipanti era lungo, cantanti, cantautori, band, pescati da ogni angolo della scena musicale italiana, e tutti hanno fatto del loro meglio. Alcune cose della serata, anche molto belle (e ascoltabili comunque dall’album “Invito al viaggio – Concerto per Franco Battiato, in 2 CD, quattro vinili e, ovviamente, tutto sulle piattaforme di streaming) in TV non sono passate, ma la ‘sintesi’ fatta da Pif e da Luca Monarca, autori dello speciale, è stata equilibrata. 
Pif, dal canto suo, ha fatto in modo che “Caro Battiato” non fosse solo musica ma anche, necessariamente, parole, contenuti, sentimenti, visioni, attraverso tante e belle testimonianze, che hanno arricchito il racconto come era giusto che fosse.

Quindi i pezzi del concerto sono stati saggiamente frammentati da interviste e chiacchiere, tese a comporre il ‘mosaico Battiato’ in uno dei molti possibili modi in cui si poteva comporre, senza pretendere di dare un’immagine univoca.

Pif si è mosso alla ‘ricerca’ di Battiato, tra chiacchiere e canzoni, e in questo modo, inanellando una bella canzone dopo l’altra, ricordi, aneddoti, approfondimenti, curiosità raccontate dagli artisti, ha dato modo a chi conosceva Battiato di celebrarne la storia, a chi aveva solo amato le canzoni di entrare meglio nel suo mondo, a chi ne sapeva poco di saperne di più. Alla fine le due ore e mezza di ‘docu-concerto’ sono filate via senza difficoltà e senza noia, permettendo a tutti di offrire un punto di vista su Battiato, la sua personalità e la sua musica, e a Pif di fare il suo mestiere di curioso narratore, celebrando davvero l’arte, l’umanità, la cultura e le visioni del grande artista siciliano.

E chi questo ‘Caro Battiato’ ieri sera se lo è perso può rivederlo, e vale la pena farlo, su RaiPlay.

Ernesto Assante

La scaletta

Arisa, "Perduto amor"
Fiorella Mannoia, "La stagione dell'amore"
Gianni Morandi, "che cosa resterà di me"
Mahmood, "No time no space"
Paola Turci, "Povera patria"
Emma, "L'animale"
Max Gazzé, "Un'altra vita"
Alice, "La cura"
Morgan e Fabio Cinti, "Segnali di vita" (

vedi qui la polemica di Morgan)
Giovanni Caccamo, "Gli uccelli"
Colapesce Dimartino, "Bandiera bianca" / "Sentimiento nuevo"
Jovanotti, "L'era del cinghiale bianco"
Carmen Consoli, "Tutto l'universo obbedisce all'amore"
Angelo Branduardi, "Il re del mondo"
Bluvertigo, "Shock in my town"
Diodato, "E ti vengo a cercare"
Gianna Nannini, "Cuccuruccuccu paloma"
Baustelle, "I treni di Tozeur"
Subsonica, "Up patriots to arms"
Carmen Consoli, Colapesce Dimartino, Giovanni Caccamo, Luca Madonia, Mario Incudine: "Centro di gravità permanente"

Il lungo speciale (147 minuti) condotto da Pif mescolando interviste, interventi personali e una selezione di contributi video tratti dal concerto-tributo all'Arena di Verona del 21 settembre scorso ha ottenuto, secondo i dati Auditel, un onorevole terzo posto, con una media di 2.267.000 spettatori, pari all'11% (dietro al film di Rai Uno e a "Caduta libera Campionissimi" su Canale 5).
 
Il buon interesse suscitato dalla trasmissione è confermato anche dalle ricerche di testi su Rockol; fra i venti testi più ricercati di ieri figurano "Perduto amor" (al secondo posto, ieri cantata da Arisa), "Bandiera bianca" (al terzo posto, ieri cantata da Colapesce e Dimartino in medley con "Sentimiento nuevo"), e a seguire "Che cosa resterà di me" (l'abbiamo ascoltata da Gianni Morandi), "Tutto l'universo obbedisce all'amore" (riproposta da Carmen Consoli) e "Sentimiento nuevo".

 

Il programma, iniziato alle 21.20, è durato ben oltre la mezzanotte, ed è stato preceduto, dalle 20 alle 20.20, da un'anteprima, che potete rivedere qui, durante la quale si sono visti e ascoltati i tributi di Simone Cristicchi ("Lode all'inviolato"), Extraliscio ("Voglio vederti danzare"), Eugenio Finardi con Cristina Baggio ("L'oceano di silenzio"), Vinicio Capossela ("La torre"), Luca Madonia ("Summer on a solitary beach"). (fz)
 

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