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Jovanotti racconta il nuovo Beach Party: “Un jovaverso, un mondo reale che muove le persone”

Lorenzo riparte con attenzione a clima e sostenibilità e (e risponde alle polemiche del 2019: “Chi non viene lo potrà criticare ma non lo capirà mai”)
Jovanotti racconta il nuovo Beach Party: “Un jovaverso, un mondo reale che muove le persone”

Una distesa di bauli da tour sui cui sedersi, un megaschermo, video, musica, citazioni, ospiti e suggestioni: le conferenze stampa di Jovanotti sono uno show nello show, ormai da tempo. Non fa eccezione quella “Jova beach party 2022," il ritorno dei suo concerti-show sulle spiagge: Lorenzo parla di fronte ad una folta platea di giornalisti e media e sponsor come si faceva prima della pandemia. I tre anni dal primo Jova Beach Party sono sembrano non essere passati anche se ormai sono un’altra era: “Ci sono esperienze che ti segnano per sempre, e io ho sentito il bisogno di quel colore e quel calore”, dice il video introduttivo, in cui si spiega questo ritorno alle spiagge. 

Jova Beach Party, una lezione sulla collettività

Lorenzo entra in scena e racconta il mood che l’ha spinto a riportare in scena il tour. Parte da una citazione legata al Nobel italiano Parisi: “Quando ho letto la motivazione del premio, ho pensato che quelle parole parlassero anche del Jova Beach Party:”, dice: “Per la scoperta dell'interazione fra disordine e fluttuazioni in sistemi fisici, da scale atomiche a scale planetarie”. 

Così la presentazione si trasforma in una lezione sull’importanza degli eventi e della ritualità: nella visione di Jovanotti l’individuo e il collettivo si confondono. “Il Jova Beach Party c’est moi”, dice rubando le parole a Flaubert, per poi quasi scusarsi perché usa troppo la parola “io”: “È un pronome collettivo, è un jovaverso, un mondo reale che muove tante persone e che fa lavorare tante persone, è un’utopia che dura un giorno in cui si sospendono le tensioni. Chi non ci viene lo potrà criticare, lo potrà snobbare, ma non lo capirà mai”, dice con qualche eco indiretto delle polemiche che segnarono l’edizione 2019".

Il nuovo progetto (e le polemiche del 2019)

Il progetto è rinato quando i vaccini hanno iniziato a far vedere la luce in fondo al tunnel della pandemia, ricoinvolgendo la stessa squadra del 2019.

Ma spiega Jovanotti, concependolo come un upgrade, citando numeri della scorsa edizione tra il serio (600 mila spettatori, 1000 persone di staff) e il faceto (200 mila tatuaggi e 9 milioni di metri quadri ballati). Lorenzo Jovanotti parla del cambiamento climatico e, conseguentemente, dell’impatto del tour, che tanto aveva fatto discutere tre anni fa: parte dal futurismo quando dice che per lui il futuro significa interrogarsi su come si possa vivere rimanendo sostenibili. “Voglio creare un clima dentro cui parlare di clima in maniera efficace, portando delle testimonianze di persone esperte di fronte a decine di migliaia di persone”, spiega, mostrando poi la spiaggia di Lignano Sabbiadoro, dove tutto era cominciato nel 2019: “Il giorno dopo era perfetta, era meglio di prima. Conosco il mio pubblico, e so che non è tutto uguale. Noi vogliamo evolverci”.

La collaborazione con il WWF è rinnovata con un progetto di pulizia delle spiagge e di rigenerazione di diverse aree (anche laghi, fiumi e fondali) per 20 milioni metri quadri, raccogliendo 5 milioni di euro e incentivando donazioni assieme ad un grosso istituto bancario. Oltre ai Jova Beach ci saranno due concerti aggiuntivi in autunno a Roma e Milano per 4.000 persone sorteggiate tra chi farà una donazione a questo progetto. “Non vogliamo fare green wash: è una festa, siamo parte della criticità e questo è un elemento necessario. Non vogliamo nessuna medaglia, siamo su una spiaggia e parliamo anche di questo". Lorenzo si è dispiaciuto per le polemiche del 2019 con gli ambientalisti: "Io sono un ambientalista. Ma sono stato tirato in mezzo in polemiche assurde, che hanno a che fare spesso con la politica locale, che è specchio di quella nazionale. Mi hanno accusato che a 90 chilometri dal mio concerto c'erano fenicotteri disorientati: ho pensato: sono pazzi".

Maurizio Salvadori di Trident, che produce il tour, sostanzialmente conferma le difficoltà economiche del 2019 ma è ovviamente ottimista per questa edizione: "Jova Beach Party è come una start-up, un grande investimento. Nella prima edizione abbiamo avuto spese impreviste, ma se siamo qua è perché pensiamo che le economie combacino con il nostro sforzo produttivo".
Il party si fermerà due giorni in ogni spiaggia, in contesti urbanizzati e quindi di più semplice gestione: la doppia data facilita la produzione tecnica e ogni spiaggia verrà occupata per l'equivalente di tre campi di calcio, con non più di 50.

000 persone per volta. Si ri-parte da Lignano Sabbiadoro, si passa da Albenga (saltata nel 2019 per una mareggiata: è l’unica data che non va in vendita oggi per questioni tecniche ancora da sciogliere) e Vasto (che nel 2019 venne spostata per l’opposizione del prefetto).

Si passa nuovamente in montagna da Aosta e si chiude a Milano, questa volta a Bresso (qua il calendario completo). Si farà con il 100% di capienza e senza mascherine ("In spiaggia non hanno senso"): "I dati ci dicono che in primavera ci sarà un ritorno completo alla normalità". Saranno presenti food truck locali, verranno distribuite delle borracce, l’acqua sarà gratuita, non ci sarà plastica e per la produzione verranno utilizzati materiali riutilizzati, con pezzi di scenografie prese qua e là: “Voglio che Jova Beach Party sembri una sorta di relitto”, dice mostrando il rendering.

La nuova musica

Jovanotti lascia per ultima la musica: “Per me è il cuore di tutto, anche se oggi è spesso sullo sfondo.

Inviterò molti ospiti e molti nuovi, ma non li annuncerò. Il mio set sarà un misto tra un concerto e un dj set come nel 2019, e ci saranno tre palchi: il main stage, il Kontiki stage e lo Spam Stage, una sorta di soundstage”, Sbam! sarà anche il marchio di una nuova etichetta dedicato alla musica da ballo. L’avvicinamento al Jova Beach riparte da un coloring book realizzato con, tra gli altri, Matteo Guarnaccia, Davide Toffolo e la figlia Teresa, e da una nuova versione dell’app lanciata nel 2019, con radio musica semi-inedita: i 50 brani della colonna sonora della docu-serie “non voglio cambiare pianeta” realizzata per RaiPlay nel 2020. Ultimissima menzione per “Il boom”, canzone uscita oggi: Jovanotti racconta di essere stato in studio per due mesi con Rick Rubin: “Quando si è riaperto il cielo, ho scritto come un pazzo, trenta canzoni, ero io stesso impaurito da questo flusso. Questi pezzi erano belli, ma non erano un album”. Spiega che la sua casa discografica voleva far uscire un album prima di Natale, ma per il momento le canzoni verranno pubblicate random, solo in digitale, senza supporti (“Non hanno più senso”): sette arriveranno a dicembre Lorenzo lo chiama “il disco del sole”, più come concetto che oggetto, e non si sa quando uscirà.

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