Vasco il filosofo: “In ‘Siamo qui’ racconto i guai della condizione umana”

La presentazione del nuovo album "Siamo qui", in uscita il 12 novembre, anticipato dalla title-track questo venerdì: "Siamo soli e delusi. Siamo in una civiltà che pensa al profitto e non alla condizione umana"
Vasco il filosofo: “In ‘Siamo qui’ racconto i guai della condizione umana”

Entra riprendendo riprendendo i giornalisti in diretta social, indossa un paio di occhiali smart, poi cita Heidegger per dire che l’abuso della tecnica sta rovinando la condizione umana. È un Vasco filosofico quello ha incontrato la stampa per presentare il suo primo disco in sei anni, “Siamo qui”,  in uscita tra un mese ma anticipato dalla title track come nuovo singolo, disponibile da venerdì 15.

La canzone  spiega, è ispirata dall’essere gettati nel mondo, dal fatto che l’uomo non sceglie di esistere, come sosteneva Heidegger: “Sarebbe stata ‘Siamo qui pieni di guai’, poi mi hanno convinto a toglierei i guai almeno dal titolo. L’ho scritta prima della pandemia, non parlo del lockdown ma della condizione umana e dei sui problemi. È la canzone attorno a cui ho costruito il disco”, spiega.

“Non siamo più quello che siamo, pensiamo di essere quello che abbiamo: per questo che ho la sensazione che siamo soli e delusi. Siamo in una civiltà che pensa al profitto e non alla condizione umana. La tecnica sfrutta le nostre debolezze per diventare sempre più potente.  La tecnica non è più al servizio dell’uomo ma è solo al servizio di se stessa. Anche io ne sono schiavo: sono entrato nei social e ne sono diventato dipendente. Io sto su instagram e sono l’unico influencer che fa tutto gratis: se negli anni ’80 avessimo venduto cose come fanno oggi i giovani, ci avrebbero ammazzati...”.

I dolori del filosofo Vasco

Il Vasco filosofo non ha problemi ad ammettere le sue debolezze: “Convivo con l’angoscia, ognuno di noi la gestisce come può con le cose che fa. Ma sono stati due anni di nulla, due estati senza concerti, due anni di disastro epocale. Sono andato un po’ in crisi quando non siamo riusciti a recuperarli nel 2021: sono rimasto sospeso, senza lo scopo principale della mia vita. Ho provato ad avere degli hobby, cose come andare a cavallo, ma non sono servite. Senza la musica non sono niente”.

“Un album con suoni veri e poche parole”

Così, durante lo stop forzato dei concerti, Vasco ha fatto musica in studio completando un lavoro che unisce rabbia e leggerezza: “Un album in direzione ostinata e contraria”, dice citando De André, che unisce un’anima rock (affidata alla produzione di Vince Pastano, che da anni cura il suono e gli arrangiamenti suoi live) alle ballate (prodotte da Celso Valli).

“È suonato con strumenti veri, come non se ne sentono oggi: ci sono produzioni anche interessanti, ma non suonate. Ad un certo punto volevo anche usare l’autotune, ma mi hanno detto che non potevo, perché sono troppo intonato”, ride. “Sento tutti questi nuovi cantanti con delle vocine da bambini: ma servono queste vocine per piacere alle donne?”

Un disco in controtendenza anche sui testi, spiega: “Le mie canzoni hanno poche parole, sono come dei codici che si sedimentano e che ognuno usa come vuole. Io mi lascio andare al flusso, ma sento troppe parole e mi viene voglia di metterne sempre meno”.
È un disco “divertito e divertente”, spiega il filosofo, che parla di relazioni fluide in “L’amore è l’amore” (“Io sono aperto a tutto”, dice), di relazioni di coppia (“La pioggia è la domenica”), del ritrovare il piacere della vita (“Ho ritrovato te”: “Ha un arrangiamento alla Pink Floyd, tanto per fare nomi a caso”, scherza) ma anche lancia bordate a chi vuole un XI fondamento, come nella prima canzone (“Vedo troppa ignoranza in giro”) e all’hate speech dei social (“Tu ce l’hai con me”).

Dal lockdown ai concerti del 2022

“Dal lockdown ho sicuramente ho imparato a lavarmi le mani”, scherza, “Ho imparato che la vita è fragile”, torna serio, per un attimo. “Non è il migliore dei mondi possibili, è quello che c’è”, conclude.

Tra una citazione di Nietzsche, una dello psicologo Galimberti e un riferimento alla psicanalisi, Vasco torna al presente al futuro dei concerti: “Abbiamo lanciato il cuore oltre l’ostacolo, abbiamo riprogrammato e aggiunto nuove date per il 2022. L’anno prossimo cominciamo prima, a fine maggio, andiamo in tutta l’Italia, vogliamo venire a suonare a casa vostra”.

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