Dai Mambassa al cinema e ritorno: Stefano Sardo racconta "Una relazione"

Il leader della band piemontese, autore di importanti film e serie TV, debutta come regista con un film con molto musica e con Guido Caprino nel ruolo del suo alter ego: un video in esclusiva
Dai Mambassa al cinema e ritorno: Stefano Sardo racconta "Una relazione"

"Non perdere tempo ad ascoltare dischi minori", dice ad un certo punto Tommaso Scorza, il protagonista del film "Una relazione", ad una sua fan. Scorza è il leader di una band che ha un seguito di culto, ma la sua carriera da musicista si è arenata: da Torino si è trasferito a Roma e sbarca il lunario componendo colonne sonore e sta con Alice, che fa l'attrice. Tommaso Scorza è l'alter ego di Stefano Sardo, leader dei Mambassa - storica band piemontese che i lettori di Rockol ricorderanno bene.

Nella vita reale Sardo da tempo fa lo sceneggiatore per TV (la serie "1992" per Sky) e cinema (ha lavorato con Salvatores e scritto il recente film "Il divin codino" su Baggio). "Una relazione" è il suo primo film da regista, ed è un racconto dai diversi piani di lettura.

Da un lato è una storia d'amore: quella tra Scorza (Guido Caprino) e Alice (Elena Radonicich), che dopo 15 anni decidono di lasciarsi in maniera amichevole, tra mille  difficoltà e tra lo stupore degli amici che ritenevano la coppia una certezza. Ma dall'altro è una storia dove la musica non è solo commento, ma anche protagonista. Oltre a Sardo, il film è firmato da Valentina Gaia, co-autrice del film e del libro omonimo (uscito per Harper Collins): è anche lei musicista, ha un album, "Picnic to club", pubblicato nel 2020 per INRI e compare con un cameo nel film; tra le amiche di Alice nel film c'è la cantautrice Thony. E ci sono ovviamente le canzoni dei Mambassa, a partire da "Una relazione", originariamente contenuta in "Non avere paura" (2015): nel film viene cantata da Caprino.

"Tommaso Scorza è un musicista piemontese trasferitosi a Roma: la grande differenza fra me e lui è che io sono sceso a Roma per fare lo sceneggiatore, ed è come se avessi lasciato la mia vita musicale a Torino, a cui ogni tanto facevo ritorno per registrare dischi sempre più saltuari. Tommaso invece lascia la band e va a Roma con un progetto solista battezzato col suo cognome, SCORZA, appunto, nel quale viene accompagnato dal suo storico bassista nonché migliore amico, Rocco", racconta Sardo a Rockol. "Diciamo che Tommaso è un po’ una mia sliding door: quello che sarei potuto diventare se avessi continuato a fare il musicista. Anche la sua strada a un certo punto incrocia il cinema, ma lo fa da compositore di colonne sonore, non da sceneggiatore e adesso regista, come è successo a me".

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Un film agrodolce, come le canzoni dei Mambassa e quella che appunto dà il titolo al film e al romanzo: "Per tutta la vita Scorza - come me - ha composto canzoni happysad, musica non troppo cupa ma testi sempre mai troppo positivi, specie per quanto riguarda le canzoni d’amore. I Mambassa hanno in repertorio un sacco di love song un po’ malinconiche, tra le quali spicca per contrasto 'Una relazione' (che non a caso ha lo stesso titolo del film e del romanzo), che è una delle rarissime canzoni romantiche del nostro repertorio", continua Sardo.

"Questa sua peculiarità mi ha spinto a credere che avrei potuto darle un ruolo importante nel film, il segno di una svolta in una storia segnata dalle incertezze dei sentimenti. È una ballad atipica, che non ha la solita struttura strofa ritornello strofa ritornello bridge. La sua struttura è tipo A B A, dove il B è un unico ritornello in crescendo. È un brano interessante perché sembra molto classico, invece è costellato di scelte atipiche. Penso che Guido gli abbia conferito una sorta di classicità, interpretandolo. È tutta la vita che sogno di scrivere canzoni per altri, questa possibilità stavolta me la sono commissionata da solo".

"Una relazione" è una bella e delicata opera prima, intrisa d'amore per il racconto e per la musica. In una delle canzoni più belle dei Mambassa, Sardo si definiva "il cronista" ("Non si parla mai di me/nelle storie che non smetto mai di scrivere/quello che succede intorno a me/non lo vivo ma mi limito a descrivere"). Questa volta non si limita a descrivere ma mette in scena se stesso e le storie di una generazione di 40enni che ancora cerca di capire il proprio posto nel mondo.
Il film, dopo essere stato presentato a Venezia ed essere passato in sala a metà settembre, è ora visibile su Prime Video.

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