Come fu realizzata la copertina di "Wish you were here" dei Pink Floyd?

La storia dello scatto e dei due uomini che si prestarono all'operazione, che rese celebre l'album del 1975 della leggendaria rock band.
Come fu realizzata la copertina di "Wish you were here" dei Pink Floyd?

L'album non è solamente uno dei più iconici tra tutti quelli incisi dalla leggendaria band britannica, dall'esordio con "The piper at the gates of dawn" all'ultimo "The endless river", passando per "Atom heart mother", "The dark side of the moon" e "The wall", ma anche uno dei dischi più amati della storia del rock.

"Wish you were here" uscì a due anni di distanza dallo stesso "The dark side of the moon", nel settembre del 1975: cinque pezzi, due sul lato a e tre sul lato b, per un totale di quarantaquattro minuti di musica tra rock progressivo e art rock. Da "Shine on you crazy diamond" alla title track "Wish you were here": l'assenza che impregna i brani è stata ricollegata più volte a quella dell'ex membro Syd Barrett, allontanato dalla band a causa del declino mentale causato (anche) dagli acidi. Ma è anche e soprattutto per la copertina che "Wish you were here" viene considerato celebre, tra i fan dei Pink Floyd e gli amanti del rock. Come fu realizzata?.

L'immagine ha per protagonisti due uomini - presumibilmente d'affari - in giacca e cravatta, che si stringono la mano mentre uno dei due brucia. La copertina dell'album fu realizzata dal fotografo Aubrey "Po" Powell, socio di Storm Thogerson - collaboratore dei Pink Floyd - allo studio Hipgnosis: venne scattata tra i capannoni degli studi della Warner Bros. a Los Angeles, in California.

Per realizzare l'opera vennero reclutati due stuntmen, Ronnie Rondell e Danny Rogers. La copertina fu ispirata dall'idea che le persone tendono a nascondere i propri reali sentimenti per paura di rimanere "scottati". Rondell avrebbe interpretato l'uomo in fiamme. Per proteggersi dal fuoco, indossò uno strato ignifugo sotto la giacca e i pantaloni eleganti e una parrucca. Ma il vento, quel giorno, soffirava nella direzione sbagliata e al momento di scattare la foto le fiamme gli bruciarono i baffi.

Le lavorazioni vennero fermate per qualche istante. Poi i due stuntmen cambiarono posizione: Rondell si mise al posto di Rogers, e viceversa. E la foto venne scattata con successo.

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Ronnie Rondell, classe 1937, all'epoca aveva 38 anni. Oggi è ancora vivo e di anni ne ha 84. Nel corso della sua carriera da stuntman, cominciata negli Anni '50 con alcune commedie americane come "Ma and Pa Kettle at the fair", ha partecipato alle riprese di film della saga di "Star Trek", a "Una cascata di diamanti" della saga di 007, ma anche a serie tv come "Charlie's Angels" e "Dynasty". Danny Rogers, invece, è scomparso lo scorso 2 marzo a causa di un tumore: in oltre quarant'anni di carriera ha partecipato a film come "Titanic", "Fast & the Furious" e "Pearl Harbor".

Il fotografo Aubrey "Po" Powell è ancora vivo e ha 74 anni. Oltre ai Pink Floyd ha lavorato anche con Led Zeppelin, Paul McCartney, Yes, Genesis, Emerson, Lake & Palmer, Scorpions e Black Sabbath.

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