Il senso di Elvis Costello per il concetto di ‘plagio’ nel rock

Il cantautore britannico interviene nel dibattito tra Courtney Love e Olivia Rodrigo: ‘E’ così che funziona…’
Il senso di Elvis Costello per il concetto di ‘plagio’ nel rock

Si può parlare di “plagio”, nel mondo del rock? La discussione, nata sostanzialmente con il genere - basti pensare alle numerose vertenze affrontate dai Led Zeppelin nel corso della loro carriera, la più celebre delle quali è forse quella che riguarda uno dei brani più popolari del gruppo, “Stairway to Heaven”, ancora in corso - è tornata d’attualità, nelle ultime ore, grazie a Courtney Love: la già leader delle Hole ha accusato la collega Olivia Rodrigo di averle “rubato” l’idea per la copertina del suo nuovo album, “Sour”, che secondo la vedova di Kurt Cobain ricorderebbe troppo da vicino quella di “Live Through This”, album pubblicato dalla formazione di “Malibu” nel 1994.

La presenza troppo ingombrante delle fonti di “ispirazione” nella nuova fatica della popstar californiana non riguarderebbe tuttavia solo l’artwork dell’album. Un utente di Twitter ha ravvisato somiglianze tra "Brutal", la traccia di apertura del disco di Rodrigo, e “Pump It Up”, brano di Elvis Costello incluso nell’album - realizzato dal cantautore britannico con gli Attractions - “This Year's Model” del 1978.

“Poche cazzate”, ha twittato Billy Edwards: “La prima canzone del disco è rubata direttamente a Elvis Costello”.

“Per me non c’è nessun problema, Billy”, ha risposto direttamente l’artista: “E’ così che funziona il rock and roll. Prendi i pezzi rotti di un’altra emozione e ne fai un giocattolo nuovo di zecca. L’ho fatto anch’io”.

Costello, come caso di scuola, cita “Subterranean Homesick Blues”, classico di Bob Dylan pubblicato nel 1965 all’interno del quinto album di studio del cantautore premio Nobel per la Letteratura “Bringing it All Back Home”, e "Too Much Monkey Business", canzone scritta da Chuck Berry e pubblicata dalla Chess Records nove anni prima, nel 1956:

Il brano di Dylan, considerato una pietra miliare non solo nella carriera del proprio autore ma nella storia del rock, è stato evidentemente influenzato da quello di Berry, così come “Subterranean Homesick Blues” - per stessa ammissione di Peter Buck - ha influenzato uno dei brani più popolari dei R.E.M., "It's the End of the World as We Know It (And I Feel Fine)" del 1987:

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