Gli Offspring accusati dalla PETA di “sfruttamento di animali” per il loro nuovo video

La clip incriminata è quella del singolo “We never have sex anymore”, tratto dal nuovo album di Dexter Holland e soci
Gli Offspring accusati dalla PETA di “sfruttamento di animali” per il loro nuovo video

Ieri, 13 maggio, gli Offspring hanno presentato il video del loro ultimo singolo, intitolato “We never have sex anymore” e tratto dal nuovo album di Dexter Holland e soci, “Let the bad times roll” (leggi qui la nostra recensione), uscito lo scorso 16 aprile. Un giorno dopo la pubblicazione della clip la PETA, l’organizzazione no-profit a sostegno dei diritti degli animali, ha accusato la formazione di Garden Grove di “sfruttamento di animali” per la presenza di due scimpanzé nel filmato.

Attraverso un comunicato stampa - ripreso e pubblicato da “Consequence of Sound” - l’associazione animalista ha condannato la decisione della band di “Smash” di includere due scimpanzé nel video di “We never have sex anymore” - riportato di seguito e ancora disponibile sul canale YouTube ufficiale del gruppo -, che vede i due animali protagonisti nei panni di una coppia sposata che dopo anni di matrimonio ha perso la scintilla, e ha informato di aver inviato una lettera direttamente al frontman degli Offspring.

“Oggi la PETA ha inviato una lettera al cantante leader degli Offspring Dexter Holland con la richiesta di ritirare immediatamente il video musicale di ‘We never have sex anymore’, a causa del vergognoso sfruttamento da parte del gruppo degli scimpanzé”, recita l’inizio della nota stampa.

Si legge poi: “Nella clip i due scimpanzé sono vestiti e costretti su set caotici, tra cui uno che ricorda uno strip club dove uno degli animali è ripreso intento a bere, interagire con le ballerine e dimenarsi intorno a un palo sotto luci accecanti”. E ancora: “Secondo quanto riferito, i primati sono stati forniti dalla Steve Martin's Working Wildlife, un noto gruppo di addestramento che è stato citato numerose volte dal Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti d'America per violazioni della legge federale sulla protezione degli animali, tra cui il rinchiudere gli scimpanzé in ‘alloggi notturni’ angusti e spogli fino a 18 ore al giorno e il non fornire agli animali un adeguato riparo dagli agenti atmosferici, non garantendo un’adeguata ventilazione, delle gabbie pulite e un’alimentazione adeguata. PETA - il cui motto recita, in parte, che ‘gli animali non sono nostri da usare nell’intrattenimento' - osserva che le ripercussioni di questo video musicale potrebbero essere disastrose. Non solo normalizza la mancanza di rispetto e lo sfruttamento dei primati altamente intelligenti e sensibili, ma può anche aumentare la domanda del mercato nero di grandi scimmie in via di estinzione come ‘animali domestici’, che è una delle cause principali che li spingono verso l’estinzione”.

In una dichiarazione riportata sempre da “Consequence of Sound”, Lauren Thomasson, senior manager della divisione Animals in Film and Television di PETA, pur sottolineando l’importanza degli Offspring, ha affermato:

“Ci sono un sacco di cose che ci mancano degli anni ’90, ma lo sfruttamento degli animali non è tra queste. Ogni minuto in cui il video degli Offspring rimane online, rischia di legittimare un'industria crudele, sostenere il commercio di animali esotici e annullare anni di lavoro di difesa degli animali che ha quasi messo fine all'uso degli scimpanzé a Hollywood”.

La più recente prova sulla lunga distanza della formazione californiana, la decima nella carriera di Dexter Holland e soci, è arrivata sui mercati a distanza di 9 anni dal precedente album degli Offspring, “Days go by” del 2012.  “Sembra strano pubblicare un disco nel bel mezzo di una pandemia, vero? Abbiamo fatto passare diverso tempo tra un disco e l’altro, e dopo tutti questi anni abbiamo deciso di aspettare fino alla pandemia!”, ha raccontato a Rockol, a margine di una videointervista, il frontman della band statunitense spiegando come mai, dopo diverso tempo, per il gruppo questo era il momento giusto per pubblicare un nuovo disco.

Ha aggiunto: “Per noi, questo era il momento giusto per pubblicare “Let the bad times roll” perché negli ultimi anni sono successe davvero tante cose. C’erano una serie di cose di cui volevamo scrivere, argomenti importanti di cui volevamo parlare: dipendenza, disordini sociali, e tutto ciò che accade nel mondo. E con la pandemia, il titolo ‘Let the bad times roll’ è diventato anche lo slogan perfetto per questi tempi”.

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