Fedez, il Primo Maggio, la RAI, le polemiche: perché hanno sbagliato tutti

Però, per favore, non facciamo del rapper un martire della libertà di parola
Fedez, il Primo Maggio, la RAI, le polemiche: perché hanno sbagliato tutti

Avete probabilmente letto qui e qui quanto è accaduto la sera del primo maggio durante il concerto trasmesso dalla RAI (relativamente al segmento trasmesso dalle 20 alle 23.35 su Rai Tre).
I fatti, comunque, sono questi, in sintesi.

Invitato a far parte del cast del concerto, la cui trasmissione è prevista in diretta RAI, promosso dai sindacati CGIL CISL e UIL e organizzato da iCompany, Fedez informa la produzione della sua intenzione di inserire nei 15 minuti della sua esibizione un intervento parlato (regolarmente inserito in scaletta: "monologo 2'30").
Già nel pomeriggio iniziano a rincorrersi le voci di problemi relativi al contenuto del monologo, che - dopo una prima parte in cui il rapper si rivolge, con un (abbastanza irrispettoso, ma anche un po' ridicolo) "caro Mario" al Presidente del Consiglio, invitandolo a provvedere a interventi a sostegno del mondo dello spettacolo - prende una piega del tutto diversa, quando Fedez prende posizione con molta vivacità sulla questione del disegno di legge Zan.

Lo fa nominando sia il relatore del decreto, sia numerosi altri esponenti politici che hanno espresso pubblicamente la loro opposizione alla legge Zan.
La RAI, si dice nel pomeriggio, ha chiesto di visionare il testo del monologo e ha ritenuto inopportuno che Fedez nominasse pubblicamente alcuni esponenti politici in diretta televisiva, chiedendogli di rinunciare a farlo.
Da qui in avanti, la vicenda si è dipanata così come abbiamo raccontato nei nostri articoli riportati all'inizio.

In questa faccenda mi pare che tutti abbiano sbagliato.

Ha sbagliato Fedez, che ha pensato di essere a un suo concerto privato (o su un social) e quindi di poter dire tutto quello che vuole senza considerare che la sua esibizione sarebbe stata trasmessa in diretta da una rete del servizio pubblico, e che - lo dico pur con molta simpatia personale per lui - ha pensato di rivestire i panni del demagogo sfidando la richiesta della RAI di non dare corso alla lettura della seconda parte del suo monologo.

Ha sbagliato l'organizzazione, che ha accettato di inserire formalmente in scaletta un intervento del tutto estraneo alle tematiche del lavoro che costituiscono il senso della "narrazione" del concerto del Primo Maggio.

Ha sbagliato la RAI, che - essendone del tutto legittimata - avrebbe potuto tranquillamente rifiutarsi di diffondere il monologo di Fedez, nella parte non accettabile secondo il parere della direzione di Rai Tre.
Anche perché non stiamo parlando di un seno semiscoperto fatto lampeggiare a sorpresa al termine di una canzone, come ha fatto Chadia Rodriguez, ma di un testo declamato con preavviso. Prima di continuare a leggere i fogli che si era preparato, Fedez ha annunciato: “Adesso, però, arriva la parte forte. Questa di prima era quella approvata”.

Un'azienda seria, a questo punto, avrebbe dovuto interrompere la diretta, se davvero fosse stata convinta che la sua richiesta a Fedez di non fare i nomi di esponenti politici avesse fondate e valide ragioni.
La RAI non l'ha fatto, rinunciando a prendersi le proprie responsabilità, e scaricando su Fedez tutto il rischio di conseguenze anche legali (ci sarà pure un contratto, da qualche parte, fra Fedez e l'organizzazione del concerto del Primo Maggio, nel quale si specifichi cosa può e cosa non può fare un ospite sul palco; e anche la diffusione pubblica via social di una telefonata privata registrata - oltretutto "montata" per conservarne solo alcune parti - è senz'altro scorretta, e non mi pare un'azione del tutto lecita).

A proposito di "ospite", Fedez si è assunto "tutte le responsabilità e le conseguenze" di ciò che avrebbe detto o fatto, e viva il coraggio. Ma, ospite in casa d'altri (l'organizzazione del concerto), avrebbe dovuto - secondo me - comportarsi da ospite beneducato, che non fa la pipì sul tappeto del salotto, soprattutto se gli è stato chiesto esplicitamente di non farla. 

Non facciamo di Fedez un martire della causa in cui crede: a Fedez non mancano certo le tribune per far conoscere le sue legittime opinioni, e alla tribuna del concerto del Primo Maggio poteva anche rinunciare, magari facendo sapere che aveva rinunciato e diffondendo in altro modo il testo ritenuto non consono dalla RAI (testo che così avrebbe avuto comunque una grande diffusione). Da questo comportamento scortese potrà forse rimediare un ostracismo da RAI Tre, o al massimo - se la RAI non fosse quel baraccone sgangherato che è - dalla RAI tutta. Le altre reti, La7 in testa, sono già lì che lo aspettano per dargli tutti gli spazi che chiederà, e anche di più.

Purtroppo domani (per me che scrivo: oggi, per voi che leggete) su questa faccenda toccherà sentirne dire e leggerne di tutti i colori: non solo da supporter ideologici o politici o giornalistici di uno o dell'altro schieramento, ma anche da parte di chi avrà trovato vuoi opportuno, vuoi del tutto fuori contesto, l'attacco al Vaticano pronunciato da Fedez. 

L'unica conseguenza positiva che mi augurerei potesse avere il gran casino che inizierà fra poche ore sarebbe la definitiva abolizione del Concerto del Primo Maggio: un rituale ormai svuotato di senso del quale, in futuro, farei molto volentieri a meno.

Franco Zanetti
 

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