Quando Franco Califano scriveva per altri cantanti

Otto anni fa ci lasciava, all'età di 74 anni, il Califfo della canzone italiana.
Quando Franco Califano scriveva per altri cantanti

Il 14 settembre del 1938 nasceva, a bordo di un aereo in volo su Tripoli (Libia), allora colonia italiana, uno dei più importanti cantautori della musica italiana, Franco Califano. Sarebbe morto il 30 marzo 2013, all'età di 74 anni, dopo una lunga malattia, ad Acilia, Roma.

Franco Califano ha debuttato discograficamente nel 1972 con l'album "'N bastardo venuto dar sud", mentre il suo ultimo disco, il ventottesimo in studio, "C'è bisogno d'amore", risale al 2009. Sono davvero moltissime le canzoni che ha scritto per sé e per altri. A seguire trovate alcuni grandi successi firmati dal 'Califfo' portati al successo da altri interpreti.

"E la chiamano estate": Califano scrisse la canzone insieme a Bruno Martino, che la pubblicò nel 1965 come lato a di un 45 giri sul cui lato b era presente "La ragazza di Ipanema". In un primo momento la canzone non riuscì ad ottenere i risultati sperati: oggi è considerata un classico della canzone italiana.

"La musica è finita": il testo della canzone venne scritto da Califano insieme a Nicola Salerno (ossia Nisa), le musiche vennero invece composte da Umberto Bindi. La canzone venne interpretata per prima da Ornella Vanoni, che la presentò - in coppia con Mario Guarnera - al Festival di Sanremo 1967: "La musica è finita" si piazzò al quarto posto nel Festival passato alla storia per la morte di Luigi Tenco. Nel corso degli anni, diversi artisti italiani hanno reinterpretato il brano: tra questi anche Mina e Renato Zero. Curiosità: Robert Plant, il cantante dei Led Zeppelin, all'inizio della sua carriera ne incise una versione in lingua inglese, "Our song".

"Una ragione di più": nel 1969 Califano torna a collaborare con Ornella Vanoni. E lo fa scrivendo insieme alla cantante, e insieme a Luciano Beretta, a Mino Reitano e a Franco Reitano questa canzone, originariamente interpretata dalla stessa Vanoni. Califano firmò anche il lato b del 45 giri, "Quando arrivi tu", insieme a Mauro Pagani e al Maestro Grieco.

"In questa città": tra il 1966 e il 1967 Franco Califano fa conoscenza, nei corridoi di una casa discografica, a Milano, di un quartetto composto da due ragazzi e due ragazze, originari di Genova. Il cantautore prende il quartetto sotto la sua ala protettiva, ci vede del potenziale e dà al gruppo anche un nome: i Ricchi e Poveri (perché, secondo lui, erano ricchi di idee ma poveri di soldi). "Era un romanaccio, nel senso buono del termine. Si è messo subito a disposizione e ci ha fatto fare duecento audizioni chiamando tanti produttori: 'I prossimi successi saranno di questi ragazzi', diceva. Franco ci ha aiutati a superare le difficoltà che poi abbiamo incontrato nel percorso", ci ha detto di lui Angelo Sotgiu. Tra i brani firmati da Califano per i Ricchi e Poveri c'è anche "In questa città", scritto insieme a Edoardo Vianello, Giosy e Mario Capuano e portato al successo dal quartetto nel 1970, anno in cui Angela Brambati e compagni lo presentano prima al Cantagiro e poi al Festivalbar.

"Un'estate fa": all'inizio degli anni '70 Franco Califano adatta alla lingua italiana il testo di "Une belle histoire", canzone scritta e originariamente interpretata in francese da Michel Fugain. Il brano, in lingua italiana, viene affidato al gruppo degli Homo Sapiens: il 45 giri esce nel 1972. Nel 1990 Mina inciderà una sua versione della canzone per l'album "Ti conosco mascherina" e due anni dopo anche Califano pubblicherà la sua versione del brano. Il duo dei Delta V, nel 2001, rivisita in chiave moderna la canzone, pubblicandola come singolo e presentandola pure sul palco del Festivalbar.

"Un grande amore e niente più": nel 1973 Peppino Di Capri presenta in gara al Festival di Sanremo questa canzone, scritta insieme a Franco Califano, a Claudio Mattone e a Gianni Wright. "Un grande amore e niente più" vince il Festival di Sanremo, staccando di circa 250 voti "Cime un ragazzino" (interpretata da Peppino Gagliardi) e "Da troppo tempo" (interpretata da Milva), che si piazzano rispettivamente al secondo e al terzo posto. Curiosamente, tra i cantanti in gara al Festival di Sanremo, quell'anno, c'erano anche i Ricchi e Poveri, la "scoperta" del Califfo: il quartetto si piazzò al quarto posto con "Dolce frutto", scritta da Cristiano Minellono e Umberto Balsamo.

"Minuetto": nello stesso anno in cui vince il Festival di Sanremo come autore, Califano cede questo piccolo grande gioiello, con musica scritta da Dario Baldan Bembo, alla voce di Mia Martini. La cantante pubblicò "Minuetto" come singolo nel 1973 (sul lato b c'era "Tu sei così" - entrambi i brani finirono all'interno dell'album "Il giorno dopo"). Successivamente, anche Califano pubblicò una sua versione della canzone.

"Amanti di valore": sempre nello stesso anno, Franco Califano scrive un intero album di Mina. Intitolato, appunto, "Amanti di valore", il disco contiene undici brani i cui testi sono del cantautore romano su musiche di Carlo Pes (che cura gli arrangiamenti insieme a Pino Presti).

"Notti d'agosto": Franco Califano, nel corso della sua carriera, ha scritto anche alcune canzoni interpretate dalle sorelle Loretta e Daniela Goggi. La prima ha interpretato le sue "Notti d'agosto", "Ce stanno altre cose" e "M'ama non m'ama", la seconda ha interpretato "Tu e l'estate". "Notti d'agosto" venne pubblicata da Loretta Goggi nel 1980 come lato a del 45 giri "Notti d'agosto/Nun t'allargà".

"La nevicata del '56": scritto insieme a Carla Vistarini, Massimo Cantini e Luigi Lopez, il brano fu interpretato da Mia Martini, che lo presentò in gara al Festival di Sanremo 1990. La cantante non riuscì a portare alla vittoria la canzone: dovette accontentarsi del Premio della Critica, il terzo conquistato da Mia Martini.

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