Il giorno di dolore di Eric Clapton

Il chitarrista inglese scrisse una canzone per il figlio Conor, scomparso a neppure cinque anni, "Tears in Heaven".
Il giorno di dolore di Eric Clapton

Nel 1985 Eric Clapton conobbe Lory Del Santo e se ne innamorò immediatamente.

Nel settembre 2019, ai microfoni del programma radiofonico di Rai Radio2 ‘I Lunatici’, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, l'attrice raccontò con queste parole il loro primo incontro: "Mi ricordo bene della sera in cui ci siamo conosciuti. Io non sapevo chi fosse, non volevo incontrarlo. E' stata una roba inaspettata. Lui è stato subito molto diretto. Mi ha chiesto di passare con lui la notte. E' stato immediato. C'ero abituata, mi era già successo. Ma un po' di romanticismo non guasta. La sera stessa mi ha chiesto di andare a letto con lui. Io ho detto no, gli ho lasciato il mio numero. Lui mi ha chiamato il giorno dopo. Mi ha detto che era nei paraggi e che passava a salutarmi. E' venuto a casa mia, abbiamo iniziato a parlare, io nel frattempo mi ero documentata su di lui, sul giornale in prima pagina si parlava di lui, ho capito che era molto famoso. Mi si è aperta una scintilla, sono stata più disponibile. E' iniziata così la nostra relazione. Ma ero molto scettica. Non mi piace essere trattata come una cosa usa e getta. Per fortuna non è stato così. Parlava poco, aveva molto da fare, il tempo non era mai molto".

Dalla loro relazione, che non ebbe lunga durata, nacque, il 21 agosto 1986, un figlio: Conor. Il bimbo non avrebbe avuto davanti una lunga vita, trovò tragicamente la morte a New York il 20 marzo 1991, quando non aveva ancora compiuto i cinque anni, cadendo da una finestra aperta da un appartamento al 53esimo piano di un grattacielo dove soggiornava con la madre.

Con il dolore della morte del piccolo Conor nel cuore Eric Clapton scrisse, insieme a Will Jennings, la canzone "Tears in Heaven". Il brano venne incluso nella colonna sonora (composta dal chitarrista inglese) del film 'Rush' diretto dalla regista Lili Fini Zanuck che aveva quali attori protagonisti Jason Patric e Jennifer Jason Leigh.

Will Jennings ha ricordato in una intervista concessa a Songfacts come nacque la canzone: "Io e Eric fummo reclutati per scrivere una canzone per un film intitolato 'Rush'. Ne scrivemmo una, intitolata "Help Me Up" per la fine del film... poi Eric vide uno spazio nel film per un'altra canzone e mi disse, 'Voglio scrivere una canzone su mio figlio'. Eric aveva scritto la prima strofa della canzone, che, per me, è già tutta la canzone, ma voleva che scrivessi le restanti strofe, gli dissi che era troppo personale che avrebbe dovuto scrivere tutto da solo. Lui mi rispose che aveva apprezzato il lavoro che avevo fatto con Steve Winwood e alla fine non ci fu altro che fare come lui aveva richiesto, nonostante la delicatezza del soggetto. Questa è una canzone molto personale e molto triste, ed è unica nella mia esperienza di scrittura di canzoni". Una volta che il brano venne scritto Clapton non era così certo di volere che venisse pubblicato. A convincerlo a recedere da questo proposito, come spiegò lo stesso Clapton, pensò la regista del film, Lili Zanuck. "La sua tesi era che, in qualche modo, avrebbe potuto aiutare qualcuno, questa cosa mi convinse."

La canzone divenne la più venduta di Eric Clapton negli Stati Uniti e raggiunse la posizione numero due della classifica di vendita. In realtà il chitarrista britannico, nel settembre 1974, fece ancora meglio conquistando il primo posto con "I Shot the Sheriff", ma quella era una cover di una canzone di Bob Marley. "Tears in Heaven", nel 1993, si aggiudicò tre Grammy Awards nelle categorie migliore performance vocale pop maschile, canzone dell'anno e registrazione dell'anno. Oltre che nella colonna sonora di 'Rush' "Tears in Heaven" venne pubblicata anche nell'album acustico dal vivo pubblicato nel 1992, "Unplugged".

Nel marzo 2004, Eric Clapton smise di suonare in concerto sia "Tears in Heaven" che "My Father's Eyes". Scoprì che non poteva più suonarle durante un suo tour in Giappone nell'inverno del 2003. "Non ho più sentito la perdita, che è una parte molto importante dell'esecuzione di quelle canzoni. Io devo davvero connettermi con i sentimenti che c'erano quando le ho scritte. Sono quasi spariti e non voglio davvero che ritornino. La mia vita è diversa ora. Probabilmente hanno solo bisogno di una pausa e forse le eseguirò da un punto di vista più distaccato."

Nella sua autobiografia del 2007 Eric Clapton scrisse così di queste canzoni: "La più potente delle nuove canzoni è "Tears in Heaven".

Musicalmente, sono sempre stato ossessionato dalla canzone di Jimmy Cliff "Many Rivers to Cross" e volevo prendere in prestito quella progressione di accordi, ma essenzialmente la scrissi per farmi la domanda che mi ponevo da quando mio nonno era morto. Ci incontreremo davvero un'altra volta? È difficile parlare in profondità nelle canzoni, ecco perché sono canzoni. La loro nascita e il loro sviluppo sono ciò che mi ha tenuto in vita durante il periodo più buio della mia vita. Quando provo a tornare indietro a quel tempo, per ricordare il terribile torpore in cui vivevo, mi ritraggo dalla paura. Non voglio mai più passare attraverso qualcosa del genere. In origine, queste canzoni non erano destinate alla pubblicazione o al consumo pubblico, le avevo scritte per evitare di impazzire. Le suonavo per me stesso, più e più volte, cambiandole o perfezionandole costantemente, finché non sono diventate parte del mio essere".

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