Welcome to the "Hotel California": significato e storia della canzone degli Eagles

La band statunitense pubblicò il brano come singolo nel febbraio 1977.
Welcome to the "Hotel California": significato e storia della canzone degli Eagles

Negli Stati Uniti gli Eagles sono delle vere e proprie leggende. Lo sono anche nel resto del mondo, ma in misura minore. La loro leggenda è frutto di un pugno di album, sei per la precisione, pubblicati negli anni Settanta (più uno, "Long Road Out of Eden", pubblicato nel 2007). Sono molte le canzoni della band basata in California che hanno scritto la storia: una su tutte, "Hotel California". Il brano è la title track del quinto album degli Eagles pubblicato nel dicembre 1976 ed uscì quale singolo il 22 febbraio 1977.

La canzone è firmata dai tre componenti degli Eagles Don Felder, Glenn Frey e Don Henley. L'idea musicale per la canzone venne a Don Felder. Nel suo libro 'Heaven and Hell: My Life in The Eagles' racconta di avere avuto l'idea mentre suonava in spiaggia. "Avevo da poco affittato questa casa sulla spiaggia di Malibu, credo fosse intorno al '74 o al '75. Ricordo di essermi seduto in soggiorno, con tutte le porte spalancate in una spettacolare giornata di luglio. Avevo questa dodici corde acustica, iniziai a suonarci qualcosa e vennero fuori gli accordi di "Hotel California". Ogni tanto qualcosa di grande ti cade in grembo." Poi don Henley e Glenn Frey, lo aiutarono a finirla ed Henley scrisse il testo. Felder ha spiegato che la registrarono circa un anno dopo aver fatto il demo. Durante la seduta in studio iniziò a improvvisare la parte di chitarra. Henley lo bloccò e gli chiese di farla esattamente come la fece per il demo, così dovette chiamare la moglie per fargli ascoltare la cassetta demo al telefono in modo che Felder potesse ricordare come l'avesse suonata la prima volta.

Il significato del brano ha sollevato più di una ipotesi, ma venne spiegato con chiarezza da Don Henley al London Daily Mail nel novembre del 2007: "Alcune delle interpretazioni più ardite di quella canzone sono state sorprendenti. In realtà parlava degli eccessi della cultura americana e di certe ragazze che conoscevamo. Ma era anche sul difficile equilibrio tra arte e commercio." Lo ribadì qualche giorno più tardi, ospite nel programma televisivo '60 Minutes': "È una canzone sul ventre oscuro del sogno americano e sugli eccessi in America". Mentre nel documentario 'History of the Eagles' del 2013, Henley variò un poco la sua risposta: "È una canzone su un viaggio dall'innocenza all'esperienza".

Il nome dello stato della California viene preso a prestito per il titolo, ma in realtà nessuno della formazione degli Eagles che pubblicò l'album era californiano.

In una intervista concessa a Songfacts il chitarrista Don Felder ha spiegato: "Quando guidi a Los Angeles di notte, si possono vedere il bagliore dell'energia e le luci di Hollywood e di Los Angeles per cento miglia nel deserto. E all'orizzonte, mentre ci entri, ti iniziano a venire in mente tutte queste immagini della pubblicità che conosci sulla California. In altre parole, le stelle del cinema, le star di Hollywood Boulevard, le spiagge, i bikini, le palme, iniziano a passarti per la mente tutte quelle immagini a cui la gente pensa quando pensa alla California". Don Henley semplificò il concetto di Felder in questo modo: "Eravamo tutti ragazzi della classe media del Midwest. L'Hotel California era la nostra interpretazione della bella vita a Los Angeles". Mentre Glenn Frey usò queste parole per spiegare "Hotel California": "Quel disco esplora il ventre del successo, il lato più oscuro del paradiso. Che era più o meno quello che stavamo vivendo a Los Angeles in quel momento. Quindi è diventato una metafora per il mondo intero e per tutto ciò che sai . E abbiamo deciso di trasformarlo in Hotel California. Quindi con un microcosmo di tutto ciò che accade intorno a noi.".

Il testo della canzone venne spesso travisato o mal compreso. Ad esempio, l'immagine descritta con le parole "Warm smell of colitas" ('caldo profumo di colitas') è spesso interpretata come un'espressione ripresa da uno slang a sfondo sessuale oppure quale riferimento alla marijuana. Don Felder, sempre a Songfacts, disse al proposito: "La colitas è una pianta che cresce nel deserto e fiorisce di notte che possiede un odore pungente, quasi puzzolente. Don Henley ha composto molto del testo di quella canzone e tirò fuori colitas." A proposito delle parole presenti nelle loro canzoni Felder aggiunge: "Quando proviamo a scrivere i testi, cerchiamo di scrivere dei testi che tocchino più sensi, cose che puoi vedere, annusare, assaggiare, sentire. "I heard the mission bell" ('ho sentito la campana della missione') oppure "the warm smell of colitas" parla di essere capaci di mettere in relazione qualcosa attraverso l'olfatto. Proprio questo genere di cose."

Glenn Frey ha paragonato questa canzone a un episodio di 'The Twilight Zone', dove si salta da una scena all'altra, senza che necessariamente ci sia un senso. Ha affermato che il successo della canzone viene dalla gente che si è creata una storia nella propria testa basata sulle immagini. La frase "They stab it with their steely knives but they just can't kill the beast" ('Lo pugnalano con i loro coltelli d'acciaio ma non riescono a uccidere la bestia') è un riferimento agli Steely Dan. Le band condividevano il medesimo manager, Irving Azoff, e avevano un'amichevole rivalità. L'anno precedente infatti, gli Steely Dan inserirono la frase "Turn up the Eagles, the neighbors are listening" ('Alza il volume degli Eagles, i vicini stanno ascoltando') nella loro canzone "Everything You Did".

Quella di "Hotel California" è quindi una metafora, ma molte sono le leggende metropolitane fiorite sul 'vero' Hotel California. Alcuni sostengono che sia una vecchia chiesa rilevata da adoratori del diavolo, altri un ospedale psichiatrico, altri ancora una locanda gestita da cannibali oppure la villa dello scrittore esoterista britannico Aleister Crowley, in Scozia.

La musica della canzone potrebbe essere stata ispirata dal brano pubblicato dai Jethro Tull nel 1969, "We Used to Know", presente nel loro album "Stand Up".

Le progressioni di accordi sono quasi identiche ed inoltre le due band andarono in tour insieme prima che gli Eagles iniziassero i lavori di "Hotel California". In un'intervista radiofonica concessa alla BBC, il frontman dei Jethro Tull Ian Anderson disse, sorridendo, che stava ancora aspettando di incassare le royalties per i diritti d'autore. In una intervista con Songfacts Anderson, chiarì che non pensa che "Hotel California" abbia 'rubato' qualcosa da "We Used to Know": "È difficile trovare una sequenza di accordi che non sia stata utilizzata e che non sia il focus di molti brani. (.) E' quasi una certezza matematica che prima o poi ti ritrovi con la stessa cosa se ti siedi a strimpellare qualche accordo su una chitarra. Io non provo amarezza o senso di plagio, anche se a volte alludo, in modo scherzoso, a ritenerlo come una sorta di tributo".

Don Felder ha spiegato come la canzone finì per essere pubblicata come singolo: "Quando finalmente abbiamo finito tutto l'album, la casa discografica bussò alla porta per avere il disco, perché lo voleva pubblicare.

Eravamo in ritardo di circa quattro mesi sulla consegna del disco, come da contratto. (.) Abbiamo organizzato un party qui a Los Angeles in studio per ascoltare il disco. Dopo "Hotel California", Henley si voltò e disse: 'Questo sarà il nostro singolo.' Negli anni Settanta il formato radiofonico prevedeva una formula, la canzone doveva durare dai tre minuti ai tre minuti e trenta secondi e doveva essere un pezzo dance, un pezzo rock oppure una ballata da sballo. La intro poteva durare solo trenta secondi prima dell'entrata del cantante, così il disc jockey non doveva parlare troppo. "Hotel California" dura sei minuti e mezzo. La intro è di un minuto. Non puoi ballarla. Si ferma a metà quando si ferma la batteria e ha un assolo di chitarra di due minuti alla fine. Ha un formato completamente sbagliato. Quindi dissi, 'Don, penso che ti sbagli. Penso che sia un errore. Non credo che dovremmo pubblicarla come singolo' Lui rispose, 'No, quello sarà il nostro singolo'. E non sono mai stato così felice di aver sbagliato così tanto nella mia vita. Non sai quanto.".

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