L'epopea di Johnny Dorelli al festival di Sanremo

L'interprete di Meda ha partecipato nove volte alla manifestazione canora ligure...e per due volte ha vinto.
L'epopea di Johnny Dorelli al festival di Sanremo

All’anagrafe Giorgio Guidi, nato a Meda, vicino Milano, oggi provincia di Monza e Brianza, il 20 febbraio del 1937, assurto al proscenio con il nome d'arte Johnny Dorelli, è un uomo di spettacolo versatile e sempre garbato, cantante, conduttore televisivo e radiofonico, attore di cinema e di musical: un uomo la cui carriera artistica è sempre stata all’insegna della discrezione e del sorriso. Come cantante, ha avuto il suo periodo di maggiore successo fra la metà degli anni Cinquanta e la metà degli anni Settanta. A fare conoscere le sue doti canore al pubblico italiano sono state le sue partecipazioni al festival di Sanremo.

L'esordio del ventenne Johnny Dorelli al festival di Sanremo avvenne nel 1958 e fu di quelle indimenticabili, per più di un motivo. Innanzitutto perché vinse l'ottava edizione della rassegna canora tenutasi al salone delle feste del Casinò della cittadina ligure. All'epoca si partecipava in concorso in coppia con un altro interprete, e Johnny gareggiò insieme a Domenico Modugno che per l'occasione scrisse (con Franco Migliacci) una delle canzoni di maggior successo di tutti i tempi, "Nel blu dipinto di blu". Dorelli era in gara con altre due canzoni: "Fantastica" con Natalino Otto che giunse decima e "Se tornassi tu...!" in coppia con Giorgio Consolini che non riuscì a qualificarsi per la finale.

Squadra che vince non si cambia. Johnny Dorelli e Domenico Modugno si presentano in gara al festival di Sanremo anche nel 1959. La canzone che interpretano in concorso è un'altro dei molti capolavori scritti da Modugno (questa volta coadiuvato da Dino Verde), "Piove (ciao ciao bambina)". I due replicano il successo dell'anno precedente. E, come accaduto l'anno precedente, Dorelli presentò tre canzoni in gara. "Una marcia in fa" con Betty Curtis giunse in nona posizione, mentre "Partir con te" con Claudio Villa venne eliminata prima della finale.

Johnny non ha ancora compiuto ventitre anni e partecipa per la terza volta consecutiva al festival di Sanremo. Nel 1960 si presenta da campione in carica, ma senza l'abituale partner Domenico Modugno - che quell'anno è in gara insieme a Teddy Reno, per loro un secondo posto nella classifica finale - bensì accoppiato a Jula De Palma. La loro "Notte mia" si piazzerà in decima posizione. Per la cronaca, la vittoria, a mani basse, andò a Tony Dallara e Renato Rascel con "Romantica". Nel 1960 Dorelli era in concorso con un'altra canzone, "Amore senza sole", insieme a Betty Curtis, ma non raggiunse la serata finale.

Johnny si prende un anno di pausa, per tornare per la quarta volta sul palco del festival di Sanremo nel 1962. Sua compare, come già accaduto in precedenza, in questa avventura è Betty Curtis. La canzone che interpretano è "Buongiorno amore" che si meriterà il decimo posto nella classifica finale. Johnny era in gara anche con "L'ombrellone" insieme a Gloria Christian, ma non riesce a qualificarsi per la finale. Per dovere di cronaca si riporta che a vincere il festival quell'anno fu la coppia formata da due pesi massimi della nostra canzone di quel tempo, Domenico Modugno e Claudio Villa, con "Addio...addio".

Dorelli conosce ormai ogni curva della autostrada che va da Milano a Sanremo e si ripresenta in gara anche nel 1963. Insieme a Wilma De Angelis ottiene un ottimo quarto posto con "Non costa niente". L'altro brano che ha in competizione, "Fermate il mondo", insieme a Joe Sentieri, non raggiunge l'obiettivo della finale. A vincere il festival furono Tony Renis e Emilio Pericoli con "Uno per tutte".

Per rivedere Johnny Dorelli sul palco del salone delle feste del Casinò di Sanremo si dovrà attendere fino al 1967. La canzone interpretata in gara da lui e Don Backy, "L'immensità", chiuderà la manifestazione in nona posizione, ma riscuoterà un grandissimo successo a livello di vendite. A imporsi nella competizione sono Iva Zanicchi e Claudio Villa con "Non pensare a me".

Il 1968 è un anno passato alla storia per avere portato venti di cambiamento. Nel piccolo dell'universo Dorelli il cambiamento, o meglio, la novità, nei confronti del festival di Sanremo è data dal fatto che, per la prima volta, l'interprete lombardo non riesce a raggiungere la serata finale, nonostante fosse abbinato a un big quale il cantante canadese Paul Anka con la canzone "La farfalla impazzita". Ad imporsi sono Sergio Endrigo e Roberto Carlos con "Canzone per te".

Forse colpito nell'orgoglio del non essere approdato all'ultima sera, Dorelli torna al festival di Sanremo anche nel 1969, in coppia questa volta con Caterina Caselli. La loro "Il gioco dell'amore" si classificherà in ottava posizione nella classifica finale. A prevalere sulla concorrenza sono Bobby Solo e Iva Zanicchi con "Zingara".

Quella del 1969 per lungo tempo rimarrà l'ultima partecipazione di Johnny Dorelli al festival di Sanremo. Dovranno trascorrere infatti ben 38 anni per rivedere il cantante di Meda in gara nella manifestazione rivierasca. Fino al 2007, quando si mise in gioco con la canzone "Meglio così". All'epoca dichiarò di non amare il clima della gara, ma di esser tornato per aver trovato “la canzone giusta” e convinto dall’entusiasmo della moglie, Gloria Guida. A supportare ulteriormente la sua scelta, la scaramanzia: “Questo Sanremo lo faccio grazie al numero sette, il mio portafortuna. Compio settant’anni, è il 2007, il 7 gennaio ho saputo che la mia canzone era stata accettata, è la cinquantasettesima edizione del Festival. Un sacco di coincidenze”. Il suo brano giunse in sedicesima posizione e il festival lo vinse Simone Cristicchi con "Ti regalerò una rosa".

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