La volta che Kurt Cobain finì in prigione per dei graffiti: il ricordo di Buzz Osborne

Il frontman dei Melvins ricorda la notte in cui Cobain fu arrestato per atti vandalici
La volta che Kurt Cobain finì in prigione per dei graffiti: il ricordo di Buzz Osborne

A margine di un recente evento in streaming tenuto dai Melvins, “Divine Monkeyshines: Valentine’s Day Special”, il frontman della band Buzz Osborne ha ricordato la volta che Kurt Cobain, da adolescente, venne arrestato e mandato in prigione per dei graffiti.

Come raccontato dal cantante e chitarrista del gruppo di “Houdini”, Osborne e Cobain erano molto amici da ragazzi e durante il periodo dell’adolescenza - prima che Kurt formasse i Nirvana - erano soliti andare in giro per Aberdeen, Washington, insieme all'ex batterista dei Melvins Mike Dillard e realizzare graffiti sui muri della città. “Cerchi di pensare a qualcosa che farà esplodere di rabbia tutte le persone”, ha narrato Buzz Osborne spiegando il motivo dietro la realizzazione dei graffiti, prima di rivelare che il suo “tag preferito era ‘God is gay” - frase poi ripresa dai Nirvana e inclusa nel testo della loro canzone “Stay away”, inclusa nell’album “Nevermind” del 1991.

Durante una delle tante avventure adolescenziali di Osborne, Cobain e Dillard, però, non filò tutto liscio. “Eravamo in giro a realizzare graffiti per tutta la città”, ha raccontato Buzz - come ripreso da Ultimate Classic Rock - ricordando la notte in cui Kurt Cobain fu arrestato. Ha continuato: “Abbiamo girato l’angolo di una banca e all’improvviso c’erano poliziotti ovunque. E siamo scappati correndo in direzioni diverse”. Mentre Osborne e Dillard riuscirono a farla franca, Kurt Cobain non fu così fortunato. “All’improvviso abbiamo sentito un rumore dietro l’angolo”, ha narrato Buzz Osborne imitando il rumore di un auto in frenata. Ha poi fatto sapere: “In qualche modo avevano preso Cobain. Come se si stesse nascondendo da qualche parte. Ed è finito in galera”. Secondo quanto raccontato poi da Osborne, a seguito dell’accaduto Kurt trascorse una notte in prigione, che descrisse come un’esperienza “orribile”. 

"In realtà era davvero bravo, se avesse realizzato un dipinto con la vernice spray, sarebbe stato davvero bello", ha detto poi Osborne a proposito di Cobain. "Ma di solito era un umorismo molto cupo il suo e non molto politicamente corretto”. Come segnalato da Ultimate Classic Rock, secondo i verbali della polizia Kurt Cobain venne arrestato a causa di una scritta di vernice spray che recitava “Ain't got no how whatchamacallit”.

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