Ornella Vanoni, un album di inediti a 86 anni: "Perché fermarsi? Bisogna vivere!"

Esce "Unica", prodotto da Mauro Pagani e arrangiato da Fabio Ilacqua
Ornella Vanoni, un album di inediti a 86 anni: "Perché fermarsi? Bisogna vivere!"

Il ricorso, reso necessario dalla situazione pandemica, agli incontri audio/video via Zoom, sta mettendo spietatamente in evidenza i limiti di una formula - quella delle conferenze stampa, in presenza o virtuali che siano - diventata tragicamente obsoleta, se non sostanzialmente inutile. Lo ha dimostrato plasticamente il meeting virtuale nel corso del quale è stato presentato il nuovo disco di Ornella Vanoni, "Unica", in uscita in questi giorni.


Al di là delle consuete difficoltà tecniche ("Mi sentite?", "Non ti vedo", "Devi spegnere / accendere il microfono", "Forse non si è capita la domanda / la risposta"), ciò che rende quasi priva di senso questa modalità è in primo luogo l'incapacità di chi pone le domande a limitarsi, appunto, al proporre una questione in maniera concisa e funzionale. Evidentemente ringalluzziti dal vedersi e dall'essere visti sugli schermi dei computer collegati, i partecipanti non riescono (quasi) mai a risparmiarsi e a risparmiare agli altri le premesse, le considerazioni iniziali, l'esplicitare - spesso in modo reverenziale e pleonasticamente elogiativo - il proprio parere sul disco del quale si dovrebbe parlare. Il che trasforma quella che dovrebbe essere una sessione di domande e risposte in un minuetto francamente irritante, e di scarsa utilità ai fini - che dovrebbero essere invece la priorità - dell'informazione al lettore.


Al quale lettore in sostanza importa poco del come il cronista abbia raccolto le dichiarazioni dell'intervistato; il quale, a sua volta, è poco sollecitato a fornire dichiarazioni illuminanti o almeno interessanti. Questa premessa, del resto, a sua volta (e ne faccio ammenda) interessa poco o nulla a chi legge il resoconto di una conferenza stampa, che, ammesso sia interessato a saperne di più su un disco di un artista, proprio su quel disco, si presume, vorrebbe conoscere informazioni e approfondimenti.
(Il parere di chi scrive è che per questi incontri via Zoom bisognerebbe fissare rigide regole di ingaggio per i partecipanti: non più di trenta secondi a disposizione per chi rivolge la domanda, divieto assoluto di divagazioni personali, e abolizione della presenza in video, sostituita dalla semplice presenza in voce).


Vengo però a riferire quanto si è riusciti a ricavare da un'ora o poco più di incontro virtuale con Ornella Vanoni, protagonista  insieme al suo "Unica", l'album prodotto da Mauro Pagani e arrangiato da Fabio Ilacqua per BMG Rights (qui la nostra intervista a Fabio Ilacqua).
Dino Stewart, che di BMG Rights è il general manager, ha spiegato che la realizzazione del disco è durata due anni di lavoro: "Abbiamo deciso di non fare un disco di duetti o di rivisitazioni di successi del passato, ma un disco di inediti vero e proprio. Con Mauro Pagani stavamo lavorando al doppio disco di tributo a Francesco Guccini, ed è stato naturale proporgli il ruolo di produttore dell'album - quando gliel'abbiamo chiesto gli sono brillati gli occhi" (Pagani aveva lavorato con Ornella Vanoni, insieme a Michelangelo Romano e Sergio Bardotti, alla produzione dell'album "Il giro del mio mondo", nell'ormai lontano 1989).


Mauro Pagani: "È stato interessante ritrovarsi con Ornella, dopo 33 anni. Volevamo realizzare un disco che raccontasse storie, sogni e ricordi, ma calati nell’oggi. Volevamo che arrivasse l’amore, l’energia e quel pizzico di follia, che male non fa. Possiamo dire, con soddisfazione, di esserci riusciti. Tutti i componenti della squadra, a partire dai musicisti, si sono riconosciuti in questo progetto, mettendone a servizio la propria esperienza e sensibilità. Ne è venuto fuori un lavoro dai 'sentimenti limpidi'”.


"La scelta delle canzoni ha portato via molto tempo" ha ripreso Stewart, "sono arrivati tanti brani da tanti autori, da nomi anche importanti, e la scelta finale è stata sempre di Ornella". L'album esce con lo storico marchio della Dischi Ricordi, con il quale Vanoni ha debuttato sessant'anni fa" ("Ornella Vanoni", 13 settembre 1961, conteneva canzoni come "Ma mi" e "Senza fine", in due facciate dedicate l'una alle cosiddette "canzoni della mala" e l'altra a brani di cantautori).


La discontinuità con i lavori precedenti dell'artista - segnatamente con la produzione di Mario Lavezzi - è stata chiesta da BMG: "Io l'avevo riproposto, loro volevano cambiare, io ho acconsentito" ha spiegato Ornella. Sul titolo, invece, è stata raggiunta una mediazione: "Dino Stewart voleva intitolarlo 'Ornella si nasce', come la canzone di Renato Zero e Adriano Pennino che chiude la tracklist; io volevo che il titolo fosse 'Essere Ornella', come citazione del titolo del film 'Being John Malkovich'; ci siamo messi d'accordo su 'Unica'", commenta l'artista. 


La forte presenza nell'album "Unica" di Fabio Ilacqua, che firma gli arrangiamenti e cinque delle undici canzoni (due da solo, tre in coppia con la Vanoni, oltre a duettare con Ornella in "La mia parte") è frutto di un suggerimento di Dino Stewart: "Quando la BMG mi ha parlato di Ilacqua sono andata il giorno dopo a Varese per incontrarlo, ed è nata subito una grande intesa" racconta Ornella. "Lavorare con lui mi è piaciuto molto, era alla sua prima esperienza come arrangiatore e ha fatto un bellissimo lavoro".

 

"Una donna di 86 anni che pubblica un disco di inediti lo fa con timore e con gioia" rivendica la Vanoni. "Cos'è che mi ha spinto? Beh, perché fermarsi, bisogna vivere!", dice.


Nell'album ci sono anche brani firmati da Mauro Pagani (lo strumentale di apertura, "A passo lieve"), Carmen Consoli ("Carezza d'autunno", anche duettata con la cantautrice siciliana), Pacifico da solo ("Inizio") e con Francesco Gabbani ("Un sorriso dentro al pianto"), Giuliano Sangiorgi ("Arcobaleno").
Quasi ovvio, per evidenti ragioni di "notiziabilità", che i primi singoli proposti siano quelli scritti da Gabbani e Sangiorgi, benché (a parere di chi scrive) non siano i più rappresentativi dell'intero lavoro - a quelli preferisco "Isole viaggianti", "Specialmente quando ridi", "Nuda sull'erba" e "Inizio".

L'album uscirà, almeno inizialmente, solo in formato fisico (CD deluxe, con la bonus track di un duetto/dialogo con l'imitatrice e comica Virginia Raffaele, e LP in vinile): "Ci sono artisti che meritano l'ascolto di un album dall'inizio alla fine", dichiara Dino Stewart.


A margine, e su argomenti non tutti strettamente musicali, vanno riferite alcune frasi di Ornella che sicuramente faranno gioco ai titolisti dei quotidiani: 


"Quando penso a come siamo messi in Italia m'incazzo, ma poi mi trattengo sennò mi viene un ictus: non è possibile avere dei non politici al governo".


"Mi piacerebbe rifare un concerto con Gino Paoli, siamo una coppia di sopravvissuti; ma Gino non si alza più dal divano".


"Mi piace fare la pipì nei prati, per questo ho chiesto a Ilacqua di scrivere 'Nuda sull'erba'".


"Io invitata al Festival di Sanremo? E' una notizia dell'ANSA, ma non c'è ancora niente di ufficiale; finché non riceverò un invito formale non c'è niente da confermare - e poi non si sa nemmeno se Sanremo si farà".


Nello sfilacciamento della fase finale dell'incontro via Zoom, durato come già detto oltre un'ora, la Vanoni ha mormorato: "Mi piace, sto seduta qui comoda, vedo le vostre casine, potrei andare avanti fino a stasera".


Grazie, signora, ma anche no...

Franco Zanetti

La tracklist:

1.    A passo lieve     (strumentale)     (di Mauro Pagani)
2.    Specialmente quando ridi     (di Fabio Ilacqua e Ornella Vanoni)
3.    Arcobaleno     (di Giuliano Sangiorgi)
4.    Isole viaggianti     (di Fabio Ilacqua)
5.    Carezza d’autunno con Carmen Consoli    (di Carmen Consoli)
6.    Nuda sull’erba     (di Fabio Ilacqua e Ornella Vanoni)
7.    Tu/Me con Virginia Raffaele     (di Fabio Ilacqua e Ornella Vanoni)
8.    La mia parte con Fabio Ilacqua     (di Fabio Ilacqua)
9.    Inizio     (di Pacifico)
10.   Un sorriso dentro al pianto     (di Francesco Gabbani, Pacifico, Ornella Vanoni)
11.   Ornella si nasce    (di Renato Zero, Adriano Pennino)

12.    Un thè dietro allo specchio con Virginia Raffaele     (bonus track solo nel CD DELUXE ltd. edition)
 

I musicisti:

Pianoforte, sintetizzatori, tastiere, percussioni, programmazioni, organo, piano elettrico, glockenspiel, cori: Fabio Ilacqua

Batteria: Elio Rivagli
Basso: Massimiliano Gelsi
Chitarre, Ukulele: Luca Colombo
Pianoforte, piano elettrico, organo: Fabio Gianni
Tromba: Daniele Moretto
Sax contralto, clarinetto, flauti: Gabriele Comeglio
Sax tenore, flauti: Giulio Visibelli
Trombone: Andrea Andreoli
Flauti: Gabriele Comeglio – Giulio Visibelli
Percussioni: Alex Battini de Barreiro - Giuseppe Salvadori
Fisarmonica: Walter Porro
Archi: Quartetto Edo Dea Ensemble
 

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