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Quando Neil Peart cambiò la storia dei Rush

Dopo il primo album avvenne un cambio di formazione nella band canadese.

Nell'estate del 1968, a Toronto, in Canada, il chitarrista Alex Lifeson, il batterista John Rutsey e Jeff Jones danno vita a una band. Jones, cantante e bassista della formazione, segna il passo solo qualche mese più tardi. Il suo posto nel gruppo verrà preso da Geddy Lee. La band non conosce il significato della parola serenità. Sorge qualche incomprensione, qualche lite, anche un cambio di nome solo nell'autunno del 1969 il terzetto finalmente trova un suo equilibrio e si stabilizza, adottando definitivamente il nome Rush. Il primo singolo, una cover di "Not Fade Away" di Buddy Holly, viene pubblicato nel 1973, l'anno seguente esce il primo album: "Rush".

Il trio di Toronto dopo un lustro di rodaggio pare aver imboccato la strada giuta per fare della musica una professione. Ma Rutsey, dopo il primo album, esce dal gruppo. I motivi per questa decisione sembrano risiedere nel suo stato di salute (principalmente problemi legati al diabete) e a una differente veduta artistica. Non si potrà mai sapere come sarebbero andate le cose per i Rush se non avesse mai lasciato la band, si sa però cosa è accaduto con il nuovo batterista Neil Peart. Sulle prime, il frontman dei Rush, Geddy Lee, come da lui dichiarato nel documentario sulla band del 2010 'Beyond the Lighted Stage', non ebbe una grande opinione di Peart: "La mia prima impressione è stata che fosse un po' goffo".

A quel punto del 1974, quel goffo batterista aveva quasi ventidue anni, negli anni precedenti aveva militato in numerose band locali, ma nessuna di queste pareva promettergli un futuro da rockstar.

Per sbarcare il lunario Peart lavorava dietro il banco della concessionaria di ricambi per attrezzature agricole di suo padre a St. Catharines. Poi arrivò il provino per i Rush. Neil ci andò alla guida della Ford Pinto di sua madre, con i tamburi nascosti al sicuro nei bidoni della spazzatura. Sempre in 'Beyond the Lighted Stage', anche Alex Lifeson porta la sua testimonianza del primo incontro con Peart: "Ricordo di aver pensato, 'Dio, non è abbastanza figo per stare in questa band'". Ma quando si mise a suonare Lifeson fece passare in secondo piano il look per concentrarsi sulle sue abilità musicali: "Poi iniziò a suonare e suonò alla morte quei tamburi. Suonò come Keith Moon e John Bonham allo stesso tempo.".

Il 29 luglio 1974 è il giorno in cui ufficialmente Neil Peart è diventato un membro dei Rush. Il batterista era al settimo cielo, forse avrebbe potuto realizzare il suo sogno e diventare un vero musicista. Ma le circostanze non erano esattamente quelle ideali per entrare a far parte di una band. Il tempo stringeva, Neil aveva solo due settimane di tempo per imparare e mandare a memoria l'intero repertorio dal vivo della band prima che prendesse il via il loro tour americano. Nel già citato documentario disse al riguardo: "Era come se fosse arrivato un tornado e avesse colpito e spazzato via la mia vita".

Il primo concerto di Neil Peart con i Rush ebbe luogo il 14 agosto alla Pittsburgh Civic Arena di Pittsburgh (Pennsylvania), la band canadese apriva, davanti a undicimila persone, i live di Manfred Mann e degli Uriah Heep.

Come riportò Peart nel suo libro di memorie del 2006 'Roadshow: Landscape with Drums: A Concert Tour by Motorcycle', fu, per lui, una notte particolarmente formativa. "Tra i tanti ricordi di quell'esperienza che mi ha cambiato la vita, non dimenticherò mai lo stare accanto al palco mentre gli Uriah Heep suonavano "Stealin". Il grande edificio scuro, le luci colorate puntate su quelle figure eroiche sul palco, il pubblico che rumoreggiava, l'elettricità pura in quel luogo. A metà del loro spettacolo, la cupola retraibile della Civic Arena venne aperta, aperta sulla notte d'estate.".

Il trio, con il loro potente hard rock, fece un'ottima figura, anche se non tutti i membri della band ricordano chiaramente quell'esperienza come Neil. In 'Lighted Stage', Geddy Lee ammette che era ubriaco perso di Southern Comfort (un whisky molto aromatizzato, ndr): "Quando sono tornato in me, il set era finito ed eravamo fuori".

Un anno fa, il 7 gennaio 2020, Neil Peart moriva all'età di 67 anni a causa di un tumore al cervello che lo tormentava ormai da tre anni e mezzo. Difficile pensare ai Rush senza il suo apporto. Oltre ad essere stato un grande batterista - all'altezza dei migliori di sempre - fu anche il principale autore delle canzoni del formazione canadese, fornendo, sin dal suo primo album con la band, "Fly by Night", pubblicato nel 1975, una grande profondità creativa ai brani del gruppo.

Setlist del primo concerto di Neil Peart con i Rush a Pittsburgh nel 1974:

Finding My Way

In the Mood

Bad Boy (cover di Larry Williams)

Working Man

Drum Solo

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